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Come l’adattamento climatico cambia il Regolamento Edilizio di Roma

Come l’adattamento climatico cambia il Regolamento Edilizio di Roma
Foto di alessandro ceccucci da Pixabay

Roma è stata la prima grande città in Italia a dotarsi di una strategia di adattamento climatico, individuando priorità, obiettivi e misure per prepararsi agli impatti sempre più intensi del climate change. Oggi l’Urbe è impegnata a tradurre tali target in azioni e norme. Ne è un esempio la nuova proposta di modifica per il Regolamento Generale Edilizio, approvata in via preliminare dalla Giunta capitolina lo scorso 29 marzo.

“Abbiamo approvato un provvedimento ambizioso che punta a innovare il modo di progettare la città”, ha commentato per l’occasione il Sindaco Roberto Gualtieri. “Mai più interi quartieri che diventano isole di calore […] Un’azione coerente con tutto il lavoro sul clima che la città sta portando avanti e con la Strategia di adattamento e il Piano clima.

La strategia di adattamento climatico capitolina

Le modifiche al Regolamento sono contenute nella delibera “Adesione agli obiettivi di mitigazione e adattamento climatico di Roma Capitale”, frutto del lavoro di un gruppo interdipartimentale dedicato. Nel dettaglio l’atto, che attende il via libera definitivo dell’Assemblea, dà attuazione alla terza linea d’azione della strategia climatica di Roma Capitale, dedicata alla riduzione dell’impatto delle ondate di calore e dell’aumento delle temperature.

Riportiamo di seguito lo schema del Piano:

Misura di AdattamentoCompetenza
Approvazione di un piano d’intervento per l’adattamento alle ondate di calore nelle aree urbane a maggior rischio, a tutela delle fasce vulnerabili e delle attività.Roma Capitale
Introduzione di Linee guida per lo spazio pubblico e gli edifici (specialmente scuole) per ridurre l’isola di calore tramite materiali specifici, soluzioni NBS e simulazioni termiche.Roma Capitale
Approvazione del piano della rete ecologica e della biodiversità per interventi di forestazione urbana e rafforzamento delle connessioni ecologiche nelle aree vulnerabili.Roma Capitale, Città Metropolitana
Revisione delle norme tecniche e del regolamento edilizio per rafforzare la tutela della permeabilità dei suoli e le connessioni della rete ecologica (zone umide, reticolo minore, zone protette e parchi urbani), per introdurre soluzioni che vanno nella direzione dell’adattamento climatico (Nature Based Solutions, gestione idrica, tetti verdi, schermature solari, ecc.).Roma Capitale
Estensione della rete di fontanelle di acqua potabile negli spazi pubblici attualmente sprovvisti, priorità alle zone ad alto rischio calore.EGATO, ACEA ATO 2, Roma Capitale
Creazione di un sistema integrato di monitoraggio delle temperature con nuove centraline nelle aree soggette a forte isola di calore urbana.Roma Capitale

Il pool di misure messe nero su bianco dal Comune tocca da vicino un problema sempre più urgente. A Roma, infatti, l’innalzamento della colonnina di mercurio appare più marcato rispetto a tutti gli altri capoluoghi di regione italiani. Le statistiche nazionali mostrano non solo come la temperatura media si stia alzando, ma anche come stia aumentando il numero di giorni estivi (ossia quelli con temperatura massima maggiore di 25 gradi) e di notti tropicali (con temperature che non scendono sotto i 20 gradi).

Come cambierebbe il Regolamento edilizio di Roma

La proposta di modifica mira a garantire interventi edilizi sostenibili, che riducano i consumi di energia, acqua ed emissioni, garantendo al tempo stesso elevate prestazioni in termini di vivibilità, qualità e innovazione ambientale.

“Si tratta di un impegno che riguarda sia il settore pubblico sia quello privato, e che deve diventare […] un obiettivo ordinario nei progetti di trasformazione della città”, ha sottolineato l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia. “La lotta alle isole di calore, la permeabilità dei suoli, la messa a dimora di alberature di medio e alto fusto, la depavimentazione, l’ombreggiamento degli spazi e il risparmio energetico e idrico costituiscono non solo standard minimi da garantire, ma rappresentano la base per incentivi urbanistici e fiscali che potranno essere applicati proprio grazie a questo regolamento edilizio”.

Tra le novità proposte c’è l’introduzione di un “Titolo III bis” che disciplina i requisiti minimi obbligatori per interventi di ristrutturazione urbanistica, nuova costruzione e ristrutturazioni edilizie rilevanti (incremento della SUL maggiore del 15%). Il testo chiarisce per ogni voce essenziale — energia, acqua, permeabilità dei suoli, materiali da costruzione, mobilità, rifiuti — i target e le prestazioni minime da raggiungere, fornendo anche indicazioni qualitative. Ad esempio, si dovrà garantire almeno il 50% di superficie libera del lotto permeabile; o ancora, si dovranno piantare alberi a medio/alto fusto per migliorare il microclima, assicurando anche una quota di verde di piena terra su almeno il 20% della superficie libera del lotto.

La proposta introdurrebbe anche una semplificazione burocratica per gli interventi di risparmio energetico e idrico e strumenti per accelerare la diffusione del solare e delle soluzioni “anti-diluvio”. Il Comune stesso cita a titolo di esempio:

  • l’esclusione dal calcolo della SUL e dal volume imponibile degli interventi di isolamento termico di muri e solai con spessori maggiori dei riferimenti di legge;
  • la realizzazione di locali tecnici per impianti, di serre solari e dispositivi bioclimatici;
  • l’obbligo di coperture fotovoltaiche su almeno il 50% dei posti nei parcheggi a raso con più di 1.500 mq;
  • l’utilizzo di almeno il 15% di materiali riciclati o provenienti da recupero e riuso.

Incentivi per le soluzioni innovative

“Una novità del regolamento sono gli incentivi per gli interventi che raggiungono prestazioni migliorative in termini energetici e di sostenibilità ambientale”, spiega il sito di Roma Capitale. “Ad esempio, edifici a energia positiva, impianti geotermici, interventi di adattamento climatico e riduzione dell’effetto isola di calore urbana con Nature Based Solutions, sistemi di fitodepurazione, tetti verdi, materiali e interventi certificati che rispettano i Criteri Ambientali Minimi (CAM) fissati dal MASE”.

Nello specifico l’atto prevede incentivi volumetrici dedicati a interventi innovativi. O più precisamente a investimenti in soluzioni avanzate in termini di adattamento climatico, mitigazione e sostenibilità. Equalora non sia possibile usufruire del premio di cubatura, della riduzione del contributo di costruzione.

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