Acquisti congiunti di gas, interesse per oltre 17mld di m3 da 22 Paesi UE

Dalla seconda riunione del comitato direttivo della piattaforma energetica dell’UE, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič anticipa qualche numero sulle richieste di aggregazione della domanda. E spiega: “A breve lanceremo un invito a manifestare interesse affinché le aziende agiscano come central buyer”.

acquisti congiunti di gas
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 Dall’Italia interesse preliminare per 2,3 mld di m3 di gas

(Rinnovabili.it) – Si vanno definendo i primi acquisti congiunti di gas da parte degli Stai Membri dell’Unione europea. Ad oggi 22 paesi UE hanno già espresso il loro interesse preliminare ad aggregare la domanda di gas per i prossimi tre anni. Un interesse da 17 miliardi di metri cubi di gas, a cui si aggiungono i quasi 4 miliardi di metri cubi segnalati da Moldavia, Ucraina e Serbia. A riferirlo è il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič parlando dalla riunione della piattaforma energetica dell’UE. Di cosa si tratta? Dello “strumento” lanciato da Bruxelles lo scorso anno per coordinare l’azione e i negoziati comunitari con i fornitori esterni del combustibile e utilizzare il peso dell’UE per ottenere condizioni migliori per tutti i consumatori.

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Acquisti congiunti di gas, come funzionerà?

Ad agire nel concreto sarà il fornitore di servizi Prisma mettendo in atto un meccanismo di aggregazione della domanda e di acquisto congiunto. Battezzato con il nome di AggregateEU, metterà assieme la domanda delle imprese europee abbinandola alle offerte di fornitura più competitive in tempo per la prossima stagione di riempimento dello stoccaggio. 

Ai ventisette l’obbligo di aggregare la domanda di volumi di gas per almeno il 15% dei rispettivi vincoli di riempimento degli stoccaggi. Oltre questa percentuale l’aggregazione sarà volontaria, ma basata sullo stesso meccanismo.

Quindi, oggi, a che punto siamo? Alla domanda risponde Šefčovič. “Siamo nei tempi previsti – ha dichiarato il Commissario – mettendo a posto tutti i tasselli necessari, uno per uno. Finora, 22 Stati membri dell’UE hanno espresso il loro interesse preliminare ad aggregare la domanda di gas di oltre 17 miliardi di metri cubi di gas per i prossimi tre anni”. Una cifra in cui rientra anche l’Italia con una domanda di circa 2,3 miliardi di metri cubi.

“Ho incoraggiato i cinque Stati membri rimanenti a notificare quanto prima i loro volumi”, ha aggiunto il vicepresidente dell’esecutivo UE annunciando che alla fine di marzo Prisma entrerà in azione. “Alla fine di questo mese, il fornitore di servizi selezionato dalla Commissione a gennaio ci aiuterà ad attuare l’aggregazione della domanda come primo passo verso l’acquisto congiunto di gas“. Le imprese potranno poi concludere volontariamente contratti di acquisto con i fornitori, singolarmente o congiuntamente.

Uno schema di acquirente centrale

Abbiamo anche avanzato nelle nostre discussioni per identificare la struttura più efficiente per organizzare quelle aziende” che opereranno in forma congiunta. “Prevediamo ad esempio uno ‘schema d’acquirente centrale’, in base al quale una società del gas possa negoziare, per conto di imprese più piccole e dei consumatori, un contratto con i fornitori”. In questo contesto la Commissione europea si prepara a lanciare un invito a manifestare interesse affinché le aziende agiscano come central buyer. “Miriamo ad avere un numero di acquirenti centrali , che rappresentino diversi gruppi di società, per incoraggiare la concorrenza, a beneficio ultimo dei consumatori europei”.

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