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Lion Smart, il ruolo strategico delle batterie nella transizione energetica

Ospite nella sede di Rinnovabili, Alex Triglia, il responsabile vendite per l'Italia dell'azienda tedesca Lion Smart, una delle più importanti realtà produttrici di batterie in Europa

Il ruolo delle batterie nella transizione: il caso eccellente di LION Smart

La transizione verso la mobilità elettrica rappresenta un tema centrale e di estrema attualità per l’Europa e per l’Italia. Un dato significativo indica che nel 2025 le auto elettriche hanno raggiunto una quota record del 17,4% a livello europeo e che sono destinate a crescere ancora. Secondo il Fraunhofer Institute, l’incremento si tradurrà in un aumento massiccio della domanda di batterie: entro il 2030, il fabbisogno raggiungerà una forbice compresa tra 1 e 1,2 TWh all’anno.

In questo contesto, aziende europee come LION Smart rappresentano un’eccellenza e un asset strategico. Fondata nel 2008 in Baviera, l’azienda produce sia batterie per veicoli sia sistemi di accumulo stazionari.

Alex Triglia, lei è il responsabile vendite Italia di LION Smart, qual è la visione strategica della sua azienda e come si integra nel processo di transizione energetica?

Crediamo fermamente nella transizione energetica in atto in Europa. L’elettrificazione globale porterà a una richiesta di energia elettrica sempre più elevata nei prossimi anni. Ci integriamo in questo settore producendo batterie per la mobilità elettrica, non solo per il trasporto di persone e merci, ma anche per applicazioni più piccole come robot e droni. Parallelamente, stiamo sviluppando il settore ESS per la commercializzazione di batterie per l’accumulo statico. L’incremento dei dispositivi elettrici in rete sta spostando i picchi di domanda. Se in passato il picco coincideva con l’ora di pranzo, oggi, specialmente in estate, si sposta verso la sera, quando gli utenti rientrano a casa e utilizzano condizionatori e piani a induzione. La nostra missione è “smussare” questi picchi attraverso i sistemi BESS, accumulando energia quando la richiesta è bassa per restituirla durante le fasi di maggiore instabilità della rete.

La competizione nel settore delle batterie è globale e sempre più serrata. Quali sono gli elementi tecnologici distintivi di LION Smart, oltre ai parametri di sicurezza e alla chimica delle celle?

Utilizziamo chimiche avanzate agli ioni di litio, in particolare le NMC che offrono prestazioni superiori rispetto alle più comuni LFP (Litio-Ferro-Fosfato). LION Smart è nata nel 2008 come tester di batterie in collaborazione con il TÜV SÜD. Nel 2014 abbiamo iniziato a collaborare con BMW per la produzione delle batterie del modello i3; quando è uscita di produzione, abbiamo acquisito la linea produttiva e l’abbiamo trasferita nel nostro sito in Turingia, operativo dal 2019. La differenza principale risiede nella densità energetica gravimetrica: le batterie NMC raggiungono circa 189-190 Wh/kg, mentre le LFP si attestano intorno ai 155-156 Wh/kg. Per applicazioni di mobilità dove lo spazio è limitato, come autobus e auto, la tecnologia NMC è ideale. Per gli accumuli stazionari utilizziamo invece le LFP, che sono oggi lo standard del settore. Recentemente abbiamo anche siglato una partnership con Leapmotor per la produzione di sistemi di accumulo containerizzati basati su celle LFP.

Si parla molto delle batterie allo stato solido come prossima frontiera per ottenere maggiore autonomia e velocità di ricarica. Qual è la posizione di LION Smart in merito?

Le batterie allo stato solido sono una tecnologia promettente, ma attualmente rimangono confinate ai laboratori. Sarà fondamentale valutarne il comportamento in condizioni reali e dopo anni di utilizzo, dato che operano a temperature più elevate che amplificano lo stress meccanico sulla struttura. Riteniamo che verranno introdotte affiancando le tecnologie attuali, piuttosto che sostituendole integralmente. In LION Smart, per ottimizzare i tempi di ricarica, abbiamo sviluppato la tecnologia immersion cooling: le celle cilindriche sono immerse in un liquido dielettrico per una gestione termica ottimale. Questa tecnologia, esplorata anche da OEM come Mercedes per la nuova GTXX, consente tassi di carica (C-rate) di 10-15 C e tassi di scarica di 15-20 C. Inoltre, il liquido dielettrico previene il thermal runaway, evitando la propagazione di fiamme tra le celle e garantendo un’elevata sicurezza.

Come affronta LION Smart il tema della sostenibilità, dall’approvvigionamento delle materie prime al riciclo a fine vita?

Anzitutto mi preme sottolineare che LION Smart è conforme alle normative europee REACH e rispetta la nuova Battery Regulation, ma per noi è naturale un monitoraggio rigoroso delle emissioni di CO2 durante tutto lo sviluppo dei prodotti. Se gli studi di settore indicano un range di 60-120 kg di CO2 per ogni kWh di batteria prodotto, noi ci attestiamo intorno agli 80 kg. Tuttavia, bisogna considerare che il 70% delle emissioni deriva dalla produzione delle celle, che oggi sono quasi esclusivamente prodotte in Cina per ragioni di competitività economica. Un nostro punto di forza è il design flessibile dei pacchi batteria: essendo costituiti da moduli indipendenti, solitamente otto, possono essere disassemblati facilmente. Questo permette di estrarre le celle e riutilizzare i box dei singoli moduli, a differenza di altre tecnologie che prevedono l’incollaggio dei componenti sul piatto del pacco.

Se guardiamo all’orizzonte 2030-2035, quale ruolo intende giocare LION Smart nello scenario europeo e internazionale?

La mobilità elettrica e gli accumuli permettono di scegliere fonti energetiche rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico. Il nostro obiettivo è fare da ponte tra mobilità e stabilità di rete. Poiché la produzione da rinnovabili non è sempre prevedibile, gli accumuli stazionari e mobili sono essenziali per gestire l’energia in modo intelligente, accumulandola quando conveniente per la rete. Si stima che entro il 2030 la capacità energetica installata sarà circa sei volte quella odierna: è fondamentale muoversi con rapidità ed efficienza.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.