Con l’Interpello n. 241/2025, l’Agenzia delle Entrate chiarisce l’applicabilità del Superbonus alle ONLUS nel 2025, focalizzandosi sulla possibilità di continuare a usufruire delle modalità alternative di detrazione, ossia sconto in fattura e cessione del credito, dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 39/2024

Le regole per la fruizione del Superbonus da parte degli enti del Terzo settore cambiano nuovamente. A chiarire i confini dell’agevolazione, tra accesso al 110% e possibilità di cessione del credito o sconto in fattura, è la risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 241/2025. Il provvedimento aggiorna i riferimenti normativi alla luce delle modifiche introdotte dal decreto legge n. 39/2024, ridefinendo il perimetro delle deroghe al blocco generalizzato delle opzioni alternative alla detrazione diretta.
Superbonus Onlus 2025: cessione del credito e nuove aliquote
Secondo quanto previsto dall’articolo 119, comma 10-bis del decreto Rilancio, confermato anche dalla circolare 13/E del 2023, le ONLUS, le ODV e le APS possono continuare ad accedere al Superbonus nella misura del 110% fino al 31 dicembre 2025, a condizione che:
- svolgano attività socio-sanitarie e assistenziali;
- nessun membro del CdA percepisca compensi;
- gli immobili siano nelle categorie catastali B/1, B/2 e D/4, con titolo valido (anche comodato registrato prima del 30 marzo 2024).
Se anche uno solo di questi requisiti manca, si applica invece l’aliquota ridotta al 65%, come previsto dall’art. 119, commi 8-bis e 8-bis.2, per le spese sostenute nel 2025. In ogni caso, è necessario che la CILA sia stata presentata entro il 15 ottobre 2024.
In questo scenario, è utile ricordare che sono state introdotte ulteriori misure di proroga del Superbonus in casi specifici, come nel caso della proroga per il cambio residenza prima casa o della proroga per le aree terremotate prevista dal DL Omnibus.
Deroghe al blocco della cessione del credito: cosa vale per le Onlus
Il DL 39/2024 ha confermato che ONLUS, ODV e APS, se costituite prima del 17 febbraio 2023, mantengono il diritto ad accedere alla cessione del credito o allo sconto in fattura, ma solo per gli interventi con CILA presentata prima del 30 marzo 2024. Questo consente loro di continuare a beneficiare delle opzioni alternative, in deroga al blocco introdotto dal DL 11/2023.
Per le organizzazioni non profit è quindi cruciale rispettare le condizioni temporali e documentali. Anche perché, in caso contrario, si rischia di perdere l’accesso alle opzioni alternative, con ricadute economiche importanti per progetti già pianificati.
Incertezza normativa e complessità operative
Nonostante i chiarimenti normativi, il contesto resta complesso. Come già denunciato in altre analisi, la retroattività e l’instabilità normativa sono tra i principali ostacoli alla pianificazione per il Terzo settore e per l’edilizia in generale. A questo si aggiungono anche problematiche operative, come quelle legate agli stati avanzamento lavori e alla gestione dei materiali a piè d’opera.
Scarica QUI la risposta dell’Agenzia delle Entrate












