Interconnessione elettrica, i progressi UE frenano

Secondo l’ultimo report ACER, nel 2021 la maggior parte degli Stati membri non ha migliorato in modo significativo la capacità di interconnessione disponibile per lo scambio di elettricità con i propri vicini.

Interconnessione elettrica
Foto di Joachim Süß da Pixabay

Pubblicato il “70% target report” di ACER

(Rinnovabili.it) – Il regolamento sul mercato interno dell’energia elettrica del 2019 ha fissato dei traguardi importanti per l’interconnessione elettrica europea. Il provvedimento, parte del vecchio pacchetto clima energia, stabiliva per gli operatori di rete un target vincolante per la capacità di trasmissione messa al servizio degli scambi interzonali: un 70% minimo da offrire a partire dal 1° gennaio 2020, nel rispetto dei limiti di sicurezza operativa. E con la possibilità per gli Stati membri di adottare misure transitorie – piani d’azione o deroghe – per rendere lo sforzo più progressivo.

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Quello che emerge dal nuovo lavoro di monitoraggio ACER è una complessiva lentezza d’azione. Nel suo “70% target report”, l’Agenzia per la cooperazione tra i regolatori dell’energia denuncia quanti pochi progressi siano stati messi in campo nel 2021. Rispetto al 2020, infatti, i margini disponibili per il commercio elettrico interzonale sono rimasti sostanzialmente invariati ad eccezione di alcuni confini e regioni. Ciò, sottolinea l’ente, è coerente con le variazioni anno su anno osservate nelle capacità negoziabili (ovvero, la capacità di trasferimento netta o NTC), che sono rimaste limitate. Le NTC sono aumentate nelle regioni del Baltico, dell’Europa sudorientale (SEE) e anseatica ma tali incrementi sono legati principalmente ad un numero ridotto di interruzioni dell’interconnessione e alla messa in servizio di nuove capacità.

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Massimizzare la capacità di interconnessione elettrica interzonale offerta al mercato consente di portare elettricità più conveniente ai consumatori”, spiega l’ACER. “Ed è particolarmente importante quando i paesi devono fare affidamento sui loro vicini per la sicurezza energetica, come ha mostrato l’attuale crisi dell’energia. Aumenta anche la concorrenza transfrontaliera e fornisce quantitative maggiori di  energia rinnovabile”.

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