Rinnovabili • La settimana normativa: SUER, Revisione PNRR, Market Design Rinnovabili • La settimana normativa: SUER, Revisione PNRR, Market Design

La settimana normativa: connessioni, controlli GSE, data center

Rassegna e analisi degli ultimi provvedimenti in materia di energie rinnovabili

La settimana normativa: connessioni, controlli GSE, data center

Decreto legge Bollette: la riforma delle connessioni e overbooking elettrico

Il nuovo Dl Bollette interviene sulla saturazione virtuale della rete elettrica con l’obiettivo di rendere più efficiente l’accesso alle connessioni per impianti da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. L’articolo 7, al comma 3, n. 2) introduce modifiche rilevanti: entro 180 giorni l’autorità di regolazione dovrà aggiornare condizioni tecniche, economiche e procedurali per le connessioni; il gestore della rete di trasmissione pubblicherà trimestralmente la capacità massima integrabile per ciascun nodo; sarà possibile rilasciare soluzioni di connessione anche oltre la capacità fisicamente disponibile (overbooking); le soluzioni già rilasciate ma non validate perderanno efficacia; resteranno invece valide quelle relative a progetti già in possesso di autorizzazione.

La riforma punta a contrastare il fenomeno delle “prenotazioni” speculative della rete, premiando i progetti effettivamente autorizzati. Tuttavia, emergono timori su possibili effetti collaterali: il rischio che il vero collo di bottiglia diventi l’iter autorizzativo e che si crei un “limbo amministrativo” per gli operatori in attesa di permessi da anni.

Un nodo cruciale riguarda la decadenza delle connessioni non validate. Nella pratica esistono due passaggi distinti: la validazione delle opere di rete e quella delle opere lato utente. Resta il dubbio se la perdita di efficacia scatti anche quando sia stata completata solo la prima fase. L’incertezza interpretativa potrebbe incidere sulla stabilità degli investimenti.

Tre scenari possibili delle c.d. open season chiariscono le conseguenze: se al momento dell’autorizzazione la sottostazione scelta è libera, la connessione resta invariata; se è satura, occorre individuare un’alternativa con possibili costi aggiuntivi; se l’intera microzona è satura, il progetto resta senza connessione finché non aumenta la capacità disponibile.


Controlli GSE 2026: tra ravvedimento operoso e nuove soglie di decurtazione degli incentivi

Il Gestore dei servizi energetici ha aggiornato al 23 febbraio 2026 il regolamento che disciplina la classificazione delle violazioni e le percentuali di decurtazione applicabili nell’ambito dei controlli sugli impianti a fonti rinnovabili in esercizio. L’intervento dà attuazione alle modifiche dell’articolo 42 del decreto legislativo 28/2011, recepisce gli orientamenti della giurisprudenza amministrativa in materia di proporzionalità delle sanzioni e richiama i principi di sostenibilità finanziaria dei progetti. Contestualmente è stata pubblicata nuova modulistica per i contenziosi pendenti e per le segnalazioni spontanee di irregolarità.

Il sistema conferma la distinzione tra violazioni che comportano la decadenza totale dagli incentivi e quelle che determinano una decurtazione percentuale. Le infrazioni più gravi – come l’uso di documenti falsi, la manomissione dei contatori, l’assenza del titolo autorizzativo, il frazionamento artificioso della potenza o la violazione del divieto di cumulo – comportano la perdita integrale del beneficio con recupero delle somme già erogate. Le violazioni meno gravi, invece, determinano riduzioni percentuali dell’incentivo, in genere applicate per l’intero periodo di incentivazione, salvo i casi in cui sia individuabile un periodo circoscritto di non conformità. Le percentuali variano a seconda della fattispecie e, in presenza di più violazioni, è prevista una formula di calcolo con un tetto massimo del 50%.

Un elemento centrale è la valorizzazione del comportamento collaborativo: la segnalazione spontanea prima dell’avvio dei controlli consente di dimezzare la decurtazione. È inoltre possibile, nei procedimenti giudiziari pendenti, chiedere l’applicazione della decurtazione in luogo della decadenza, rinunciando al ricorso.

Particolare attenzione è dedicata ai moduli fotovoltaici non certificati. Per impianti tra 1 e 3 kW si applica una decurtazione fissa del 10%; per quelli oltre 3 kW la riduzione è subordinata all’avvio di azioni legali verso i responsabili e può essere proporzionale alla quota di moduli irregolari. Sono previste anche misure specifiche per il frazionamento artificioso e la possibilità di prescrizioni correttive per garantire la conformità degli impianti.

PAS e inerzia comunale: la tardività del provvedimento inibitorio ne sancisce l’illegittimità

Con la sentenza n. 526 del 25 febbraio 2026 il Tribunale amministrativo regionale di Palermo interviene sul tema della Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), chiarendone natura ed effetti, soprattutto in relazione all’inerzia della pubblica amministrazione e ai profili di incompatibilità urbanistica.

Il giudice afferma che la PAS è assimilabile alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e non al meccanismo del silenzio-assenso. Ciò significa che il titolo si perfeziona automaticamente trascorsi 30 giorni dalla presentazione, in assenza di un provvedimento inibitorio del Comune. Decorso tale termine senza interventi, l’intervento può considerarsi legittimamente assentito.

La sentenza precisa, inoltre, che la PAS non può essere utilizzata per realizzare opere in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, per le quali è necessaria l’autorizzazione unica. Tuttavia, l’eventuale utilizzo improprio della procedura non consente all’amministrazione di bloccare successivamente un titolo già formato, qualora sia rimasta inattiva nei termini previsti. In altri termini, l’incompatibilità urbanistica non impedisce la formazione del titolo se l’ente non esercita tempestivamente il proprio potere di controllo.

Sono quindi illegittimi i provvedimenti inibitori adottati oltre i termini, anche quando presentati come esercizio di autotutela. L’annullamento d’ufficio richiede infatti la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge 241/1990: un interesse pubblico concreto e attuale e la sua prevalenza rispetto all’affidamento maturato dal privato. Non è sufficiente il semplice ripristino della legalità violata per giustificare l’intervento tardivo.

La decisione rafforza così il principio di tutela dell’affidamento del cittadino e richiama le amministrazioni a un esercizio tempestivo, motivato e responsabile dei poteri di verifica, evitando interventi tardivi che compromettano la certezza giuridica degli operatori.


Data Center Hub: verso l’Autorizzazione Unica

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando all’aggiornamento della strategia nazionale per l’attrazione degli investimenti esteri nei data center, con l’obiettivo di rafforzare l’ecosistema italiano e favorire lo sviluppo di servizi digitali destinati anche alle piccole e medie imprese. L’intenzione è andare oltre la sola attrazione di capitali, puntando sulle ricadute industriali e sull’accesso delle Pmi alle infrastrutture digitali avanzate.

Nel frattempo, il decreto Bollette introduce un procedimento autorizzativo unico per i centri di elaborazione dati. La misura mira a rendere più chiaro e prevedibile il quadro normativo, offrendo maggiore certezza sui tempi di realizzazione delle infrastrutture. Restano però aperti alcuni interrogativi, in particolare sugli investimenti necessari per potenziare la rete elettrica in vista della crescita del settore e sui possibili effetti sui costi dell’energia per cittadini e imprese.

Sul piano parlamentare, la Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge delega sui data center. Dopo alcuni approfondimenti tecnici in commissione, soprattutto sugli aspetti finanziari e sul rispetto del principio di equilibrio di bilancio, il testo ha ottenuto il via libera con alcune modifiche. Il provvedimento delega il Governo ad adottare, entro sei mesi, uno o più decreti legislativi per disciplinare in modo organico il settore, coordinare le procedure di realizzazione e definire criteri su semplificazioni amministrative, consumo di suolo ed efficienza energetica.

