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Quando la guerra muove i prezzi: 5 anni e un mercato energetico sotto pressione

Nei casi strutturali, come la guerra in Ucraina, il sistema può impiegare oltre 18 mesi per ritrovare un equilibrio.

Le dinamiche di risposta dei mercati: l’impatto quantitativo su PUN e PSV

In che modo negli ultimi cinque anni il mercato energetico italiano ha risentito delle crisi internazionali? L’analisi di sette eventi tra il 2021 e il 2026 mostra che il mercato in Italia ha una come una sorta di memoria e dei tempi di reazione precisi: i picchi seguono una curva di consolidamento che ridefinisce il costo dell’energia nelle settimane successive a un determinato shock. L’effetto derivante dai conflitti internazionali è un impulso diretto che sposta le medie di PUN e PSV di oltre il 20%.

Un recente studio condotto da Papernest, aggiornato al 20 marzo 2026, rivela un pattern statistico preciso: il mercato energetico nazionale ha dei tempi di reazione consolidati che ridefiniscono il costo della vita nelle settimane successive a un evento particolarmente rilevante per la politica internazionale.

Il prezzo dell’energia non tocca l’apice nel momento esatto in cui scoppia una guerra. Questa analisi realizzata per sette crisi geopolitiche avvenute tra il 2021 e il 2026 dimostrerebbe che esiste una curva di consolidamento. Il picco massimo dei prezzi non è immediato, ma viene raggiunto mediamente dopo 9,4 giorni dall’evento scatenante una crisi. Sebbene la prima reazione dei mercati avvenga entro le prime 48 ore, sarebbe solo intorno al decimo giorno che l’impatto si scarica completamente sulle quotazioni all’ingrosso. L’invasione dell’Ucraina resta il caso più eclatante (+218%) ma la guerra all’Iran del 2026 ha evidenziato una volatilità preoccupante (+60.8%).

Il PSV come moltiplicatore di instabilità

Il mercato del gas (PSV) reagisce con strappi percentuali più violenti rispetto all’elettricità, agendo da traino per i costi di generazione elettrica. Un esempio è stato l’attacco di Hamas a Israele nell’ottobre 2023: in soli 9 giorni, il prezzo del gas è quasi raddoppiato, segnando un +91,7%. Più estremo il caso dell’invasione russa in Ucraina nel 2022, quando il PSV ha raggiunto il tetto storico di 2.527 €/MWh, con un divario del +220,6% rispetto ai livelli pre-invasione. L’analisi evidenzia che il prezzo medio post-evento si mantiene sempre al di sopra dei livelli pre-evento.

Cronaca degli shock: analisi evento per evento su PUN e PSV

Presa di Kabul per mano dei talebani (15 agosto 2021)

In questo caso l’impatto è stato contenuto. Il PUN è salito da 115,41 a 129,63 €/MWh (+12,3%) in 11 giorni. Nelle 2 settimane successive il PUN medio è stato di 112,59 vs 109,97 pre: un rialzo del +2,4%. Il PSV gas ha raggiunto il picco maggiore in appena 2 giorni (+7,4%). (L’Afghanistan, tuttavia, non è un grande produttore ed esportatore di petrolio, nonostante le risorse minerarie e idrocarburifere).

Invasione russa in Ucraina (24 febbraio 2022)

Il caso più eccezionale perché l’impatto è stato devastante e strutturale. Il PUN è passa da 184,80 a 587,67 €/MWh: +218% in 12 giorni. Il PSV ha raggiunto 2.527 €/MWh in 12 giorni (+220,6%). Non solo, il picco non è rientrato facilmente ma ha modificato il mercato per mesi. Infatti, il vero impatto si è visto nella media delle 2 settimane successive all’evento: +77,2% per il PUN e +92,4% per il PSV.

