Isolanti in plastica addio, arriva l’Aerogel di cellulosa più efficiente e meno inquinante

Un team di ricercatori della Svezia ha elaborato un nuovo tipo di aerogel di cellulosa li legno sfruttando la nanostruttura e porosità del legno, per ottenere un materiale più sostenibile e resistente degli aerogel in silice

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Credito: Jonas Garemark/Wallenberg Wood Science Center, KTH Royal Institute of Technology

L’aerogel è un materiale solido composto dal 99% di aria nel suo volume

(Rinnovabili.it) – Gli aerogel di cellulosa a base di legno potrebbero rappresentare il futuro del green building, fornendo un’alternativa ecologica ai tradizionali isolanti in plastica. Anche se gli aerogel di cellulosa non sono di per sé una novità, arriva dalla Svezia un nuovo metodo per la creazione controllata di nanostrutture isolanti proprio all’interno dei pori del legno.

Ad occuparsi della ricerca è l’assistente professore Yuanyuan Li, presso il Wallenberg Wood Science Center, KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma.

I forti aerogel a base biologica potrebbero essere utilizzati per sostituire gli attuali aerogel a base fossile per un isolamento termico eccellente, contribuendo all’efficienza energetica, alla bioeconomia e allo sviluppo sostenibile della società”, afferma Li.

Effettivamente le prove di laboratorio hanno dimostrato che, rispetto ai cugini più tradizionali come gli aerogel di silice, le soluzioni proposte dal team del dottor Li, si sono dimostrate molto più resistenti alle forze meccaniche ed ovviamente molto più sostenibili.

Come si ottiene un aerogel di cellulosa di legno

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ACS Appl. Mater. Interfacce 2022 , 14 , 21 , 24697-24707

Il processo inizia con la delignificazione del legno, ovvero la rimozione della lignina, la sostanza che gli conferisce colore e forza, lasciando vuoti i pori. A questo punto bisogna rendere il materiale un isolante termico e questo passaggio lo si ottiene dividendo i grandi pori vuoti del legno, in migliaia di piccoli nanopori.

Queste strutture nanoporose sono create dalla dissoluzione parziale delle pareti cellulari grazie all’aggiunta di una miscela di liquido ionico (IL), seguita da una precipitazione controllata grazie all’aggiunta di acqua. In questo modo si ottengono nanofibre che producono a loro volta i nanopori.

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Da quanto si apprende, i ricercatori della KTH Royal Institute of Technology, sarebbero riusciti a raggiungere un ottimo controllo sul processo di precipitazione, riuscendo addirittura a garantire un livello di porosità specifico in base alle esigenze di conduttività termica.

Ovviamente l’isolamento termico degli edifici non è l’unica applicazione che gli aerogel di cellulosa potrebbero avere. Secondo Li questi materiali potrebbero trovare sbocco nell’ingegneria energetica se non addirittura in quella tessile.

La ricerca è stata pubblicata su ACS Applied Materials & Interfaces.

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