Edilizia, incentivi e caro materiali: i nodi da superare per la Legge di Bilancio

Dagli incentivi fiscali, al caro materiali, dal decreto frodi agli appalti pubblici, come migliorare la Legge di Bilancio secondo Ance

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Palazzo Madama – legge di bilancio – Autore AlKan32 via depositphotos.com

La legge di Bilancio è al momento in approvazione al Senato

(Rinnovabili.it) – Proseguono le audizioni preliminari all’esame della Legge di Bilancio 2022. Tra i partecipanti in seduta congiunta presso le Commissioni di Bilancio di Camera e Senato anche Ance.

Dalle parole del presidente Gabriele Buia, l’Associazione Nazionale costruttori edili ha fatto sapere il proprio apprezzamento per gli accorgimenti espansivi della prossima manovra finanziaria, che conferma il ruolo del settore delle costruzioni quale motore economico trainante del Paese.

Incentivi fiscali guidano la carica

A guidare la carica sono gli incentivi fiscali che, dopo la lunga recessione, hanno permesso al settore di riprendere fiato. Il Ddl della Legge di Bilancio 2022 permetterà inoltre, di fare affidamento su ulteriori cospicue risorse per le opere pubbliche, che accanto al PNRR porteranno al settore circa 108 mld di euro.

Le modifiche necessarie al Ddl Bilancio

La proroga ai bonus fiscali permetterà di dar seguito agli innumerevoli interventi di efficientamento energetico e consolidamento statico avviati sul territorio italiano, tuttavia per Ance restano ancora alcuni nodi cruciali da sciogliere.

  • Prima di tutto l’associazione chiede un chiarimento in merito alle proroghe oltre giugno anche degli incentivi destinati agli interventi “Trainati” eseguiti sulle unità immobiliari singole, ma parte di un condominio.
  • Secondo punto in agenda gli incentivi destinati ai proprietari di unifamiliari. Per Ance è necessario estendere la proroga fino al 31 dicembre 2022 per tutti gli interventi che entro il 30 giugno del prossimo anno avranno eseguito almeno il 60% dei lavori.
  • Eliminare poi, sia il riferimento al 30 settembre 2021 come termine ultimo entro il quale aver ottenuto il rilascio del provvedimento abilitativo ai lavori, sia il tetto ISEE destinato agli interventi sulle villette unifamiliari per poter eseguire i lavori.
  • Le proroghe dovrebbero riguardare anche i soggetti oggi agevolati dal Superbonus che svolgono attività sociali, al pari degli IACP e delle Cooperative (30 giugno 2023, o 31 dicembre 2023, se al 30 giugno dello stesso anno sia stato eseguito almeno il 60% dei lavori).
  • Per favorire la rigenerazione urbana, è necessario prevedere la proroga fino al 2024 della disposizione che prevede l’applicazione delle imposte d’atto in misura fissa per l’acquisto, da parte di imprese di costruzioni, di fabbricati destinati alla demolizione e ricostruzione o alla ristrutturazione, a condizione che entro i successivi 10 anni si provveda all’ultimazione dei lavori e alla vendita dei fabbricati così ricostruiti o riqualificati.

Decreto Frodi, occhio ai rallentamenti

Durante l’audizione, il presidente Buia ha poi ricordato il ruolo centrale di Ance nel sostenere con forza l’esigenza di un prezzario di riferimento per tutti i bonus edilizi e di un maggiore controllo sulla sicurezza e sulla qualifica delle imprese. Soluzioni entrambe adottate dal Governo con il recente Decreto anti-frodi (Dl157/2021).

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La norma va nel senso di quanto da noi richiesto ma rischia di causare rallentamenti o blocchi delle operazioni in corso”, afferma Buia. “E’ necessario che la decorrenza delle nuove disposizioni faccia salve le iniziative già avviate (applicazione ai lavori avviati dopo il 12 novembre)”.

Caro materiali, un problema da risolvere

Nonostante il forte impegno finanziario “restano alcuni aspetti che possono minare pericolosamente la riuscita dei programmi di investimento governativi”, afferma Ance riferendosi nientemeno che al problema del Caro Materiali.

Per le imprese già impegnate nei lavori, il rincaro dei prezzi rischia spesso di far saltare la loro tenuta finanziaria. Se da una parte è positivo che il Governo abbia esteso al secondo semestre del 2021 il monitoraggio e la compensazione dei prezzi dei materiali da costruzione maggiormente colpiti, dall’altra parte il procedimento impiegato per stilare la lista andrebbe revisionato. E’ di pochi giorni fa il rapporto stilato proprio da Ance che individua i 24 materiali che hanno subito l’aumento maggiore, che differisce dai 36 materiali individuati invece dal Mims.

Secondo Ance andrebbe aggiornata la metodologia impiegata dal Ministero per individuare i rincari, non essendo in linea con i prezzi dei cantieri. Andrebbero poi aggiunti materiali quali il calcestruzzo, l’energia elettrica ed il gas naturale, che oggi hanno un forte impatto sul settore.

Allo stesso modo, l’effetto negativo degli aumenti colpisce anche le stazioni appaltanti, per l’impossibilità di portare a termine le gare d’appalto, per l’inadeguatezza dei prezzi a base di gara che risultano del tutto insostenibili per le imprese. Ciò appare ancora più urgente in considerazione della partenza di numerose gare finanziate con il PNRR, che non potranno subire alcun tipo di rallentamento”.

“Per questo motivo è necessario trovare una soluzione, di tipo emergenziale, per l’aggiornamento dei prezzari a base dei contratti che verranno sottoscritti. Senza quest’azione è forte il rischio di vedere bloccati i lavori”

Estendere le misure al settore privato

L’emergenza non riguarda solo il mercato dei lavori pubblici, ma anche il settore privato ha subito forti danni a causa dei rincari delle materie prime, senza però beneficiare di alcun tipo di compensazione.

“Occorre prevedere un meccanismo di rinegoziazione dei contratti di appalto privati per ristabilire, anche per questi lavori, il necessario equilibrio contrattuale”

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