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I data center spingono i consumi elettrici globali, +17% nel 2025

Gli investimenti digitali accelerano la domanda elettrica globale. Il nuovo rapporto IEA misura impatti, limiti infrastrutturali e risposte del settore.

Consumi data center: IEA prevede raddoppio entro il 2030
Consumi data center: IEA prevede raddoppio entro il 2030 – Fonte pixabay

I consumi dei data center sono destinati a raddoppiare entro il 2030

Nel 2025 i consumi dei data center sono cresciuti molto più rapidamente del resto del sistema elettrico mondiale e, in particolare, i consumi dell’intelligenza artificiale hanno iniziato a incidere in modo sempre più visibile sulla domanda energetica globale. Questo sta spingendo governi e aziende a ricorrere a forme di produzione e accumulo di energia alternative.

È la fotografia contenuta nel nuovo rapporto IEA Key Questions on Energy and AI, che aggiorna le analisi pubblicate dall’Agenzia internazionale dell’energia nell’aprile 2025.

Secondo lo studio, la domanda elettrica dei data center è aumentata del 17% nel solo 2025, contro una crescita della domanda mondiale di elettricità pari al 3%. I siti dedicati all’AI hanno registrato incrementi ancora superiori.

Entro il 2030 il consumo energetico dei data center è destinato a raddoppiare, mentre il quello dell’IA nei centri specializzati potrebbe triplicare. Il rapporto segnala però anche ostacoli concreti: ritardi nelle connessioni alla rete, carenza di turbine, trasformatori e chip avanzati, pressioni sui prezzi e bisogno di nuova capacità produttiva.

+17% in un anno per i consumi dei data center

Il dato centrale del rapporto riguarda la velocità della crescita. Nel 2025 la domanda elettrica dei data center è salita del 17%, un ritmo quasi sei volte superiore rispetto all’espansione della domanda elettrica globale. La spinta principale arriva dai grandi investimenti delle società tecnologiche, che hanno aumentato rapidamente la capacità di calcolo dedicata ai nuovi modelli di AI.

L’IEA segnala che il capitale investito da cinque grandi gruppi tecnologici ha superato i 400 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe crescere di un ulteriore 75% nel 2026. Questo flusso di investimenti si traduce in nuovi campus digitali, maggiore densità di server e carichi elettrici sempre più elevati.

Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. La crescita interessa anche Europa, Asia e mercati emergenti. Tuttavia, la distribuzione geografica non è uniforme: i nuovi impianti tendono a concentrarsi in aree con accesso a energia affidabile, disponibilità di suolo, connettività e regole autorizzative più rapide.

I consumi dell’intelligenza artificiale

L’IEA osserva che ogni singola operazione di AI sta diventando più efficiente. In altri termini, il fabbisogno energetico per task si riduce rapidamente grazie a chip migliori, software ottimizzati e sistemi di raffreddamento più avanzati. Ma questo progresso non basta a compensare l’esplosione della domanda.

Sempre più utenti usano strumenti generativi, assistenti intelligenti e applicazioni automatiche. Inoltre, crescono gli impieghi più energivori, come gli agenti AI capaci di svolgere sequenze complesse di compiti, elaborazioni continue e funzioni multimodali.

Il risultato è un classico effetto rimbalzo: l’efficienza migliora, ma l’uso aumenta ancora di più. Per questo i consumi AI continuano a salire anche in presenza di tecnologie più performanti. Secondo il rapporto, i data center focalizzati sull’intelligenza artificiale potrebbero triplicare i propri prelievi elettrici entro il 2030.

I limiti fisici: reti, turbine, trasformatori e chip

Il rapporto IEA dedica ampio spazio ai colli di bottiglia industriali. La domanda cresce più in fretta della capacità di risposta delle filiere produttive e delle infrastrutture.

Negli ultimi dodici mesi si sono irrigidite le catene di fornitura di turbine a gas, trasformatori elettrici, semiconduttori avanzati e componenti IT. Si tratta di tecnologie essenziali per costruire e alimentare nuovi data center.

Anche le procedure autorizzative rappresentano un freno. In molti Paesi la pipeline dei progetti sta mettendo sotto pressione i sistemi di pianificazione territoriale e regolatoria. Le attese per l’allaccio alla rete si allungano, così come i tempi per ottenere permessi e approvazioni ambientali.

Per il settore energetico significa una sfida doppia: servono più impianti di generazione e servono reti più robuste. Senza questi interventi, parte dei progetti digitali rischia di slittare.

Rinnovabili per sfamare l’IT globale

Il comparto tecnologico non si limita a consumare energia. Secondo l’IEA sta diventando anche un acceleratore di nuova offerta elettrica. Nel 2025 il settore ha rappresentato circa il 40% di tutti i corporate PPA firmati per le rinnovabili.

In pratica, molte grandi aziende digitali stanno acquistando energia verde tramite contratti di lungo periodo che consentono di finanziare nuovi impianti eolici o solari. È una leva importante per aumentare capacità installata e stabilità dei ricavi.

Parallelamente cresce l’interesse verso il nucleare avanzato e la geotermia evoluta. La pipeline di accordi condizionati tra operatori dei data center e progetti di piccoli reattori modulari (SMR) è salita da 25 GW alla fine del 2024 a 45 GW oggi. Per l’IEA questo indica che la domanda dell’AI può accelerare la commercializzazione di tecnologie energetiche alternative.

Il modello USA: gas onsite e batterie

Negli Stati Uniti, dove i ritardi di connessione sono particolarmente rilevanti in alcune aree, molti sviluppatori stanno valutando impianti di generazione locale a gas naturale accanto ai data center.

I dati satellitari raccolti dall’IEA mostrano però che numerosi progetti sono ancora nelle fasi iniziali. Restano infatti ostacoli tecnici e finanziari. Uno dei principali riguarda la natura del carico elettrico dei centri AI: la domanda può variare in modo rapido e con ampie oscillazioni.

Gestire questi picchi solo con generatori tradizionali non è semplice. Per questo le batterie onsite stanno diventando una tecnologia strategica. Sistemi di accumulo ben progettati possono assorbire variazioni improvvise, ridurre stress sugli impianti e offrire flessibilità anche alla rete elettrica.

L’incognita dei prezzi dell’energia

La crescita dei data center è sempre più visibile e in alcuni territori alimenta preoccupazioni su bollette e ambiente. Il rapporto precisa che un aumento della domanda elettrica non comporta automaticamente prezzi più alti, se accompagnato da investimenti adeguati in produzione e reti.

Tuttavia, i data center presentano caratteristiche particolari: grandi carichi concentrati, crescita rapida e necessità di infrastrutture dedicate. Questo può richiedere nuove linee, sottostazioni e capacità produttiva aggiuntiva, con effetti tariffari se la pianificazione non è efficiente.

Secondo l’IEA i governi dispongono comunque di strumenti per contenere i rischi: integrazione intelligente nelle reti, tariffe dinamiche, incentivi alla flessibilità operativa e criteri localizzativi coerenti con la disponibilità energetica.

Ma si guarda anche al lato produttivo. Le applicazioni già mature dell’AI potrebbero aiutare le industrie energivore a ridurre i costi dell’energia di 3-10 punti percentuali grazie a migliore gestione dei processi, manutenzione predittiva e ottimizzazione dei consumi.

L’energia, però, non sta ancora sfruttando pienamente questo potenziale. Le principali barriere individuate sono la carenza di competenze digitali e la limitata disponibilità di dati utilizzabili.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.