Pacchetto UE 2030, l’industria energetica vuole le rinnovabili al 30%

EPIA, EWEA e un gruppo di 14 società puntano il dito contro l’obiettivo inerente le energie rinnovabili, uno di più deludenti della bozza della futura direttiva

Pacchetto UE 2030, l’industria energetica vuole le rinnovabili al 30%(Rinnovabili.it) – Mancano poco più di una settimana al Consiglio europeo in cui verrà finalizzato il nuovo pacchetto clima energia, e da Bruxelles così come da Roma non sono ancora arrivati segnali rassicuranti sugli obiettivi 2030. Allo stato attuale la bozza di proposta delude su tutti i fronti e appare svuotata di qualsiasi impegno importante e risolutivo sul fronte energetico-ambienatale. E dopo gli appelli a fare di più lanciati dal mondo ambientalista (e apparentemente inascoltati), è oggi la volta del settore delle green energy europee, firmatarie di una missiva indirizzata ai capi di stato comunitari. L’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica (EPIA), quella dell’eolico (EWEA) insieme ad un gruppo di 14 società comprendente anche Alstom e DuPont puntano il dito contro l’obiettivo inerente le energie rinnovabili, uno di più deludenti del nuovo pacchetto. 

 

Attualmente infatti la proposta della Commissione prevede un 27% di energia verde sui consumi finali come target comunitario, senza dunque imporre alcun obbligo a livello nazionale. Eppure, ricordano i firmatari della missiva, “investire in progetti di energia rinnovabile sarà fondamentale per realizzare ad un livello economicamente fattibile i nostri obiettivi di de carbonizzazione”.

 

“Il solo obiettivo sulla riduzione dei gas ad effetto serra non sarà sufficiente per guidare gli investimenti nelle fonti pulite e nelle infrastrutture necessarie per decarbonizzare il settore energetico entro il 2050” . Ecco perché spiega l’Epia e oggi viene chiesto di alzare il tiro e inserire nel pacchetto UE 2030 un obiettivo vincolante di almeno il 30%, da scalare a livello nazionale fra tutti e 28 gli Stati Membri. Obiettivo ritenuto dai firmatari “realistico e auspicabile”. “Sostenuto da una regolamentazione favorevole, costituirebbe un segnale importante, fornendo la certezza necessaria alle aziende di tutto il settore energetico”.

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