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Strategie per non mancare gli obiettivi al 2030 dell’Italia previsti dal PNIEC

Abbiamo installato 82 GW di capacità rinnovabile ma è necessario un aumento di 49 GW nei prossimi 5 anni.

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Immagine generata da IA

Energy&Strategy POLIMI School of Management – Presentato il Renewable Energy Report 2026

Il post Green Deal ha visto una riduzione delle installazioni di fonti di energia rinnovabile in tutta Europa, non solo nel nostro Paese. Di questo passo sarà molto difficile raggiungere gli obiettivi al 2030 dell’Italia previsti dal PNIEC. Nel 2022 l’esigenza di contenere la dipendenza dalle fonti fossili aveva dato nuovo impulso. Nel 2026, purtroppo, siamo stati investiti da un’altra crisi energetica, ma l’occasione non è stata colta.

Davide Chiaroni, Professore Ordinario di Strategy & Marketing al Politecnico di Milano, ha spiegato: “Se non sapremo rilanciarle e farle divenire il fattore che determina il prezzo del mercato – in un corretto mix che vede anche, non in alternativa, il nucleare nel medio-lungo periodo – non potremo mai costruire un sistema energetico davvero resiliente, oltre che sostenibile”.

Nel 2025 in Italia sono diminuite le installazioni da energia rinnovabile

Nel 2025, dopo tre anni di crescita continua e sostenuta, in Italia sono diminuite le installazioni da energia rinnovabile: 7,2 GW di nuova potenza, in calo del 6% rispetto ai 7,6 GW del 2024 (per un totale di 81,7 GW di capacità installata), come riporta il Renewable Energy Report 2026 redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano.

A tenere di più è stato il fotovoltaico (5,6 GW), grazie ai grandi impianti che dal 2024 hanno consentito di coprire fino al 50% della potenza totale. Al contrario, le installazioni da eolico sono state poche (562 MW nel 2025, per il 95% da grandi impianti concentrati in Puglia, Basilicata e Campania). Ciò avviene nonostante l’eolico abbia una produzione più distribuita anche di notte e nei mesi invernali, riuscendo a mitigare la non programmabilità delle rinnovabili.

Evoluzione annua della capacità di generazione da rinnovabili in Italia. Fonte: rielaborazione su dati Terna.
Evoluzione annua della capacità di generazione da rinnovabili in Italia. Fonte: rielaborazione su dati Terna.

Il rischio è mancare gli obiettivi al 2030 dell’Italia previsti dal PNIEC

La battuta d’arresto non può che ostacolare il raggiungimento dei target fissati per il 2030 dal PNIEC: 131 GW di capacità totale installata (49 GW in più di ora) e 228 TWh all’anno di energia elettrica prodotta soprattutto da fotovoltaico ed eolico, +75% circa rispetto ai 130 TWh generati nel 2025.

“Purtroppo, il 2026 è iniziato con una nuova crisi energetica, frutto dell’ennesimo conflitto. Lo scenario appare simile a quello del 2022, con la tensione sui prezzi di gas ed energia elettrica e la ricerca di soluzioni immediate, ma le circostanze sono cambiate”, ha commentato ancora Chiaroni, vicedirettore di E&S e responsabile del Report. Lo studio, oltre a rilevare l’andamento delle rinnovabili, si occupa dell’evoluzione del quadro regolatorio, caratterizzato anche nel 2025 da incertezze e modifiche, e dei principali trend tecnologici, tra cui soluzioni in crescita come l’agrivoltaico e l’eolico offshore. 

“Nel 2022 la necessità di sostituire le forniture di gas russo aveva dato in tutta Europa una nuova spinta al processo di indipendenza energetica dalle fonti fossili – ha aggiunto Chiaroni – e dopo anni di stagnazione, anche l’Italia aveva ripreso a installare rinnovabili per oltre 3 GW. Ora abbiamo di nuovo la necessità di trovare un’alternativa alla fornitura di GNL dal Qatar, che si è rivelata una fragile sostituzione del gas russo, ma nel frattempo le rinnovabili, come purtroppo avevamo previsto lo scorso anno, segnano il passo. Se non sapremo rilanciarle e farle divenire a breve il fattore che determina il prezzo del mercato – in un corretto mix integrato di fonti che vede anche, non in alternativa, il nucleare, caratterizzato da tempi medio-lunghi per l’entrata in esercizio – non saremo mai in grado di costruire un sistema energetico davvero resiliente, oltre che sostenibile”.

Il gap verso gli obiettivi 2030 dell’Italia

L’Italia, dunque, ha bisogno di un passo di sviluppo diverso. Abbiamo installato 82 GW ma per raggiungere gli obiettivi al 2030 dell’Italia previsti dal PNIEC nel nostro Paese è necessario un aumento di 49 GW da installare nei prossimi 5 anni. Per toccare i 131 GW fissati dal PNIEC le installazioni annue nel periodo 2026-2030 dovrebbero passare da 6,9 GW a quasi 10.

gap verso i target del PNIEC per il 2030
Energy Report 2026 – Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano

Leggi anche: Crisi energetica, perché l’Europa rischia di perdere 120 GW di rinnovabili

L’attuale crisi energetica è una seconda opportunità

In base alle stime contenute nel RER26, se lo sviluppo di fotovoltaico ed eolico – non di tutte le rinnovabili – procedesse al ritmo attuale (scenario BAU) si arriverebbe al 2030 a un parco di 78 GW di capacità installata contro i 107 GW del target PNIEC, sostanzialmente come effetto della battuta di arresto del 2025. L’attuale crisi energetica potrebbe rivelarsi però una grande opportunità, perché ha già dimostrato chiaramente e ancora una volta la portata della posta in gioco: non soltanto ridurre la dipendenza dalle forniture estere, ma riuscire impattare concretamente sui prezzi dell’elettricità.

Scenario BAU - Andamento della capacità installata di fotovoltaico e di eolico
Scenario BAU – Andamento della capacità installata di fotovoltaico e di eolico
 

“Non dobbiamo rassegnarci allo scenario BAU perché abbiamo dei margini di azione“, ha aggiunto Chiaroni. “Il decennio che ci attende fino al 2035 – ha proseguito – sarà segnato dalla crescita della domanda di elettricità. Quindi, c’è anche questo motivo a giustificare la spinta sulle rinnovabili. Tali fonti garantirebbero prezzi energetici più bassi e più stabili. Questo è uno degli aspetti più sottovalutati“.

fabbisogno elettrico in Italia in crescita
Energy Report 2026 – Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano

Stesso problema stessa cura

“La cura è la stessa da tempo, ma ora occorre essere davvero tempestivi – ha precisato Vittorio Chiesa, direttore e fondatore di E&S -: creare un sistema di regole stabile, intervenendo nella messa a punto del FER X ‘a regime’ e dando certezza almeno sino al 2035 di contingenti e meccanismi di determinazione del prezzo di asta per favorire gli investimenti; velocizzare le autorizzazioni, immettendo le necessarie risorse per far funzionare le commissioni di valutazione e, rispetto alle connessioni, sfoltire le domande in essere e garantire agli operatori più pronti un sistema coerente con i tempi di investimento; tornare a un’interpretazione delle aree idonee in cui il contributo dei territori dipenda da potenzialità e caratteristiche delle fonti di energia disponibili”.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.