Rinnovabili • Ue multa da 72 mln di euro a produttori di batterie. Accusati di aver fatto cartello Rinnovabili • Ue multa da 72 mln di euro a produttori di batterie. Accusati di aver fatto cartello

Ue: multa da 72 mln ai produttori di batterie accusati di aver fatto cartello

Ue multa produttori e associazione produttori di batterie di avviamento di auto a motore per un totale di 72 milioni di euro per aver fatto cartello 

Ue multa da 72 mln di euro a produttori di batterie. Accusati di aver fatto cartello
Immagine creata con IA

Cartello batterie, scatta la multa UE

Una multa salatissima ai produttori di batterie per auto: 72 milioni di euro inflitti dalla Commissione europea a tre aziende che avrebbero fatto cartello, mantenendo alto il prezzo di alcune batterie utili per l’avviamento dei motori a combustione. Exide, FIAMM Energy Technology e Rombat sono le tre società oggetto delle indagini, che avrebbero portato avanti pratiche commerciali scorrette, come denunciato da una quarta azienda, l’americana Clarios, anche lei coinvolta ma non sanzionata perché avrebbe aiutato gli inquirenti a scoperchiare il vaso di Pandora.

Come funziona la batteria d’avviamento

Non stiamo parlando delle batterie agli ioni di litio che alimentano le auto elettriche, ma le batterie di avviamento comprese tra 35 e 75 Ampere, a seconda delle dimensioni del veicolo, quelle usate da auto e camion a combustione interna benzina e diesel per avviare il motore. Lo scopo primario delle batterie di avviamento è erogare un’elevatissima quantità di corrente di spunto per un periodo di tempo molto breve per mettere in moto il motore del veicolo, alimentando il motorino d’avviamento. Una volta che il motore è avviato, la batteria passa in secondo piano. L’alternatore del veicolo prende il controllo dell’alimentazione di tutti i sistemi elettrici e ricarica immediatamente la batteria.

Colpa di produttori e associazione di categoria?

Dell’accordo che avrebbe minato la fisiologica concorrenza tra le parti, quindi violato le norme antitrust dell’Ue, di cui era a conoscenza anche l’associazione europea dei produttori di batterie ricaricabili, EUROBAT, che avrebbe taciuto. Tra le 3 aziende del cartello, anche l’italiana FIAMM, che insieme alle altre avrebbe limitato la concorrenza, facendo aumentare i prezzi per la produzione di automobili e camion in Europa.

Accordo sul piombo

Una pratica contraria all’Antitrust, in cui per oltre 12 anni, i quattro produttori insieme a Eurobat, “hanno stipulato accordi anticoncorrenziali e hanno adottato pratiche concordate relative alla vendita di batterie di avviamento per autoveicoli a produttori di apparecchiature originali (Oem) per autoveicoli nello Spazio economico europeo“, ha spiegato la Commissione. Alla base dell’accordo il sovrapprezzo sulla valutazione del piombo, materiale fondamentale per la produzione di queste batterie. L

Secondo la Commissione, quanto portato avanti dai 4 produttori di batterie di avviamento per auto ed EUROBAT costituisce una violazione per oggetto ai sensi dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea) e dell’articolo 53 dell’Accordo SEE, che vietano gli accordi e altre pratiche commerciali restrittive che possono pregiudicare il commercio e impedire o limitare la concorrenza all’interno del mercato unico.

Tolleranza zero contro i cartelli commerciali

Abbiamo tolleranza zero per la fissazione dei prezzi o qualsiasi tipo di cartello. È nostro dovere garantire che i nostri cittadini e le nostre imprese, incluse le case automobilistiche europee, possano contare su fornitori che agiscono in modo leale e rispettano le regole della concorrenza. Con questa decisione, ricordiamo inoltre alle associazioni di categoria che non dovrebbero usare la loro posizione di rappresentanti del settore per facilitare la collusione tra i loro membri“, le parole di Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva.

Chi ha pagato il conto salato?

Se il cartello ha rialzato i prezzi in modo del tutto artificiale, a pagarne il conto in prima battuta erano i costruttori di veicoli. Exide ha fornito batterie a Volkswagen, BMW e Ford, mentre FET ha un rapporto storico con Fiat e Iveco, ma anche le francesi Renault e Peugeot. Poi, come sempre accade, alla fine della catena c’è l’acquirente del pezzo.

Tornando alla multa complessiva di 72 milioni di euro, chiaro è che non tutti pagheranno in parti eque la sanzione. L’americana Clarios ha ottenuta l’immunità per aver collaborato. Anche l’italiana e la rumena Rombat hanno fornito informazioni rilevanti, ma comunque pagheranno oltre 20 milioni di euro ciascuna, mentre la più salata la dovrà corrispondere Exide, circa 30 milioni. Per l’associazione di settore EUROBAT la “pena” più lieve, il pagamento di 125.000 euro.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.