Unione dell’energia: le rinnovabili hanno battuto le fossili per la prima volta

La Commissione europea fa il punto sui progressi della transizione energetica UE rivelando: nel 2020 l’elettricità verde è arrivata al 38% del mix. Un punto sopra quella fossile. Si è trattato solo dell’effetto Covid-19?

unione dell'energia 2021
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Adottata la relazione sullo stato dell’Unione dell’Energia per il 2021

(Rinnovabili.it) – Tempo di bilanci per le politiche comunitarie. A quasi due anni dal lancio del Green Deal europeo, Bruxelles tira le somme di quanto fatto sin ora lato transizione ecologica. E mette nero su bianco i progressi compiuti nella decarbonizzazione del Continente, attraverso una serie di relazioni adottate ieri. Il documento principale è costituito dal rapporto sullo stato dell’Energy Union (pdf) che analizza i passi avanti dei ventisette rispetto ai 5 pilastri dell’Unione dell’Energia. Integrandolo con relazioni d’approfondimento sui sussidi energetici europei, la competitività tecnologica, i progressi dell’azione climatica, la qualità dei carburanti e il Carbon Market Report.

L’anno di riferimento è il 2020 e tutti i risultati dovrebbero essere letti alla luce della crisi del COVID-19, i cui effetti potrebbero aver alterato in maniera temporanea i trend energetici. 

In attesa di una rilettura dei dati, il rapporto sull’Unione dell’Energia 2021 mostra come lo scorso anno le energie rinnovabili abbiano superato per la prima volta i combustibili fossili come fonte elettrica numero uno nell’UE. Con un 38% di elettricità verde, rispetto al 37% delle fossili. Gran parte del merito va alle condizioni straordinarie create dei primi lockdown e dal conseguente crollo dei consumi. Ma è anche vero che il fuel mix europeo sta progressivamente cambiando. Oggi, 9 Stati membri dell’UE hanno già eliminato il carbone; altri 13 hanno avviato un programma di dismissione graduale e 4 stanno valutando possibili tempistiche. 

L’Unione energetica, tra sussidi ed emissioni

Rispetto al 2019, le emissioni di gas serra dell’UE27 sono diminuite di quasi il 10%. Portando la riduzione complessiva su 1990 a quota 31%. Il calo si lega alla diminuzione del consumo di energia primaria (-1,9%) e di quella finale (-0,6%). Ma, per entrambe le cifre, sottolinea la Commissione, si tratta di traiettorie ben superiori agli obiettivi UE. Altro dato interessante del rapporto sull’Unione dell’Energia 2021: lo scorso anno sono aumentate le sovvenzioni per rinnovabili ed efficienza energetica.

Il report di quest’anno viene pubblicato anche sullo sfondo di un aumento dei prezzi dell’energia in Europa e nel mondo, trainato in gran parte dall’aumento del costo del gas, spiega Bruxelles. “Sebbene questa situazione debba essere temporanea, mette in evidenza la dipendenza dell’UE dalle importazioni di energia, aumentate al livello più alto in 30 anni. E dell’importanza della transizione verso l’energia pulita per aumentare la sicurezza energetica dell’UE”

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