Quali sono le caratteristiche personali che l'IA valuta come fattori di rischio per l'incidentalità stradale?

Intelligenza artificiale prevede conducenti a rischio incidenti stradali
Prevedere un evento prima che accada è ciò che gli scienziati sperano di poter ottenere grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale in quasi ogni ambito. Compreso quello automobilistico, come dimostra il nuovo modello di IA sviluppato dagli scienziati dell’Università di Sharjah. Il suo compito? Prevedere il rischio di incidenti stradali prima ancora che l’automobilista abbia avviato la propria auto.
Oltre l’esperienza: il limite dei metodi tradizionali
Gli incidenti stradali, nella maggior parte della casistica, sono riconducibili a errori umani. Da qui lo studio pubblicato sulla rivista Engineering Applications of Artificial Intelligence, che combina una serie di dati fondamentali: la profilazione psicologica, il monitoraggio fisiologico e la simulazione delle prestazioni di guida.
Fino ad oggi, la selezione dei conducenti in settori come il trasporto pubblico e i taxi si è basata quasi esclusivamente sull’esperienza pregressa e sullo storico delle infrazioni. Tuttavia, questi criteri non sarebbero sufficienti per identificare chi rappresenta realmente un rischio elevato sulle strade moderne
Gli esperimenti sono stati condotti su 80 persone, ciascuna delle quali ha guidato per 10 minuti. I partecipanti hanno compilato un questionario, che misurava tratti della personalità come la ricerca di sensazioni forti e la coscienziosità. Successivamente, hanno guidato in un simulatore realistico progettato per replicare le condizioni del traffico urbano di Dubai, città nota per la sua cronica congestione stradale e per una rete di strade che gestisce oltre 3,5 milioni di veicoli al giorno.
“Durante la sessione, abbiamo registrato la frequenza cardiaca e indicatori dettagliati dei movimenti oculari, tra cui la frequenza di ammiccamento e la deviazione dello sguardo“, ha affermato il dottor Malek Masmoudi, autore principale dello studio, “utilizzando modelli di apprendimento automatico, abbiamo analizzato questo set di dati integrato per classificare i conducenti come a basso o alto rischio, sulla base di risultati oggettivi quali incidenti e infrazioni al codice della strada registrati durante la simulazione.”
Incidenti stradali, risultati del test
Diversi modelli di apprendimento automatico, insieme a una strategia di selezione delle caratteristiche, sono stati utilizzati per trovare la relazione tra le modalità del conducente e il suo comportamento alla guida. Attraverso l’analisi di questi dati, l’IA ha classificato i conducenti in categorie di rischio basso o alto con estrema precisione. La distrazione dello sguardo, la propensione al rischio, la disciplina personale e persino il genere sono i principali predittori del comportamento stradale.
Secondo il dottor Masmoudi, gli individui naturalmente responsabili e disciplinati tendono a una guida più prudente. Al contrario, chi cerca costantemente eccitazione e stimoli forti ha una probabilità significativamente maggiore di adottare comportamenti pericolosi e di distogliere lo sguardo dalla strada, aumentando il rischio di collisioni.
Oltre a favorire decisioni di assunzione più sicure e consapevoli, il modello può anche fungere da strumento di formazione, aiutando i conducenti a riconoscere i propri schemi di rischio e a migliorare la loro attenzione e autocontrollo.

Personalità e attenzione alla guida
Secondo l’autore dello studio, la sicurezza stradale non dovrebbe iniziare dopo un incidente, ma prima ancora che un autista sia assunto. “L’incidente più sicuro è quello che non accade mai. Ecco perché la sicurezza deve iniziare prima ancora che un autista metta piede al volante”. Ma la sicurezza non dipende solo dalle capacità tecniche di chi guida, in quanto è profondamente legata alla psicologia del conducente. Ad esempio, i conducenti il cui sguardo si distoglie frequentemente dalla strada hanno una probabilità significativamente maggiore di essere coinvolti in incidenti.
Un’opportunità per le flotte e la sicurezza pubblica
L’applicazione pratica di questa tecnologia è immediata, specialmente per le compagnie di taxi e i gestori di flotte commerciali e potrebbe portare a una netta riduzione degli incidenti e dei relativi costi di riparazione e assicurazione, una maggiore fiducia da parte dei passeggeri e a programmi di formazione mirati.
Il professor Imad Alsyouf, precisa però che l’IA non deve sostituire il giudizio umano, ma rafforzarlo: “Passiamo da una selezione basata sull’intuizione a decisioni di sicurezza fondate su dati concreti”. Nell’era dell’Industria 4.0, la sfida non è più tecnologica, ma culturale: gli strumenti per prevedere il rischio esistono, ora occorre iniziare a usarli.












