Secondo l'azienda danese Grundfos ci sono già le tecnologie per ridurre o azzerare il consumo idrico per raffreddare i data center

Data center indispensabili ma consumano troppe risorse
L’Italia sta vivendo il suo boom nello sviluppo dei data center. Il nostro Paese si sta affermando come uno dei principali hub in Europa, con una cifra intorno ai 25 miliardi di euro di investimenti entro il 2030. I centri dati, infatti, sono indispensabili per il funzionamento delle tecnologie di IA che si fondano su calcolo e cloud; non averne di propri, significherebbe essere subalterni a Paesi terzi. Ma più i dati diventano complessi, perché richiedono una potenza di calcolo progressivamente più onerosa, più i data center scalderanno, richiedendo quote sempre maggiori di energia per funzionare e di acqua per il raffreddamento.
Il costo energetico dei data center
Dietro la promessa di una digitalizzazione accelerata e di una connettività ultra-rapida, si cela un impatto ambientale di proporzioni inedite che non può essere ignorato. I data center sono infrastrutture incredibilmente energivore, in quanto la necessità di energia elettrica è costante, alimenta migliaia di computer, unità di memoria e apparati di rete. Per garantire che i servizi non vadano mai offline, i data center utilizzano sistemi di continuità e generatori industriali sempre attivi o in stand-by, che consumano elettricità anche solo per rimanere pronti all’uso.
Il costo nascosto dei data center: l’acqua
Il consumo idrico è l’altro grande problema correlato ai data center. Le enormi quantità di server generano calore e se i chip si surriscaldano, vanno in blocco o si fondono. Per mantenere la temperatura interna ottimale – generalmente tra i 18°C e i 27°C – la maggior parte dei data center utilizza sistemi di raffreddamento per evaporazione. L’acqua viene fatta evaporare per sottrarre calore all’aria dell’impianto. Questo processo consuma milioni di litri di acqua potabile al giorno.
Per capire, come ottimizzare la risorsa più preziosa, l’acqua, ne abbiamo parlato con Inge Delobelle, Group Executive Vice President e CEO della divisione Industry di Grundfos, il più grande produttore mondiale di pompe idrauliche e sistemi di pompaggio, con sede principale in Danimarca ma una presenza capillare in tutto il mondo.
Iniziamo con una panoramica di Grundfos. Di cosa si occupa la sua azienda?
A Grundfos sviluppiamo soluzioni per movimentare, trattare e riutilizzare l’acqua. Il nostro scopo è contribuire a risolvere le sfide globali legate all’acqua e al clima, migliorando al tempo stesso la qualità della vita. Siamo leader a livello mondiale nel settore delle pompe e delle soluzioni per l’acqua. Questo ci pone al centro della gestione delle risorse idriche nei servizi pubblici, nell’industria e negli edifici. Ogni giorno lavoriamo per rendere i sistemi idrici più efficienti, affidabili e sostenibili dal punto di vista delle risorse. Poiché il movimentare l’acqua richiede una quantità significativa di energia, progettiamo le nostre soluzioni per ridurne il consumo e limitare le perdite idriche. Il nostro obiettivo è aiutare industrie e comunità a utilizzare in modo più responsabile sia l’acqua che l’energia.
Che cos’è l’ottimizzazione idronica ed in che modo può migliorare i sistemi di raffreddamento, consumando meno acqua e meno energia?
L’ottimizzazione idronica consiste nel far funzionare i sistemi di raffreddamento in modo più intelligente, anziché più intensamente. Invece di far operare le pompe a una velocità unica ed elevata, giorno e notte, le pompe intelligenti a velocità variabile e i controlli digitali regolano automaticamente il flusso dell’acqua in tempo reale in base alla domanda effettiva.
Come evidenziamo nel nostro nuovo report, Scalabilità e sicurezza: potenziare la sovranità digitale dell’Europa, l’ottimizzazione di queste reti consente di affrontare contemporaneamente le sfide legate al consumo energetico e alla scarsità d’acqua. La movimentazione dell’acqua richiede normalmente ingenti quantità di elettricità, ma un sistema ottimizzato riduce questo fabbisogno, consentendo di diminuire il consumo energetico per il raffreddamento fino al 60%. Questo controllo più preciso permette inoltre alle strutture di allontanarsi dai sistemi di raffreddamento tradizionali, che evaporano milioni di litri d’acqua, favorendo invece l’adozione di sistemi a circuito chiuso che contribuiscono a preservare le risorse idriche locali.
