Il decreto PNRR 2 è legge, le novità per l’energia

Dal contributo per l’installazione di rinnovabili nelle strutture sportive, alle disposizioni in materia di produzione e consumo di idrogeno. Ecco le ultime novità per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

decreto pnrr 2
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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo coordinato del Decreto PNRR

(Rinnovabili.it) – Il decreto PNRR 2 è legge. Dopo l’ultimo ok del Parlamento – la Camera ha votato la fiducia lo scorso 28 giugno – la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il testo coordinato con la legge di conversione del D.L. 30 aprile 2022, n. 36. Il provvedimento riporta “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, riservando alcuni passaggi anche al tema energia. 

Si inizia con le nuove disposizioni dedicate all’idrogeno verde. Il PNRR 2 prevede che il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili in impianti di elettrolisi non sia soggetto al pagamento degli oneri generali di sistema. Anche qualora l’impianto di produzione elettrica e l’elettrolizzatore siano collegati tra loro attraverso una rete con obbligo di connessione di terzi. Il provvedimento esonera inoltre l’idrogeno verde dalle accise a cui sono sottoposti i prodotti energetici, se  non  direttamente utilizzato in motori termici come carburante.

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Il PNRR 2 interviene anche sulle disposizioni del precedente Decreto energia (Legge 20 maggio 2022, n. 51). Nel dettaglio la nuova legge modifica si inserisce nelle misure per incrementare la produzione di energia elettrica da biogas ampliando le disposizioni anche agli impianti a biomasse di potenza fino ad 1 MW.

Con l’articolo 24 bis introduce invece una sorta di ecobonus per gli impianti sportivi. Nel dettaglio il testo approva contributi in conto capitale per progetti di investimento nel limite massimo di 1 milione di euro finalizzati all’installazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili e di abbinati sistemi di accumulo. L’agevolazione è concessa ad associazioni e società sportive dilettantistiche, Federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva ed enti pubblici che gestiscono o sono proprietari di piscine o infrastrutture sportive nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna. La concessione è autorizzata nel limite massimo complessivo di spesa di 60  milioni di euro per l’anno 2023.

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