Emissioni di carbonio edifici, il database internazionale per ridurle

Ideato per codificare e ridurre a livello internazionale i costi di costruzione degli edifici nel loro intero Ciclo di Vita, il nuovo ICSM permetterà anche di individuare i materiali edili più sostenibili, resilienti e longevi

Foto di Jason Goh da Pixabay

Verso gli edifici a emissioni zero

(Rinnovabili.it) – Parla anche italiano il database ICMS che permetterà di ridurre le emissioni di carbonio degli edifici aiutando i progettisti ad individuare i materiali da costruzioni più sostenibili e con il minor impatto sull’intero Ciclo di Vita. Si tratta del nuovo ICSM International Cost Management Standard‘, un vero e proprio sistema di classificazione messo a punto da un team di ben 50 partner internazionali, tra i quali anche gli italiani di AICE (Associazione Italiana di Ingegneria Economica), che al termine del periodo di consultazione pubblica verrà presentato in occasione della COP26 di Glasgow.

Ideato per codificare e ridurre a livello internazionale i costi di costruzione degli edifici nel loro intero Ciclo di Vita, il nuovo ICSM permetterà anche di individuare i materiali edili più sostenibili, resilienti e longevi, abbattendo così a livello globale le emissioni di carbonio degli edifici, responsabili da soli di quasi il 40% della CO2 emessa al mondo.

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Supportati dalla tecnologia più recente, i nuovi standard definiti dal database forniranno un kit di strumenti professionali indispensabile per misurare e ridurre le emissioni di carbonio degli edifici, influenzando le decisioni più basilari della progettazione e della costruzione”, afferma Alan Muse, responsabile della sezione Construction Standards alla RICS (The Royal Institution of Chartered Surveyors), partner inglese a capo del progetto ICMS.

Il sistema fornirà un’indicazione della quantità di carbonio emessa durante l’intero processo costruttivo, dalla produzione alla realizzazione, tenendo conto anche di fattori come la manutenzione, il consumo energetico e le emissioni per la demolizione, permettendo ai progettisti di identificare ed evitare materiali ad alto impatto ambientale.

Commentando il database, James Fiske – Direttore del servizio di informazione sui costi di costruzione di RICS – ha dichiarato: “Non capita tutti i giorni che un intero settore si trovi d’accordo sul cambiamento climatico. Il nuovo database, e la consultazione pubblica sull’ICMS, sono esempi reali del settore delle costruzioni che si unisce nella missione comune di affrontare il problema delle emissioni di carbonio del comparto puntando all’obiettivo net-zero”.

Dal lancio sul mercato nel 2017, gli ICMS sono già stati adottati da molteplici organizzazioni di alto profilo, permettendo loro di confrontare il costo del Ciclo di Vita dei progetti a livello regionale, nazionale ed internazionale, in ambito pubblico e privato, identificando un metro di giudizio comune.

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“Nelle nostre intenzioni questo è un primo passo verso una graduale assimilazione degli ICMS nella coscienza degli operatori italiani”, afferma l’AICE – Associazione Italiana di Ingegneria Economica – partner italiano della Coalizione. “Auspichiamo che questo progetto possa inizialmente favorire una presa di coscienza delle implicazioni che i processi di internazionalizzazione comportano anche sulle metriche che stanno alla base delle complesse valutazioni degli investimenti, specie in un settore strategico come quello delle costruzioni”.

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