Bonus edilizi: oltre 772 mln di crediti sequestrati tra Napoli e Caserta

La Guardia di Finanza ha effettuato il sequestro di 772 mln di euro di crediti, dichiarati al Fisco ma legati a lavori inesistenti

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A fine 2021 i crediti sequestrati avevano superato i 4,4 mld

(Rinnovabili.it) – La Guardia di Finanza in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate ha concluso un intervento che ha portato 772 milioni di euro di crediti sequestrati, da ben 143 diversi soggetti. Tutto questo mentre si cerca di trovare un rimedio a coloro che invece operano nella legalità e che si sono ritrovati senza liquidità ma con fin troppi crediti.

Nel frattempo il Governo ha proposto un emendamento, approvato dalla Commissione Bilancio, alla conversione in legge del DL Aiuti, pronto a passare lunedì 4 luglio all’esame dell’Aula.

Purtroppo il problema delle frodi legate ai crediti dei bonus edilizi sono un cancro difficile da scovare. Inizialmente le detrazioni fiscali sono state utilizzate come una vera e propria moneta fiscale da coloro che avevano letto nell’incentivo alla riqualificazione, una opportunità per arricchirsi. Successivamente, dopo le prime denunce da parte del Fisco, le regole sono diventate molto più ferree, tagliando però fuori coloro che nulla avevano a che fare con le frodi.

I 772 milioni di crediti sequestrati pochi giorni fa, provenivano tutti da comunicazioni all’Agenzia delle Entrate di lavori in realtà inesistenti.

Oltre il danno la beffa, perchè dei 143 soggetti individuati quali responsabili, il 70% era già percettore di reddito di cittadinanza. Non solo. Uno degli autori della truffa avrebbe ricevuto lavori di ristrutturazione per oltre 34 milioni di euro, nonostante fosse in realtà detenuto in carcere. Per individuare le frodi la Guardia di finanza ha intensificato i controlli. Così anche l’Agenzia delle Entrate che proprio pochi giorni fa ha pubblicato una maxi circolare dedicata al Superbonus, nella quale sottolinea anche la responsabilità in solido di coloro che acquistano i crediti (come le banche) nel caso di falsi crediti.

Leggi anche Guida al Superbonus: la Maxi circolare dell’Agenzia delle Entrate raccoglie 2 anni di chiarimenti

Ampliare la maglia delle cessioni

Purtroppo ora il sistema è arrivato al collasso. L’allarme dell’esaurimento delle risorse messe a disposizione dallo Stato per il Superbonus, e l’esaurirsi dei plafond delle banche, unici acquirenti rimasti dopo le restrizioni, hanno messo in crisi migliaia di imprese. Come denunciato da Confartigianato pochi giorni fa.

Serve una misura correttiva per permettere a tutti coloro che hanno avviato lavori di portarli a termine, evitando fallimenti e contenziosi.

Oltre 60 emendamenti sono stati presentati alla Camera durante l’esame per la conversione in legge del Dl 50/2022 cd. “Aiuti” in materia di superbonus. Tra questi c’è una proposta dello stesso Governo che prevede un allargamento della maglia dei cessionari. Secondo il testo, le banche e gli istituti finanziari potranno cedere sempre il credito a soggetti “non rientranti nella definizione di consumatori o utenti” e che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa.

Nel frattempo l’Abi avverte le banche di prestare la massima attenzione ai crediti acquistati, per non ritrovarsi coinvolti successivamente in una truffa o in crediti sequestrati.

Il prossimo lunedì il DL Aiuti passerà all’esame dell’Aula.

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