Sabotaggio del gasdotto Nord Stream (26 settembre 2022)

Questo caso è stato interessante perché ha evidenziato il paradosso del rischio già prezzato. Il PSV nel giorno del sabotaggio ha raggiunto già il suo picco massimo (1.758,93 €/MWh), poi è sceso. Il PUN al picco massimo (436,07) ha segnato comunque +34,6% dal minimo, così come il PSV ha segnato +2,7%; ma il trend generale era già ribassista dopo il picco, avendo abbassato le medie del 25% circa. Tutto questo significa che quando il rischio è già atteso, il mercato lo anticipa.

Attacco di Hamas a Israele (7 ottobre 2023)

In questo caso l’impatto è stato rilevante. Il PUN è salito da 114,79 a 175,76 €/MWh (+53,1%) in 9 giorni. La media dopo 14 giorni è stata: 145,27 vs 117,49 pre (+23,6%). Il PSV è schizzato da 295,68 a 566,77 €/MWh (+91,7%), portando una media post evento a +16,7%.

Attacchi degli Houthi alle navi commerciali e apertura del “fronte del Mar Rosso” (19 novembre 2023)

In questo caso la reazione è stata moderata ma sostenuta. Il picco massimo è arrivato l’11° giorno (155,35 €/MWh, +24,3%), portando una media a 14gg post evento a: +10,6%. Per il PSV la reazione è stata più contenuta, il picco è arrivato a 503,40 €/MWh, +13,3% in 8 giorni). L’impatto é stato reale ma non traumatico.

Guerra Israele – Iran (13 giugno 2025)

La risposta è stata misurata. Il PUN è salito da 110,57 a 136,57 €/MWh (+23,5%) in 10 giorni. La media dopo 14 giorni è stata 122,08 vs 100,24 pre (+21,8%). Il PSV è salito da 409,66 a 466,65 €/MWh (+13,9%) in 11 giorni, con media post 14gg di +10% Il mercato ha incorporato il rischio senza panico: le scorte europee erano elevate e le forniture alternative diversificate.

Guerra USA -Israele all’Iran (28 febbraio 2026)

In questo caso specifico la memoria del mercato avrebbe amplificato l’effetto. Il PUN è salito da 104,84 a 168,54 €/MWh (+60,8%) in 10 giorni, registrando la seconda variazione più alta del dataset. Il PUN è salito del +60,8% in 10 giorni, segnando la seconda variazione più alta mai registrata, mentre il PSV è balzato del +84,8%. Gli operatori, scottati dalle crisi precedenti, tendono forse ad amplificare la risposta emotiva e finanziaria.

Perché e quando salgono i prezzi?

Dall’analisi emerge che le tensioni internazionali non incidono in maniera caotica sul mercato energetico ma seguono un andamento piuttosto preciso:
● La prima reazione avviene nelle 48 ore successive all’evento, ma è solo l’inizio. Il picco massimo si consolida mediamente tra il 9° e il 10° giorno.
● Se isoliamo i picchi massimi, l’aumento medio è del +60,9% per la luce e del +63,3% per il gas. Tuttavia, il dato più fedele è la media delle due settimane post-evento: un rialzo strutturale del +21,1% (PUN) e +20,4% (PSV).
● Per le tensioni internazionali il mercato tende a normalizzarsi parzialmente entro 3-6 settimane. Nei casi strutturali come la guerra in Ucraina, invece, il sistema può impiegare oltre 18 mesi per ritrovare un equilibrio.

Il ricorso alle rinnovabili sta contribuendo ad aumentare la resilienza del sistema

Sette eventi in cinque anni confermano che il mercato energetico italiano reagisce sistematicamente alle crisi, con rialzi netti del PUN in sei casi su sette. Sebbene la portata degli shock vari da caso a caso, la dinamica resta prevedibile, con picchi di prezzo che tendono a consolidarsi mediamente entro dieci giorni dal conflitto.

Nonostante questa sensibilità, il ricorso alle fonti rinnovabili sta contribuendo ad aumentare la resilienza del sistema. Nel biennio 2025-2026, la capacità di assorbimento dei colpi è apparsa più strutturata, riuscendo a mitigare la correlazione diretta tra tensioni internazionali e andamento dei mercati energetici.

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