Bankitalia: Superbonus costa e non aiuta l’ambiente. Benefici solo dopo il 2100

Secondo uno studio condotto da Bankitalia, il Superbonus si ripagherà in termini di emissioni dopo il 2100 e con solo 5 mld di euro rispetto ai 14 investiti con il PNRR

bankitalia-superbonus
Foto di Hands off my tags! Michael Gaida da Pixabay

Per rendere sostenibile il Superbonus l’unica soluzione possibile per la Banca d’Italia è portare la detrazione al 40%

(Rinnovabili.it) – E’ una sonora bocciatura quella arrivata da Bankitalia sul Superbonus che è vista come una misura costosa e poco incisiva a livello ambientale. I quasi 14 miliardi di euro investiti per il 110 e finanziati con i fondi del Pnrr, non trovano una giustificazione nei benefici ambientali derivati dalle ristrutturazioni. Dal 2027 la misura porterebbe ad una riduzione delle emissioni di 0,667 mln di tonnellate l’anno. Si deve aspettare il 2100 per raggiungere un sostanziale abbattimento di gas serra connessi all’intervento, quantificabili in solo 4,9 miliardi di euro.

A confermare questi dati ci hanno pensato Matteo Alpino, Luca Citino e Federica Zeni nella relazione di Banca d’ItaliaQuestioni di Economia e Finanza”. La metodologia utilizzata è quella del “social cost of carbon”, ovvero una quantificazione economica dei danni globali provocati dall’aumento delle emissioni di gas serra in un determinato anno. “Questa misura non è un modo conveniente per contrastare il cambiamento climatico”, si legge nel documento di Bankitalia sul Superbonus.

Ridurre la percentuale, unica soluzione

Secondo la Banca d’Italia, per rendere sostenibile il Superbonus non esistono molte soluzioni. La più gettonata è la riduzione della percentuale di riduzione.

Supponiamo, ad esempio, che una detrazione del 40 per cento sarebbe sufficiente per innescare lo stesso numero di ristrutturazioni tra i proprietari di abitazione, e quindi raggiungere lo stesso grado di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni attualmente riportato nel Piano”. Si legge nel report. La proposta non è nuova, anzi sembra essere proprio la direzione in cui intende muoversi il nuovo Governo, per rendere strutturale la misura dimezzando la percentuale di detrazione.

Leggi anche Superbonus e Governo di destra: quali sono i piani di Giorgia Meloni

Agrivoltaico, eolico offshore e comunità energetiche promosse da Bankitalia

Lo studio condotto da Bankitalia non parla solo di Superbonus, ma analizza tutte le misure del Pnrr destinate ad abbattere le emissioni di CO2. La promozione va agli incentivi alle rinnovabili, dalla costruzione di impianti eolici offshore all’agrivoltaico, visto come uno strumento “molto conveniente” che si ripagherà da sola in pochi anni. Bene anche le comunità energetiche che, secondo lo studio di Bankitalia, entro il 2026 recupereranno le risorse impiegate.

Articolo precedenteGas UE: ecco il Regolamento Solidarietà per garantire la sicurezza energetica
Articolo successivoIn Portogallo il primo impianto eolico galleggiante senza incentivi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui