Rinnovabili • Sicurezza energetica Mediterraneo: la partita della transizione Rinnovabili • Sicurezza energetica Mediterraneo: la partita della transizione

La sicurezza nel Mediterraneo oggi a rischio a causa della dipendenza energetica dell’UE  

Il nuovo MED & Italian Energy Report di Intesa SanPaolo ed ESL@Energy analizza dati, rischi e scenari della sicurezza energetica euro-mediterranea tra transizione e geopolitica.

Sicurezza energetica Mediterraneo: la partita della transizione
Sicurezza energetica Mediterraneo: la partita della transizione – Immagine realizzata con l’IA

Sicurezza energetica nel Mediterraneo: cosa dice il nuovo MED & Italian Energy Report

La sicurezza energetica del Mediterraneo è oggi uno dei nodi centrali della transizione green europea. È questo, in sintesi, ciò che emerge dal settimo MED & Italian Energy Report, presentato nel corso di un webinar organizzato da SRM (Intesa Sanpaolo) ed ESL@Energy Center del Politecnico di Torino.

Il Rapporto analizza il futuro dell’approvvigionamento energetico nell’area euro-mediterranea, mettendo in relazione elettrificazione, materie prime critiche, infrastrutture, nucleare e rotte marittime strategiche.

LUnione europea resta fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, con una quota pari al 56,9% dei consumi complessivi. Un valore molto più elevato rispetto agli Stati Uniti, che risultano autosufficienti, e alla Cina, che presenta una dipendenza pari al 24%. In questo contesto, il Mediterraneo si conferma uno spazio cruciale, sia come area di transito sia come bacino di produzione e di interconnessione energetica.

L’Italia resta sopra la media UE per dipendenza energetica

All’interno dell’Unione europea, l’Italia presenta un livello di dipendenza energetica superiore alla media, seppur in lieve miglioramento. Secondo il Rapporto, la dipendenza italiana scende dal 75% al 74%, rimanendo comunque elevata. Il confronto con altri grandi Paesi europei è significativo: la Francia registra una dipendenza del 40,1%, ben al di sotto della media UE, mentre la Germania si colloca al 66,8%, con un dato in crescita.

Questi numeri evidenziano come la sicurezza energetica nel Mediterraneo non sia un tema omogeneo, ma presenti forti differenze nazionali, legate al mix di generazione, alla disponibilità di risorse domestiche e alla struttura delle infrastrutture energetiche.

Sicurezza energetica nel Mediterraneo
Fonte MED & Italian Energy Report di Intesa SanPaolo ed ESL@Energy

L’impatto del mix elettrico europeo sulla sicurezza energetica nel Mediterraneo

Uno degli elementi cruciali è l’evoluzione del mix elettrico europeo. Dal 2000 a oggi, l’uso del carbone nella generazione elettrica è sceso dal 32% all’11%, mentre il gas naturale è cresciuto dal 12% al 15%. Il dato più rilevante riguarda però le fonti rinnovabili, passate dal 15% al 47% del mix elettrico europeo.

Questa trasformazione ha contribuito ad alleggerire la dipendenza energetica complessiva. Tutti i Paesi europei hanno aumentato la quota di rinnovabili nella generazione elettrica e l’Italia, con il 49% del mix elettrico, si colloca al di sopra della media UE.

Il Rapporto sottolinea come il rafforzamento delle rinnovabili sia uno dei pilastri per migliorare la sicurezza energetica nel Mediterraneo, pur non eliminando del tutto i rischi legati all’approvvigionamento.

Il ruolo della sponda Sud del Mediterraneo nella transizione energetica

Nonostante le più alte intensità solari ed eoliche dell’area, la sponda Sud del Mediterraneo ospita solo l’1,2% della capacità di generazione elettrica da fotovoltaico ed eolico, pari a 9 GW su un totale di 770 GW. Questo dato evidenzia un forte squilibrio tra potenziale disponibile e capacità installata.