Perché i sistemi di raffreddamento stanno diventando una sfida sempre più rilevante con l’aumento dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale?
Il boom dell’intelligenza artificiale richiede che i server elaborino enormi quantità di dati a velocità estremamente elevate. Poiché questi componenti sono concentrati in spazi molto ridotti, generano grandi quantità di calore che i tradizionali sistemi di raffreddamento ad aria non sono più in grado di gestire efficacemente.
Le nostre recenti analisi mostrano come il raffreddamento stia passando dall’essere un semplice dettaglio tecnico a una vera e propria sfida strategica. Oggi il raffreddamento rappresenta già circa il 38% del consumo elettrico di un data center. Se il settore continuerà a fare affidamento su metodi di raffreddamento meno efficienti per sostenere la crescita dell’IA, il rischio è quello di mettere sotto pressione le reti energetiche e consumare milioni di litri di preziose risorse idriche locali.
Riteniamo che progresso tecnologico e gestione responsabile delle risorse possano procedere di pari passo. Attraverso la transizione verso infrastrutture intelligenti basate sul raffreddamento a liquido, è possibile sostenere lo sviluppo futuro dell’intelligenza artificiale proteggendo al contempo le risorse di acqua ed energia.
Secondo lei, si potrebbe arrivare ad un’urgenza idrica con lo sviluppo massiccio di nuovi data center e centri per l’IA?
Sì, assolutamente. Sebbene gran parte del dibattito sull’intelligenza artificiale si concentri sul consumo energetico, l’acqua rappresenta spesso una sfida meno visibile ma altrettanto importante. Con la rapida espansione della capacità dei data center, questo fenomeno può esercitare una crescente pressione sulle risorse idriche locali.
Stiamo già assistendo all’incontro tra questa crescita e l’aumento dello stress idrico in molte aree d’Europa. Senza una transizione verso soluzioni di raffreddamento meno intensive dal punto di vista idrico, la competizione per l’acqua tra industria, comunità e agricoltura è destinata ad aumentare.
A Grundfos, crediamo che questa sia una sfida risolvibile. I sistemi intelligenti di raffreddamento a circuito chiuso permettono ai data center di riciclare l’acqua invece che disperderla tramite l’evaporazione, riducendone drasticamente il consumo, in alcuni casi fino quasi ad azzerarlo. Questo dimostra che è possibile sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale salvaguardando al tempo stesso una risorsa fondamentale come l’acqua.
Si potrebbe arrivare addirittura ad una competizione tra acqua per agricoltura e acqua per IA?
In alcune regioni questo rischio è già una realtà. L’agricoltura rimane il principale consumatore di acqua in Europa e, con siccità sempre più frequenti, gli agricoltori sono sottoposti a una pressione crescente per proteggere i raccolti e garantire la produttività. Allo stesso tempo, la costruzione di nuovi data center sta aumentando la domanda sulle stesse risorse idriche locali.
Se le infrastrutture per l’intelligenza artificiale continueranno a fare affidamento su sistemi di raffreddamento tradizionali che consumano ed evaporano grandi quantità di acqua, la competizione per l’acqua tra industria, agricoltura e comunità locali non potrà che intensificarsi.
A Grundfos, riteniamo che questo compromesso non sia necessario. I moderni sistemi di raffreddamento a circuito chiuso consentono di ricircolare l’acqua anziché disperderla attraverso l’evaporazione, riducendone drasticamente il consumo e contribuendo a garantire che la crescita digitale non avvenga a scapito della produzione alimentare o della sicurezza idrica delle comunità locali.
Di quali tecnologie dispone la sua azienda per rendere più efficiente il consumo di acqua finalizzato alle nuove tecnologie?
Ci concentriamo nel rendere i sistemi idrici più precisi, flessibili ed efficienti dal punto di vista delle risorse. Le nostre soluzioni combinano pompe a velocità variabile, sensori e controlli digitali per garantire che il flusso d’acqua corrisponda sempre alla domanda reale. Questo consente di ridurre sia il consumo energetico sia la movimentazione non necessaria dell’acqua.
Nelle applicazioni di raffreddamento, le nostre tecnologie supportano sistemi a circuito chiuso, in cui l’acqua viene riutilizzata anziché dispersa. Ciò migliora l’efficienza complessiva del sistema e contribuisce a preservare le risorse idriche locali.












