Direttive efficienza e rinnovabili 2030, il Parlamento UE chiede un 45% di Fer

Aumentato anche il target del risparmio energetico: almeno un 40% entro la fine del decennio sui consumi finali di energia. E raddoppiato il numero di progetti transfrontalieri per l’espansione dell’elettricità verde

rinnovabili 2030
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 La Commissione ITRE alza il tiro rispetto alle proposte dell’Esecutivo UE

(Rinnovabili.it) – Dopo il Consiglio dell’Unione Europea anche l’Europarlamento ha votato la propria posizione sulle nuove direttive efficienza energetica e rinnovabili 2030. Ieri, in una doppia tornata, i parlamentari della Commissione industria, ricerca, energia (ITRE) hanno approvato le relazioni dei colleghi Markus Pieper (PPE) e Niels Fuglsang (S&D), definendo obiettivi più coraggiosi rispetto alla proposta originale. E creando un certo distacco anche con la posizione concordata dai Ventisette a fine giugno.

Una differenza di ambizione facilmente immaginabile che, se approvata anche in plenaria, renderà più ostici i futuri negoziati dei legislatori europei.

Direttiva rinnovabili 2030

Il provvedimento, al pari della direttiva sull’efficienza energetica, fa parte nel pacchetto Fit for 55, creato dall’Esecutivo UE per allineare la normativa comunitaria all’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni climalteranti del Blocco entro la fine del decennio.

Rispetto alla bozza redatta da Bruxelles (e alla relazione del Consiglio), i parlamentari chiedono di portare la quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia nell’UE al 45% anziché al 40%. E di raddoppiare il numero di progetti transfrontalieri per l’espansione dell’elettricità verde (da 1 a 2 per Stato membro). Obbligando i paesi UE con il più alto consumo annuo di elettricità ad adottare un terzo progetto entro il 2030.

I deputati ITRE chiedono anche che i governi nazionali stabiliscano un obiettivo indicativo le nuove tecnologie rinnovabili di almeno il 5% sulle future installazioni. Rivisto anche il target di riduzione del gas serra nei trasporti, che passa dal 13% proposto  dalla Commissione europea, al 16% nella versione votata da Strasburgo. I tre punti percentuali dovrebbero essere raggiunti attraverso l’uso di quote più elevate di biocarburanti avanzati e e di combustibili rinnovabili di origine non biologica come l’idrogeno.

Abbiamo anche alzato i requisiti per la sostenibilità delle biomasse e dei combustibili – spiega Pieper  – mostrando allo stesso tempo i modi in cui i materiali biogenici possono dare un reale contributo economico alla transizione energetica”.

Direttiva efficienza energetica 2030

Il provvedimento in questione, revisione di una precedente direttiva sull’efficienza energetica, fissa obiettivi di risparmio da raggiungere collettivamente nei prossimi 8 anni.

Gli europarlamentari hanno alzato i target UE ad almeno il 40% entro il 2030 nel consumo di energia finale e del 42,5% nel consumo di energia primaria rispetto alle proiezioni del 2007. Ma chiedono anche che gli Stati membri stabiliscano contributi nazionali vincolanti per raggiungere questi obiettivi. “Siamo in una crisi in cui Putin sta chiudendo il gas all’Unione. Una delle nostre risposte più efficaci a questo problema è l’efficienza energetica“, ha commentato Fuglsang al termine della votazione. “Pertanto, è fondamentale che oggi la commissione abbia votato per obiettivi di efficienza energetica elevati e vincolanti per l’UE nel suo insieme e per i singoli Stati membri”.

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