Mercato elettrico in Italia, luci e ombre di un settore in cambiamento

Picchi oltre i 300 €/MWh per il PUN. Nuova crescita per degli accumuli per accompagnare le rinnovabili residenziali. Peggiorano le performance della UVAM

Mercato elettrico in Italia
Photo by Fré Sonneveld on Unsplash

 Pubblicato il Rapporto Mercato Elettrico 2022 di Energy&Strategy School of Management PoliMI

(Rinnovabili.it) – Il mercato elettrico in Italia sta cambiando fisionomia. Una trasformazione che segue due leve: quella “storica” legata alle politiche energetiche europee e al progressivo aumento delle rinnovabili in rete e quella dettata dalla contingenza, dove crisi e aumento dei prezzi fanno da padrone. La necessità di ridurre la dipendenza energetica da Mosca ha in parte accelerato alcune tendenze chiave, dalla riduzione dei consumi all’aumento dell’energia pulita nazionale. A fornire un quadro puntuale sul comparto è oggi l’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano con il suo nuovo Electricity Market Report 2022. Il rapporto, giunto alla sesta edizione, mostra luci e ombre del mercato elettrico italiano. 

Mercato elettrico in Italia, bene gli accumuli

Luci come la continua e progressiva crescita delle rinnovabili nazionali che nel 2021 sono arrivate a soddisfare il 36% della domanda elettrica. O come l’aumento dei sistemi di accumulo energetico. Nei primi sei mesi di quest’anno sono stati installati circa 47.000 impianti di energy storage, ossia il 33% in più rispetto all’intero dato del 2021. A trainare la crescita sono le batterie a litio di taglia residenziale. Per i grandi sistemi, l’asta relativa al servizio di Fast Reserve dello scorso 10 dicembre 2020 ha assegnato 250 MW di potenza di stoccaggio che dovrebbero entrare in funzione entro la fine di quest’anno. Numeri in crescita anche per il futuro: l’asta del Capacity Market relativa al 2024 ha assegnato 1,1 GW di CDP in sistemi di accumulo elettrochimico. 

Le UVAM zoppicano?

Il rapporto sul mercato elettrico in Italia offre anche un importante bilancio sul Progetto Pilota UVAM nel Mercato dei Servizi di Dispacciamento. A più di tre anni dall’avvio della sperimentazione e dopo gli ottimi risultati iniziali, si è registrata una prima flessione nella partecipazione. “Nei primi mesi del 2022, l’adesione è calata soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi, testimoniato in prima battuta da una minore saturazione del contingente messo a disposizione nelle aste di approvvigionamento a termine, in particolare per il prodotto ‘serale 2’”, si legge nella nota stampa del’Energy&Strategy.

Non solo. Risultano anche peggiorate le performance della UVAM in risposta alle attivazioni rispetto al 2021: in quelle “a salire” si registrano circa 2.670 MWh di inadempimenti (il 38% delle quantità accettate) e nel 33% dei casi l’ordine di dispacciamento è stato eseguito fornendo almeno il 90% della quantità accettata, mentre nel 16% ci si è fermati il 70% e il 90%. Nell’11% dei casi l’ordine non è stato eseguito neppure parzialmente. Le attivazioni “a scendere” vanno meglio: forti inadempimenti solo nel 7% dei casi, mentre cresce la quota per le altre chiamate.

Prezzi elettrici alle stelle

Impossibile non citare la spirale di rialzi che ha coinvolto i prezzi di gas ed elettricità. Il rapporto ricorda come, tra gennaio 2021 e settembre 2022 il prezzo medio mensile abbia registrato un incremento del 815%. lLeffetto si è sentito forte e chiaro anche sul mercato elettrico italiano. IL PUN ha preso la rincorsa toccando ad agosto di quest’anno un picco storico: oltre 540 €/MWh, ossia il 383% in più sul dato di agosto 2021.

Articolo precedenteCon la medaglia di platino di EcoVadis, Zordan entra nella top 1% delle aziende certificate al mondo
Articolo successivoSERR 2022: quando i rifiuti tessili sono “fuori moda”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui