Purifygo, “purifica e vai”: ad Ancona e Jesi quattro pullman “mangia smog”

Si stima che, nei tre mesi di sperimentazione, potranno filtrare 4,2 miliardi di litri d’aria. Un progetto pilota di sostenibilità ambientale sviluppato da Conerobus, in collaborazione con le due amministrazioni comunali e finanziato dalla Regione Marche.

Foto di Markus Winkler da Pixabay

Attraverso un sistema filtrante, catturano PM10 e PM2.5

Scenderanno in strada, nei prossimi giorni, tre ad Ancona e uno a Jesi, i quattro pullman “mangia smog” equipaggiati con un apposito dispositivo realizzato da Ansaldo Trasporti e monitorato da Agt Engineering. Un progetto pilota di sostenibilità ambientale sviluppato da Conerobus, in collaborazione con le due amministrazioni comunali e finanziato dalla Regione Marche.

Si chiama Purifygo, tradotto “Purify & Go”, ovvero “purifica e vai”: mentre circolano, gli automezzi, attraverso un sistema filtrante, catturano i livelli di particolato nell’aria (Pm10 e Pm 2.5), con l’obiettivo di ridurre la pressione dell’inquinamento atmosferico. Si stima che, nei tre mesi di sperimentazione, potranno filtrare 4,2 miliardi di litri d’aria. Conerobus (azienda di trasporto pubblico di Ancona e provincia) è la prima, in Italia, ad avviare questa rivoluzionaria sperimentazione, con un solo precedente europeo che ha riguardato la città inglese di Southampton.

La sperimentazione e un automezzo sono stati presentati, a Palazzo Raffaello, nel corso di una conferenza stampa, preceduta dalla visita del bus da parte del presidente Francesco Acquaroli. “È una sperimentazione che attuiamo con soddisfazione e orgoglio, perché potrà poi essere declinata e proposta in altre località che mostrano problemi di inquinamento dell’aria. La qualità dell’ambiente è uno degli obiettivi primari da perseguire in Italia e in Europa”, ha commentato il presidente della Regione. Quanto avviato nelle Marche, ha detto l’assessore ai Trasporti Guido Castelli, “coniuga, con un approccio scientifico, il territorio alla sperimentazione. Abbiamo investito 160 mila euro di economie Fesr per sfatare il mito secondo cui il trasporto pubblico locale inquina. Ad Ancona, grazie a Conerobus, c’è una tradizione molto spinta per quanto riguarda la mobilità dolce e sostenibile. Abbiamo ritenuto quindi di sperimentare qui questa iniziativa che speriamo possa diventare una buona prassi regionale e nazionale”. L’assessore ai Trasporti di Ancona Ida Simonella ha sottolineato come il settore dei trasporti sia “uno degli elementi più inquinanti in una città, ma è anche vero che oggi le soluzioni tecnologiche consentono di intervenire con maggiore rapidità per contrastarlo. Ancona in questo momento ha un programma di 20 milioni di investimenti per il rinnovo di un parco mezzi in un’ottica sostenibile, di cui 13 da fondi nazionali che, attraverso la Regione, consentiranno, di rinnovare il parco mezzi sempre in un’ottica sostenibile, soprattutto quelle elettrica”. L’assessore ai Trasporti di Jesi Cinzia Napolitano ha evidenziato come “l’autobus sperimentale circolante affiancherà gli altri interventi di contenimento delle polveri sottili già attuate dall’amministrazione comunale”.

Il presidente Conerobus Muzio Papaveri ha rimarcato il forte connubio tra le politiche aziendali di trasporto e la sostenibilità sempre perseguita. Filippo Ugolini (presidente della Agt Engineerin e docente all’Università La Sapienza di Roma) ha descritto funzionamento dei sistemi: “Ogni veicolo è equipaggiato con due apparecchiature gemelle, che contengono filtri sia per PM10 che per PM2.5. I filtri di una muta sono uguali per tutti i bus, quelli della gemella variano per materiale da bus a bus. I veicoli percorreranno ciascuno un’area sempre uguale per tipologia (urbana, extraurbana, industriale). Al termine della sperimentazione il confronto fra i filtri uguali darà indicazioni sul livello di inquinamento delle aree percorse, quello fra i filtri diversi consentirà di scegliere i materiali più efficaci per la successiva fase industriale. Non ci fermeremo qui: per il futuro svilupperemo un sistema laser di bordo per il monitoraggio delle particelle, con l’obiettivo di rendere immediati, per la Regione e per Conerobus, i dati di inquinamento rilevati sul campo e nelle varie aree, oltreché rimuovere dall’ambiente le particelle intercettate”.

SCHEDA – La sperimentazione trimestrale ha richiesto l’installazione, sul tetto dei bus, del dispositivo “Hardust”, realizzato da Ansaldo Trasporti: sostanzialmente un cassonetto in alluminio che contiene due gruppi di due filtri indipendenti ciascuno per la raccolta delle Pm10 e delle finissime Pm2.5. Il sistema è capace di filtrare 486 mila litri di aria all’ora. Considerando il funzionamento effettivo di ciascun mezzo per 12 ora al giorno, in tre mesi i quattro automezzi saranno in grado di “setacciare” i 4,2 miliardi d’aria stimati. Ogni autobus effettuerà percorsi diversi, ma sempre dello stesso tipo (urbano, extraurbano, aree industriali).

Saranno muniti di una tipologia comune di filtri e di una seconda diversificata per mezzo e materiale di costituzione. Si avranno così informazioni sul livello di inquinamento raccolto e sull’efficacia di quelli da destinare allo sviluppo industriale. I dati verranno monitorati dal Centro di controllo dell’Agt Engineering, attraverso due datalogger (registratori di dati) installati all’interno dei bus e dotati di scheda sim. Saranno organizzati in grafici su base giornaliera e trasmessi a Conerobus ogni 15 giorni. Al termine del trimestre di sperimentazione, verranno estratti i filtri e il livello di particolato confrontato con la quantità di aria trattata. I risultati ottenuti verranno inviati alla Regione Marche per studi e valutazioni. L’obiettivo è testare l’efficienza del sistema per poi, eventualmente, estenderlo sul territorio.

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