Il dialogo euro-mediterraneo sulle rinnovabili risulta dunque indispensabile per ridurre la dipendenza energetica europea. La produzione di energia rinnovabile nel Nord Africa e la sua importazione in Europa possono rappresentare un vero e proprio “ponte verde”, rafforzando competitività energetica e sostenibilità dell’intera area.

Materie prime critiche: un nuovo fronte della sicurezza energetica del Mediterraneo

La diffusione delle tecnologie green ha determinato una crescita senza precedenti della domanda di materie prime critiche, come litio, nichel, cobalto, grafite, rame e terre rare.

Secondo il Rapporto, la domanda globale di queste risorse potrebbe arrivare a essere sei volte superiore rispetto ai livelli del 2022.

Il problema principale riguarda la concentrazione geografica della produzione e della raffinazione. La Cina emerge come principale polo di domanda e di lavorazione, mentre l’area mediterranea risulta quasi priva di riserve e capacità industriali.

Nel 2023, il saldo import–export di materie prime critiche per i Paesi mediterranei ha prodotto un deficit superiore a 28 miliardi di dollari, segnale di una vulnerabilità strutturale che incide direttamente sulla sicurezza energetica nel Mediterraneo.

Sicurezza energetica mediterraneo
Fonte MED & Italian Energy Report di Intesa SanPaolo ed ESL@Energy

Rotte marittime e chokepoint: da dove passa l’energia?

Il Mediterraneo è anche un nodo strategico per il transito delle commodity energetiche. Attraverso gli stretti di Hormuz, Malacca e Suez transita complessivamente il 50% del traffico marittimo mondiale di petrolio e gas. Il Canale di Suez riveste un ruolo particolarmente rilevante: oggi vi transita il 7,6% dei flussi mondiali di prodotti petroliferi raffinati e il 2,2% del GNL, in crescita rispetto ai valori del 2024.

Cresce anche l’importanza dello Stretto di Gibilterra, soprattutto per il gas naturale liquefatto, il cui transito è passato dal 6,4% al 10% del totale mondiale. Questi dati confermano come la sicurezza delle rotte marittime sia una componente essenziale della sicurezza energetica nel Mediterraneo.

Nucleare e SMR: le criticità per l’area mediterranea

Il Rapporto dedica un focus anche al nucleare. Nel 2024, l’energia nucleare ha coperto il 9% della generazione elettrica mondiale e il 24% di quella dell’Unione europea. Nel bacino del Mediterraneo sono attivi 65 reattori, per una capacità complessiva di 71 GW, concentrati soprattutto in Francia.

Tra le tecnologie di fissione, i reattori ad acqua pressurizzata rappresentano il 78% della capacità globale installata. Emergono inoltre gli Small Modular Reactors (SMR) come possibile soluzione futura per ridurre i costi e favorire una generazione più flessibile.

Tuttavia, il Rapporto evidenzia forti criticità nella filiera dell’uranio: l’84% delle riserve è concentrato in otto Paesi e il 40% della capacità di arricchimento è controllato dalla Russia.

Il ruolo strategico dello shipping e della logistica energetica

Infine, la logistica marittima è indicata come uno degli snodi decisivi per la sicurezza energetica nel Mediterraneo. Tra il 2000 e il 2025, il commercio via mare di nichel è passato da 5,7 a 58,5 milioni di tonnellate, quello di bauxite da 30,6 a 236,4 milioni di tonnellate, mentre il rame ha registrato un aumento del 294%.

Anche l’Italia riveste un ruolo rilevante: i traffici di rinfuse solide hanno sfiorato i 50 milioni di tonnellate nel 2024, mentre quelli di rinfuse liquide hanno raggiunto 170 milioni di tonnellate, pari al 34% del traffico merci nazionale. Dati che confermano come infrastrutture portuali e shipping siano elementi chiave per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.