Il vincitore della prima edizione cinese dei Solar Decathlon

    Dalle ‘fibro’ house indigene fino a bambù e canna da zucchero: i prototipi realizzati da Australia e Cina vincitori della primissima edizione dei Solar Decathlon China.

    Solar Decathlon Cina: i vincitori

     

    (Rinnovabili.it) – Sono rispettivamente l’Università di Wollongong dall’Australia e la South China University of Technology i vincitori del primo e del secondo posto alla prima edizione asiatica dei Solar Decathlon.

     

    Sbaragliando i 22 concorrenti provenienti da oltre 35 differenti Paesi di tutto il mondo, il prototipo ideato dagli studenti universitari australiani, è stato giudicato il modulo ad “energia zero” più efficiente ed innovativo della kermesse. Dal 2002 i Solar Decathlon coinvolgono le università di tutto il mondo nella progettazione e realizzazione di un prototipo funzionante di green building, rispondente a precise caratteristiche per 10 differenti tipologie di giudizio: architettura, ingegneria, efficienza energetica, bilancio energetico, benessere, funzionalità, comunicazione e sensibilizzazione sociale, industrializzazione e mercato, innovazione e sostenibilità.

     

    Università Wollongong

     

    IL PROTOTIPO VINCITORE – Il modulo realizzato dall’Università Wollongong e giudicato vincitore dei Solar Decathlon China ha reinterpretato una tipica costruzione “fibro” indigena australiana degli anni ’60 ad alto consumo, trasformandola in un modello ad altissima efficienza.

    Le pareti in fibrocemento impiegate massicciamente per la costruzione di queste tipiche abitazioni sono stai reinterpretati dal team vincitore, aumentando l’ermeticità, allargando le finestre, installando giardini verticali e pannelli fotovoltaici, affiancati ad un sistema per il recupero delle acque piovane.

     

     

    E-Concave South China University of Technology

     

    IL SECONDO CLASSIFICATO – Gioca invece in casa il secondo classificato dei Solar Decathlon China, ovvero il prototipo “E-Concave“, messo a punto dalla South China University of Technology

    La squadra cinese ha utilizzato principalmente materiali locali a basso costo, come il bambù e la canna da zucchero, realizzando un prototipo da mq. L’esterno, interno e gli arredi sono stati tutti rifiniti in bambù, mentre l’isolamento è stato ottenuto a partire dalla fibra di canna da zucchero. Una piscina naturale circonda la casa mantenendo sotto controllo la temperatura esterna ed interna.

    La casa è stata assemblata in soli 12 giorni dopo un viaggio di sei settimane lungo il Pacifico.

     

    Il terzo gradino del podio è andato invece al progetto “Halo” della Chalmers University of Technology di  Gothenburg (Svezia), un “guscio” in legno in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di clima.

     

    La prossima edizione dei Solar Decathlon sarà quella USA, in programma ad Orange County dal 3 al 13 ottobre, mentre sarà la Francia ad ospitare la prossima edizione europea, dopo gli ottimi risultati raggiunti dal team italiano con l’edizione spagnola dei Solar Decathlon 2012.