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La ricerca pubblica è un bene strategico, RSE celebra 20 anni di innovazione per il futuro

La ricerca pubblica è un bene strategico in grado di offrire soluzioni concrete e sostenibili per il settore energetico nazionale e internazionale.

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Foto: Rinnovabili

RSE, 20 anni di ricerca per il futuro dell’energia italiana

RSE ha festeggiato 20 anni di ricerca per il futuro dell’energia italiana. Dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità, l’azienda ha ricordato due decenni di ricerca applicata al sistema energetico nazionale. La conferenza “20 anni di energie per il futuro”, organizzata il 5 novembre nell’Auditorium del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, è stata l’occasione per ripercorrere la storia di RSE e delineare le sfide future del sistema energetico nazionale. Dalla conferenza è emerso un messaggio molto chiaro: la transizione energetica non sarebbe possibile senza la ricerca pubblica e dunque senza l’attività fondamentale svolta da RSE.

Che cosa fa RSE

RSE – Ricerca sul Sistema Energetico – è una società indirettamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso l’azionista unico GSE S.p.A. Da sempre si occupa della ricerca applicata al settore energetico e della sostenibilità. Ad accomunare tutti gli interventi è stata una convinzione largamente condivisa: la ricerca pubblica è una leva fondamentale per orientare le politiche energetiche nazionali e rafforzare il legame tra mondo scientifico, Istituzioni e aziende.

Le grandi sfide della transizione energetica e digitale sono il motore dei progetti di RSE, ispirati ai temi dell’innovazione, dell’efficienza e della circolarità. Un capitale umano di eccellenza, capace di garantire un approccio interdisciplinare e altamente qualificato, è indispensabile all’attività di una realtà come RSE.

La ricerca pubblica come bene strategico

Carloalberto Giusti, Presidente di RSE, e Francesca Salvemini, Capo della Segreteria Tecnica del MASE, intervenuti alla conferenza, hanno ricordato che la ricerca pubblica è un bene strategico in grado di offrire soluzioni concrete e sostenibili per il settore energetico nazionale e internazionale.

Celebrare i 20 anni di RSE significa ripercorrere la storia del settore energetico italiano e riconoscere il valore del lavoro di centinaia di ricercatori che ogni giorno mettono le proprie competenze al servizio del Paese. In questi anni siamo cresciuti, abbiamo innovato e rafforzato il nostro dialogo con Istituzioni e cittadini, restando fedeli ai valori che ci definiscono: trasparenza, integrità e responsabilità verso la collettività”, ha dichiarato Carloalberto Giusti.

RSE in questi anni ha garantito solide basi scientifiche e tecnologiche per accompagnare il percorso dell’Italia verso la transizione energetica. “Da sempre RSE guarda al futuro con lo stesso spirito pionieristico, investendo in competenze e tecnologie per fornire al Paese soluzioni concrete, sicure e sostenibili“, ha affermato Franco Cotana, Amministratore Delegato di RSE.

La storia di RSE, 20 anni di ricerca per il futuro

Quella di RSE è una storia di ricerca pubblica da sempre orientata all’innovazione. Oggi il suo ruolo, al fianco del Ministero, è ancora più rilevante nel guidare una transizione giusta e sostenibile: il contributo dei ricercatori italiani è infatti fondamentale per anticipare le future esigenze del settore energetico e del mercato elettrico nazionale”: così il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Ricerca di Sistema: motore di innovazione e collaborazione

Nella sessione della conferenza dedicata alla Ricerca di Sistema (RdS), Claudio Cherbaucich, Responsabile Funzione Sviluppo, Comunicazione e Valorizzazione di RSE, e Stefania Crotta, Direttore Generale Programmi e Incentivi Finanziari del MASE, hanno evidenziato valore della RdS come motore di innovazione e collaborazione. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di un modello di ricerca sempre più integrato, capace di trasformare conoscenza e risultati scientifici in soluzioni concrete per il sistema energetico nazionale.

L’evoluzione del quadro normativo sulla Ricerca di sistema

La Ricerca di Sistema energetico è una forma di collaborazione positiva tra Stato, ricerca pubblica e industria. Lo scopo è accompagnare il Paese verso la transizione energetica garantendo allo stesso tempo competitività, sicurezza e sostenibilità. 

Il quadro normativo che governa la Ricerca di sistema in 20 anni ha saputo adattarsi rimodulando nel corso del tempo alcune regole base per garantire una maggiore efficacia nell’utilizzo dei fondi pubblici. L’ultimo Decreto Ministeriale, quello del 12 aprile 2024, può essere considerato un punto di partenza per migliorare ancora di più la Ricerca di Sistema.

Nel delineare il nuovo programma triennale 2028-2030, sarà data maggiore attenzione alla definizione di un quadro più ampio degli interessi degli stakeholder per capire qual è la domanda attuale di ricerca su cui implementare il programma triennale, guardando in particolare ai temi della brevettazione e del trasferimento ecologico. Si procederà anche a una profonda valutazione dei risultati e dei prodotti ottenuti con i fondi pubblici, che devono portare beneficio alla transizione energetica, con la possibilità anche di incrementare i fondi per Ricerca di sistema.

RSE e la ricerca e innovazione industriale nel contesto UE e internazionale

Nella sessione dedicata invece al tema della ricerca e dell’innovazione industriale nel contesto UE e internazionale Luciano Martini, Direttore del Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali di RSE, Marco Calabrò, Capo dipartimento per le politiche per le imprese MIMIT, e Gianluigi Consoli, Direttore Generale Ricerca Internazionale MUR, hanno discusso del ruolo dell’Italia nella ricerca energetica europea e dell’importanza delle alleanze internazionale per uno sviluppo condiviso.

Il PNRR ha stanziato fino a 90 milioni di euro per grandi progetti di ricerca energetica e in questi anni RSE ha svolto e svolge ancora un ruolo di primissimo piano nei grandi partenariati europei. RSE coordina a livello europeo le attività sul sistema energetico, come il MUR coordina le attività sulla transizione ecologica. Attori come RSE stanno facendo crescere gli enti di ricerca grazie alle collaborazioni internazionali focalizzate sull’energia. Nell’ottica del Piano Mattei, Il MUR ha lanciato più bandi, uno degli ultimi e più interessanti è il bando bilaterale con l’Algeria per cui sono state presentate molte proposte progettuali, molte di queste riguardavano i partenariati sull’energia.

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