Nel corso dell’esame sono stati accolti diversi ordini del giorno che invitano a promuovere studi e progetti pilota sull’impiego di piccoli reattori modulari, a valutare il recupero e riutilizzo del calore di scarto nelle reti di teleriscaldamento, a incentivare soluzioni modulari e best practice per l’efficienza energetica, nonché sistemi di raffreddamento innovativi e non fossili. Il testo passa ora all’esame del Senato.


Fotovoltaico nel turismo: DILA blindata fino al 2026 anche nelle zone vincolate

Il decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, noto come “Milleproroghe 2025”, ha ottenuto l’approvazione definitiva del Parlamento, consolidando per tutto il 2026 una serie di proroghe e semplificazioni che incidono direttamente sul settore fotovoltaico, con particolare attenzione al comparto turistico.

La novità principale è la proroga al 31 dicembre 2026 della procedura semplificata per la realizzazione di impianti fotovoltaici a servizio di strutture turistiche e termali. La norma consente di installare impianti fino a 1 MW mediante Dichiarazione di inizio lavori asseverata (Dila), evitando titoli edilizi più complessi come Scia o permesso di costruire. Si tratta di un’estensione di una misura già introdotta negli anni precedenti per favorire l’autoproduzione di energia nel settore ricettivo.

La semplificazione si applica agli impianti destinati all’autoconsumo, realizzati su aree o coperture nella disponibilità delle strutture, incluse coperture piane o inclinate. Anche nei centri storici e nelle zone sottoposte a vincoli paesaggistici è possibile ricorrere alla Dila, purché il progettista asseveri che i moduli non siano visibili dagli spazi pubblici esterni e che rispettino materiali e colori delle coperture tradizionali. In alcuni casi, l’intervento può rientrare addirittura nell’edilizia libera.

Per il mercato turistico ciò significa poter pianificare investimenti fotovoltaici con un orizzonte temporale più certo, procedure autorizzative snelle e tempi di realizzazione ridotti, in coordinamento con eventuali strumenti di finanza agevolata.

Il decreto conferma inoltre fino al 31 dicembre 2026 le disposizioni che qualificano molti impianti fotovoltaici sugli edifici come manutenzione ordinaria o come interventi soggetti a titoli semplificati, rafforzando il percorso di liberalizzazione avviato negli anni scorsi. Nel complesso, il provvedimento si inserisce nella logica di proroghe tecniche volte a garantire continuità e stabilità nell’attuazione delle politiche energetiche.

Rinnovabili • Ivano Saltarell

About Author / Ivano Saltarelli

Partner dello studio Green Horse Legal Advisory di cui è co-responsabile del dipartimento di diritto amministrativo e regolatorio per l’energia. L’avv. Saltarelli ha un’esperienza ventennale nel diritto amministrativo e regolamentare, con particolare attenzione ai settori dell'energia rinnovabile, del gas e delle risorse naturali, nonché nel diritto ambientale. Fornisce regolarmente consulenza a primari investitori nazionali e internazionali, istituzioni pubbliche e private e istituti di credito in relazione a progetti di sviluppo di impianti renewables, a progetti in partenariato pubblico-privato (PPP) e relativi appalti pubblici, a questioni ambientali. L’avv. Saltarelli presta assistenza nei contenziosi amministrativi, anche dinanzi alle giurisdizioni superiori. Dal 2016, tiene lezioni all'Università di Napoli “Federico II” per i corsi di diritto dell'energia. Nel 2020, è stato menzionato tra i migliori avvocati italiani per “Energia e infrastrutture” nel MilanoFinanza Report. Dal 2022 è menzionato come avvocato di riferimento nel settore energetico da The Legal500.
Green Horse Advisory è una boutique indipendente specializzata in advisory legale, finanziaria e ingegneristica. Assiste investitori, utility e capital provider nelle operazioni di investimento e finanziamento nel settore dell’energia e delle infrastrutture, con un approccio multidisciplinare e integrato.