Tassonomia verde, dopo l’Ucraina “ha ancora meno senso di prima”

All’Europarlamento nasce una maggioranza trasversale per dire no a gas e nucleare nella lista degli investimenti considerati sostenibili. Socialdemocratici e popolari, insieme a Verdi, Renew e Left lavorano per bocciare l’atto delegato

tassonomia verde
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Verso un nuovo scontro sulla tassonomia verde

(Rinnovabili.it) – Se il pacchetto Fit for 55 non sorride, anche la tassonomia verde europea se la passa poco bene. Proprio mentre il parlamento UE ieri stava affossando la riforma dell’ETS e altri tasselli fondamentali del Green Deal, un’alleanza trasversale e realmente ampia di gruppi parlamentari a Strasburgo annunciava che avrebbe votato contro le nuove regole sugli investimenti sostenibili in cui la Commissione ha voluto inserire gas e nucleare.

La prossima settimana sarà votata in commissione all’Europarlamento una risoluzione contraria alla tassonomia verde, hanno annunciato ieri in una conferenza stampa 5 rappresentanti di altrettanti gruppi parlamentari. Si tratta di Bas Eickhout dei Verdi, il socialdemocratico Paul Tang, Emma Wiesner di Renew, Silvia Modig della Sinistra, e soprattutto di Christophe Hansen, il rapporteur del provvedimento in quota PPE. Se passa, la prima settimana di luglio il testo approderà in plenaria.

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“Questo atto delegato è arrivato prima della guerra in Ucraina”, e alla luce della dipendenza europea da Mosca “adesso ha ancora meno senso di prima”, ha affermato Hansen alla stampa. “Politicamente non possiamo accettare di finanziare una macchina della guerra ancora più di quanto non stiamo già facendo, purtroppo”.

Il rapporteur ha precisato che il tema spacca ancora il PPE, visto che ci sono paesi più dipendenti dal gas che frenano e altri paesi che premono per rivedere la tassonomia verde. E da questo dibattito interno, probabilmente, dipenderà il successo o meno dell’iniziativa per stralciare gas e atomo dalla lista degli investimenti considerati sostenibili.

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“E’ greenwashing legale”, accusa Tang del gruppo S&D, sottolineando che il testo finale è politico, non basato su tutti i pareri scientifici prodotti dagli organi consultivi. L’atto delegato “è stato annacquato in favore di Francia e Germania, che lo hanno scritto”, così che “denaro privato di cui c’è bisogno per la transizione finisca verso alcuni grandi paesi, che sono perfettamente in grado di finanziare la transizione”. Oltre al fatto che includere gas e nucleare significa “diventare più dipendenti da Putin”. La tassonomia verde, così com’è, è in pratica un piano “che dà potere a Putin”, conclude il socialdemocratico.

A gennaio, dopo lunghissime trattative tra paesi membri e la Commissione, l’esecutivo UE aveva presentato il testo finale del secondo atto delegato, interamente riservato a stabilire i criteri con cui investimenti in centrali a gas e impianti nucleari potevano essere etichettati come sostenibili e quindi ricevere agevolazioni finanziarie e amministrative.

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