Nel discorso all’Europarlamento sul rilancio della competitività dell'UE la Presidente della Commissione punta il dito sul caro energia e spiega: completare l’Unione dell’energia è vitale per ridurre i prezzi

È arrivato il momento per l’Unione dell’energia di stringere le maglie. Aumentare le interconnessioni tra gli Stati membri così come adeguare le reti nazionali esistenti è uno degli imperativi imposti dalla transizione energetica e, come ha ricordato stamane la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è anche la strada più diretta per contrastare il caro energia e aumentare la resilienza economica.
“Completare il nostro Mercato Unico significa anche completare la nostra Unione dell’Energia. Questo passaggio è vitale per ridurre ulteriormente i prezzi, che rimangono ancora troppo alti e troppo volatili. E ne conosciamo il motivo: la mancanza di interconnessioni e di reti adeguate, unita alla nostra dipendenza dai combustibili fossili”, ha spiegato la numero uno dell’Esecutivo UE nel suo discorso odierno all’Europarlamento in materia di competitività.
Competitività che ha rimpiazzato nella narrativa comune i grandi temi del Green Deal europeo. La necessità di rafforzare le politiche climatiche non appare più un’urgenza sull’agenda UE, mentre capacità concorrenziale e solidità industriale sono divenuti i principali benchmark della prosperità e della sicurezza comunitaria.
Tuttavia, almeno in ambito energetico, lo strumento per raggiungere il target non cambia. Che si punti a decarbonizzare l’economia o a renderla più competitiva, l’energia pulita continua ad essere indispensabile, ed è il mercato stesso a mostrarlo.
“I dati parlano chiaro – ha continuato von der Leyen – nel 2025, l’elettricità prodotta dal gas è costata in media oltre 100 euro per megawattora. Il prezzo dell’energia solare? 34 euro. L’energia nucleare? Tra i 50 e i 60 euro per megawattora. Queste cifre sono eloquenti. Le energie a basse emissioni di carbonio non sono solo prodotte internamente e pulite: ci garantiscono maggiore indipendenza, maggiore sicurezza e abbattono i costi”.
I risultati non mancano, come mostra la stessa Presidente. Nel 2025, per la prima volta nella storia del Blocco, fotovoltaico ed eolico hanno prodotto più elettricità di tutti i combustibili fossili messi insieme. E sommando assieme anche le altri rinnovabili, il comparto ha fornito il 47,7% dell’elettricità generata nei Ventisette.
“Ecco perché oggi stiamo investendo massicciamente nelle energie a basse emissioni. […] Tuttavia, serve di più. Per abbassare e stabilizzare i costi, abbiamo bisogno delle infrastrutture per una vera Unione dell’Energia. Per questo abbiamo introdotto il Pacchetto europeo per le reti (European Grids package), che accelererà il rilascio delle autorizzazioni e darà una corsia preferenziale alla costruzione delle ‘Autostrade dell’Energia‘ in tutta l’Unione. Proprio il mese scorso abbiamo raggiunto un accordo sul primo progetto di questo tipo: l’Isola Energetica di Bornholm. Creerà un nuovo ponte tra Danimarca e Germania, collegando entrambi i paesi a 3 GW di energia eolica offshore. Trasformerà il vento del Baltico da risorsa nazionale a energia europea condivisa. L’obiettivo è semplice: l’energia pulita deve fluire liberamente in tutta la nostra Unione”.












