Rinnovabili: lo scivolone dell’Europa

A livello mondiale gli investimenti nelle tecnologie energetiche intelligenti e low carbon sono scesi dell’11% nel 2013. Si salva il Giappone, unico mercato in crescita

Rinnovabili: lo scivolone dell’Europa(Rinnovabili.it) – Un altro “annus horribilis” per gli investimenti nel settore delle rinnovabili e delle tecnologie energetiche intelligenti. Lo rivela l’ultimo rapporto della Bloomberg New Energy Finance mettendo in luce un trend per il 2013 che ricalca da vicino quello del 2012. Nell’anno appena concluso, infatti, gli investimenti globali nell’energia pulita hanno toccato i 254 miliardi di dollari, 32 miliardi in meno rispetto al 2012  e ben 63 sotto il record del 2011. Il ridotto volume di investimenti, secondo gli analisti della società di ricerca riflette due fattori principali: la forte e continua riduzione del costo dei sistemi fotovoltaici e l’impatto sulla fiducia degli investitori da parte degli stravolgimenti politici nel settore delle rinnovabili in Europa e America.

 

Anche i due più grandi investitori, Cina e Stati Uniti, hanno visto i rispettivi impegni monetari in calo, rispettivamente del 3,8% e dell’8,4%. Le variazioni più suggestive si sono tuttavia registrate in Giappone e in Europa. Nel primo Paese, gli investimenti sono cresciuti del 55% a 35,4 miliardi di dollari nel 2013 sotto il boom degli impianti solari su piccola scala. In Europa invece gli investimenti sono crollati del 41%, passando dai 97 miliardi del 2012 ai  57.8 dello scorso anno ora che  le grandi economie come la Germania, l’Italia e la Spagna hanno rivisto gli incentivi ai nuovi progetti rinnovabili; nel dettaglio, le vecchie glorie delle rinnovabili hanno subito rispettivamente un meno 46,1% (il livello più basso raggiunto dalla Germania dal 2006), un preoccupante meno 73% per il Belpaese e meno 64,5% per i cugini spagnoli.

 

“Un secondo anno consecutivo di declino per gli investimenti sarà una notizia sgradita al settore dell’energia pulita, ma i dati non raccontano tutta la storia. Gli investimenti in Europa sono crollati, in gran parte a causa della diminuzione del costo degli impianti solari, il cui volume in tutto il mondo in realtà è cresciuto di circa il 20%”, ha spiegato Michael Liebreich, fondatore e presidente del comitato consultivo per Bloomberg New Energy Finance. Analizzando i singoli settori tecnologici si scopre che l’eolico è il comparto ad aver resistito meglio alla crisi passando dagli 80,9 miliardi di dollari del 2012 agli 80,3 del 2013; meno rosea la sorte del solare crollato da 142, 9 a 114,7 miliardi. In crescita, invece, gli investimenti in tecnologie intelligenti, come smart grid, sistemi di stoccaggio, veicoli elettrici, per dove sono stati investiti 34,6 miliardi rispetto ai 32,7 del 2012.