Parlamento Europeo: è conflitto sul Just Transition Fund

Secondo alcuni eurodeputati, la Commissione Europea dovrebbe approvare piani di transizione territoriale equa che includono attività legate all’uso di gas naturale.

La Commissione Affari regionali chiede che il gas venga introdotto nel Just Transition Fund

(Rinnovabili.it) – Tira vento di conflitto tra Strasburgo e Bruxelles. Le principali istituzioni dell’Unione Europea sono divise su quali fonti energetiche debbano essere supportate tramite il Just Transition Fund, il programma di punta della Commissione von der Leyen per la transizione verso la neutralità climatica dell’euroblocco. La Commissione Affari regionali, infatti, avrebbe rotto i ranghi dell’Europarlamento, chiedendo la possibilità che alcune risorse vengano spese per progetti di gas fossile.

Il Just Transition Fund da 40 miliardi di euro ha lo scopo di aiutare le cosiddette regioni carbonifere dell’Unione Europea a lanciare industrie “verdi” riqualificando i lavoratori del settore. La scorsa settimana, i 27 Stati membri hanno concordato che il fondo dovrebbe escludere tutti i progetti relativi ai combustibili fossili, inclusi nucleare e gas naturale, esprimendo così una posizione condivisa anche dall’esecutivo UE.

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Tuttavia, appena dopo pochi giorni, la Commissione Affari regionali ha affermato che se i progetti di energia nucleare non devono essere ammissibili, alcuni progetti di gas fossile dovrebbero poter ottenere finanziamenti di transizione. “Per le regioni che dipendono fortemente da carbone, lignite, scisti bituminosi o torba, i deputati propongono una deroga per gli investimenti in attività legate al gas naturale”, ha affermato la Commissione parlamentare in una nota.

Secondo i legislatori, quindi, la Commissione Europea dovrebbe “approvare piani di transizione territoriale equa che includono attività legate all’uso di gas naturale, se si qualificano come sostenibili dal punto di vista ambientale ai sensi della tassonomia delle finanze verdi dell’UE. Tuttavia, secondo i gruppi ambientalisti dell’Europarlamento, gli eurodeputati “pro-gas” starebbero impedendo alle regioni ad alta intensità di carbonio di spostarsi verso la neutralità climatica.

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“Investire oggi nei gas fossili porterà a bloccare l’UE nella dipendenza da combustibili fossili per decenni, mentre secondo i piani dovrà diventare neutrale dal punto di vista climatico entro il 2040″, ha affermato Markus Trilling di Climate Action Network Europe. Anche Eurelectric, l’Associazione europea dell’industria elettrica, ha espresso delusione: “ci dispiace che il voto lasci una porta aperta agli investimenti in attività fossili insostenibili. Non possiamo più permetterci di incanalare i fondi dell’UE in attività che ritardano il passaggio alla neutralità climatica.

Il Parlamento Europeo voterà a settembre sull’opportunità o meno di approvare le norme. Una volta che l’assemblea avrà concordato la sua posizione, inizieranno i colloqui con la Commissione Europea e i governi nazionali in seno al Consiglio dell’UE sulle condizioni definitive del finanziamento. “Se il Parlamento vuole essere rispettato come organo coerente, gli eurodeputati dovranno escludere tutti i combustibili fossili dal Just Transition Fund per rimanere in linea con la dichiarazione di emergenza climatica adottata l’anno scorso, ha affermato Trilling.

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