Durante l'ultimo incontro è stata elaborata una dichiarazione di intenti sottoscritta da 10 Paesi.

Rafforzare le industrie ad alta intensità energetica dell’Ue e garantire la competitività e la capacità produttiva del continente è lo scopo dell’Alleanza ministeriale per le Industrie Energivore. A margine del Consiglio Competitività informale di Copenaghen, si è svolto il secondo incontro dell’Alleanza, nata lo scorso maggio a Bruxelles.
Adesso l’Alleanza conta 16 Paesi dell’Ue. Oltre alla Francia, che lanciato l’iniziativa, ne fanno parte anche: Italia, Spagna, Svezia, Polonia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Slovacchia, Finlandia, Ungheria, Romania, Belgio, Cipro.
Le sfide delle industrie ad alta intensità energetica dell’Ue
Durante l’ultima riunione gli Stati aderenti hanno presentato il testo di una dichiarazione di intenti dal valore non vincolante. La dichiarazione indica le sfide che le industrie energivore sono chiamate ad affrontare nei prossimi anni e suggerisce alcune linee di azione da seguire in sede europea, sulla base delle proposte avanzate da alcuni Stati Membri.
Tra queste, una base comune è costituita da due documenti informali, già sottoscritti dall’Italia e dalla Francia. Il primo si riferisce alle politiche europee sulla siderurgia. Anche Belgio, Lussemburgo, Romania, Slovacchia e Spagna hanno firmato il testo. L’altro documento informale, invece, riguarda la chimica. Repubblica Ceca, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia e Spagna sono i Paesi ad aver foirmato questo secondo testo. La dichiarazione di intenti dell’Alleanza, redatta alla fine dell’incontro del 18 luglio, ha trovato l’appoggio di Austria, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Polonia, Slovacchia e Spagna.
Il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, presente all’incontro, ha ribadito l’urgenza di agire tempestivamente per permettere alle imprese energivore dell’Ue di poter competere su un piano di parità con le controparti non europee. A detta del Viceministro, è importante valorizzare il fabbisogno di tutte le realtà energivore, come: carta, vetro, ceramica, cemento, plastica, provando a elaborare soluzioni su misura per ciascun tipo di impresa.
Il Viceministro ha sottolineato anche quanto sia importante ridurre le esportazioni di rottame ferroso e non ferroso verso Paesi esterni all’Ue. Questi sono da considerarsi materie prime strategiche, come ha spiegato lo stesso Valentini. La dichiarazione congiunta riferisce anche della possibilità di estendere le compensazioni degli oneri indiretti della CO2 a settori oggi ne esclusi, come la siderurgia e la chimica. La siderurgia, in particolare, è un settore strategico da sostenere nell’ottica della decarbonizzazione, per poter fronteggiare le sfide della competizione globale affidandosi a tecnologie più pulite.
Il Ministro francese per l’Industria e l’Energia, Marc Ferracci, ha sostenuto la necessità di lavorare in sede europea per favorire la riduzione dei costi energetici, garantendo l’effettiva competitività di tutte le imprese. Il Ministro ha anche sottolineato l’esigenza di applicare in ogni contesto il principio di neutralità tecnologica.
Da adesso la presidenza dell’Alleanza passerà alla Spagna, come prevede il meccanismo di rotazione del coordinamento del gruppo informale. Il meccanismo di coordinamento ha anche il compito di controllare la concreta applicazione delle linee di azione, come delineate dalla Commissione europea nei Piani per l’acciaio (pubblicate il 19 marzo 2025), per la chimica (8 luglio 2025). L’esecutivo Ue indicherà tali linee di azione anche nell’Industrial Decarbonisation Accelerator Act e nel Circular Economy Act.
Le priorità principali dell’Alleanza ministeriale per le Industrie Energivore
- Il miglioramento del funzionamento dei mercati europei del carbonio per garantire la stabilità del prezzo nell’ambito dell’ETS e del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM). Per quanto riguarda quest’ultimo, la revisione prevista dalla Commissione Europea nel 2025 dovrà affrontare efficacemente le possibili scappatoie e fornire soluzioni concrete utili a prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.
- La decarbonizzazione necessita di prezzi dell’energia competitivi. A tale riguardo, il quadro per la compensazione dei costi indiretti delle emissioni ETS dovrebbe essere esteso a dopo il 2030. Inoltre, gli altri settori ad alta intensità energetica ed esposti al commercio internazionale dovrebbero poter beneficiare della compensazione dei costi indiretti ETS.
- Costruire una vera Unione dell’energia entro il 2030, fondamentale ad assicurare la competitività dell’Ue, tenendo conto di tutte le soluzioni ecologiche. La questione dello svantaggio competitivo dovuto ai prezzi dell’energia per le industrie europee deve rimanere nell’agenda dell’Ue.
- Considerate le sfide da superare per garantire competitività dell’Ue e gli investimenti, è di fondamentale importanza creare mercati dei capitali europei realmente integrati, realizzando con urgenza l’Unione dei mercati dei capitali e completando l’Unione bancaria.












