Accordo bilaterale India-Ue eliminerà o ridurrà i dazi doganali sul 96,6% delle merci esportate. Saranno esportate 250mila auto nel paese asiatico

Accordo India ed Europa: risparmio da 4 mld di euro l’anno
“La madre di tutti gli accordi commerciali”. Bastano le parole della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen per capire l’importanza dell’accordo tra India ed Europa, stretto direttamente a Nuova Delhi, con il Primo Ministro indiano, Narendra Modi. Un’intesa commerciale-industriale siglata da entrambe le parti che eliminerà o ridurrà i dazi doganali sul 96,6% delle merci esportate dall’UE verso il subcontinente indiano. Un mercato di due miliardi di persone, con un risparmio stimato per le imprese europee di circa 4 miliardi di euro ogni anno.
Accordo India Europa: addio ai dazi
L’UE e l’India scambiano già beni e servizi per un valore di oltre 180 miliardi di euro all’anno, sostenendo quasi 800.000 posti di lavoro nell’UE. Si prevede che questo accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell’UE verso l’India entro il 2032. Insomma i vantaggi che toccheranno l’UE, quindi l’Italia, saranno molto importanti. Infatti, dopo l’alzata dei dazi da parte di Donald Trump, l’Europa ha cercato e trovato la sponda di altri paesi per creare export più redditizi. Prima con i paesi del Mercosur, poi con l’India.
Tanta Europa in India
La presidente della Commissione Ue ha ricordato che oltre 6.000 aziende europee sono già presenti nel Paese asiatico, responsabili di circa 3,7 milioni di posti di lavoro, aggiungendo che con l’entrata in vigore dell’accordo “molte altre arriveranno“.
Come cambieranno le tariffe: India apre alle auto europee
Le opportunità per le imprese europee sono significative: la più importante è certamente quella sui dazi sulle automobili, storicamente protetto dall’India con tariffe d’ingresso proibitive, che infatti scenderanno gradualmente dal 110% fino al 10%, mentre quelli sui componenti saranno aboliti entro 5-10 anni. Inoltre sarà prevista una quota di 250.000 auto per le esportazioni, di cui 160.000 con motore a combustione interna e 90.000 veicoli elettrici.
I dazi su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici saranno in gran parte eliminati.
Il settore agroalimentare beneficerà di riduzioni sostanziali: i dazi medi del 36% sui prodotti europei saranno abbattuti, con vini che passeranno dal 150% al 75% e poi fino al 20%, olio d’oliva da 45% a 0% in cinque anni e prodotti trasformati come pane e dolci con dazi fino al 50% eliminati. I settori agricoli sensibili, come carne bovina, pollo, riso e zucchero, resteranno protetti.
Ecco i punti chiave per il comparto automotive:
- Taglio drastico delle tariffe: Il dazio sulle auto finite scenderà gradualmente dal 110% al 10% nell’arco di dieci anni, con un abbattimento immediato al 35%.
- Quote di esportazione: È stata fissata una quota annua di 250.000 veicoli (di cui 160.000 termici e 90.000 elettrici) che beneficeranno del trattamento agevolato.
- Kit di assemblaggio (CKD): Per le auto inviate in componenti e assemblate in loco, il dazio scenderà dal 16,5% all’8,25% per una quota di 75.000 unità.
- Ricambi: Il settore della componentistica e dei ricambi sarà completamente liberalizzato, aprendo praterie per l’indotto europeo.
In cambio dell’ingresso delle auto, l’India ha ottenuto una vittoria strategica sul fronte industriale: potrà esportare verso l’Europa 1,6 milioni di tonnellate di acciaio l’anno a dazio zero.
Sicurezza e geopolitica: nuovo asse strategico
Non si tratta solo di merci. Il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e l’Alta Rappresentante Kaja Kallas hanno sottolineato come l’intesa includa, per la prima volta, un pilastro dedicato alla difesa e sicurezza. “In un mondo multipolare e in trasformazione, UE e India si presentano come partner strategici affidabili,” ha dichiarato Costa. La cooperazione si estenderà alla sicurezza marittima nell’Indo-Pacifico, alla lotta al terrorismo e alla difesa informatica, riducendo le dipendenze strategiche da attori terzi.
Prossimi passi
Nonostante l’entusiasmo, l’iter non è ancora concluso. Dopo la revisione legale e le traduzioni, il testo dovrà essere approvato a maggioranza qualificata dal Consiglio UE e ricevere il via libera dal Parlamento Europeo. La buona notizia per la rapidità dell’accordo? Non è richiesta la ratifica dei singoli parlamenti nazionali, accelerando sensibilmente l’entrata in vigore prevista entro la fine del 2026.












