Flop del Consiglio UE: Il caro-energia spacca in 2 i Paesi europei

Le divisioni emerse nelle scorse settimane hanno trovato conferma durante l’ultima riunione dei ministri dell’Energia. I Ventisette non sono riusciti a trovare una posizione comune con cui affrontare l’impennata dei prezzi energetici, mentre il gas toccanuovi record

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 Il fronte capitanato dalla Germania arresta la richiesta franco-spagnola di una revisione del mercato elettrico

(Rinnovabili.it) – L’Unione europea ha perso l’ennesima occasione di confronto per trovare una posizione comune sul caro-energia. I vensitette ministri dell’Energia si sono ritrovati oggi a Lussemburgo per una riunione d’emergenza del Consiglio UE. Tuttavia la divisione di posizioni, già emersa nell’incontro dell’Eurogruppo, ha prodotto un nuovo buco nell’acqua. 

Le discussioni si sono concentrate essenzialmente su due quesiti: come agire nell’immediato per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici; e quali misure applicare nel medio termine per scongiurare future fluttuazioni. Ma se il primo punto ha visto tutti i Paesi concordi nel seguire le recenti indicazioni della Commissione europea, quando si è trattato di coordinare l’azione futura sono iniziati i veri problemi.

Da un lato, Spagna, Francia, Repubblica Ceca e Grecia che chiedono incessantemente una riorganizzazione normativa dei mercati energetici dell’UE. Come è facile intuire Madrid e Parigi vorrebbero poter svincolare i prezzi all’ingrosso dell’elettricità dal mercato del gas, forti anche della produzione low cost delle rispettive centrali nucleari.

Dall’altro, Austria, Danimarca, Germania, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Lettonia e Paesi Bassi secondo cui in un intervento strutturale sulle norme comunitarie deve essere escluso. In una dichiarazione congiunta presentata prima del Consiglio ministeriale, le nove nazioni avevano sottolineato di non poter “sostenere alcuna misura che fosse in conflitto con il mercato interno del gas e dell’elettricità”.

Caro-energia, ancora un buco nell’acqua

Una profonda divergenza d’opinioni, almeno per ora non appianabile. “Non è stata trovata una posizione condivisa sull’adozione o meno di misure di intervento a livello UE, applicabili in tutti gli Stati membri”, ha affermato dopo l’incontro il ministro delle infrastrutture sloveno Jernej Vrtovec, il cui paese attualmente detiene la presidenza dell’Unione.

Parte dell’azione sul caro-energia viene in realtà demandata a dopo la pubblicazione delle analisi promesse dell’Esecutivo UE. Bruxelles sta studiando l’evoluzione dei mercati del gas e dell’elettricità anche alla luce delle accuse di manipolazione prezzi rivolte alla russa Gazprom. L’analisi della Commissione si focalizzerà anche sul funzionamento dell’ETS (il mercato della CO2 europeo) e sulla valutazione della proposta spagnola di creare una riserva gas comunitaria.

A dicembre – ha commentato la Commissaria all’Energia Kadri Simsonpresenteremo un pacchetto legislativo completo progettato per decarbonizzare il nostro mercato del gas e stabilire quello dell’idrogeno. Questo ci consentirà anche di valutare la liquidità, la trasparenza e la flessibilità del mercato in generale esaminando le questioni relative allo stoccaggio, all’approvvigionamento congiunto e all’empowerment dei consumatori”. 

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