Il sorpasso del gasolio sulla benzina rende visibili gli effetti delle scelte fiscali contenute nella manovra di bilancio 2026

Accise sui carburanti: il diesel supera la benzina
Le nuove norme sulle accise dei carburanti contenute nella manovra di bilancio 2026 sono il fattore che oggi spiega il nuovo equilibrio dei prezzi alla pompa: il diesel ha superato la benzina, come previsto, tornando più caro per la prima volta dopo tre anni. Mentre vi parliamo, il prezzo medio nazionale del gasolio è pari a 1,666 euro al litro, contro 1,650 euro al litro della benzina.
L’ultima inversione di questo tipo risaliva al 9 febbraio 2023, all’uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. Parallelamente, la benzina ha toccato il livello più basso dal 19 dicembre 2022, segnalando come il riallineamento fiscale deciso dal governo abbia iniziato a riflettersi in modo evidente sui listini.
Cosa prevede la manovra di bilancio?
La manovra di bilancio 2026 ha introdotto una rimodulazione strutturale delle accise sui carburanti nell’ottica del superamento dei Sussidi Ambientalmente Dannosi.
Dal 1° gennaio è entrata in vigore una riduzione dell’accisa sulla benzina pari a 4,05 centesimi di euro al litro e, contestualmente, un aumento di pari importo dell’accisa applicata al gasolio impiegato come carburante.
Le due aliquote sono state così allineate a 67,26 centesimi di euro al litro. La scelta è stata motivata dal fatto che il trattamento fiscale più favorevole di cui beneficiava il gasolio veniva considerato un sussidio ambientalmente dannoso, e ha prodotto un riallineamento che incide direttamente sui costi di rifornimento per automobilisti e operatori del trasporto.
Perché le accise sui carburanti 2026 incidono subito sui prezzi alla pompa?
L’effetto sui prezzi non dipende solo dalla variazione delle accise. Dal 1° gennaio si è sommato anche l’aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, legato al rialzo della quota d’obbligo, con un impatto stimato tra 1,5 e 2 centesimi al litro.
Questo incremento è stato compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scese tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno di 1,5-2 centesimi al litro. Questo però non si è tradotto in un alleggerimento dei prezzi finali. Il risultato è un quadro in cui il gasolio registra un aumento visibile. La riduzione delle accise sulla benzina si riflette in modo più attenuato sui listini.
Il confronto con il resto d’Europa
Con il nuovo assetto fiscale, l’Italia si colloca al primo posto in Europa per il peso delle accise sul gasolio. Sulla benzina scivola all’ottava posizione, dietro Paesi come Francia e Irlanda e davanti alla Germania.
I dati medi comunicati all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano benzina self service a 1,650 euro al litro e diesel self service a 1,666 euro al litro. Al servito, i valori salgono rispettivamente a 1,798 euro per la benzina e 1,803 euro per il gasolio. Un confronto che rende evidente come la manovra abbia inciso soprattutto sul gasolio, rendendolo strutturalmente più caro rispetto alla verde.
Quanto costano le nuove accise agli automobilisti?
Secondo le stime del Codacons, il riallineamento delle accise deciso con la manovra comporterà per il 2026 entrate aggiuntive per circa 552 milioni di euro. Considerando anche l’Iva al 22%, un pieno di gasolio da 50 litri costa 2,47 euro in più.
Con due rifornimenti al mese, l’aggravio annuo arriva a 59,3 euro per autovettura, che diventano oltre 80 euro l’anno se si tiene conto anche dell’aumento di 1,5 centesimi scattato lo scorso maggio. Al contrario, la riduzione dell’accisa sulla benzina rischia di rimanere in gran parte sulla carta, come già avvenuto in precedenti rimodulazioni.
Le ricadute sul mercato
“L’aumento delle accise sul gasolio non è stato imposto dall’Unione europea, ma deciso dal governo italiano”. Ha sottolineato Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, intervistato da Quattroruote, evidenziando come la scelta produca “un cospicuo extragettito dalle tasche degli automobilisti”.
Bruxelles, ha ricordato, si è limitata a chiedere l’eliminazione del differenziale perché considerato un sussidio ambientalmente dannoso, lasciando agli Stati membri la piena sovranità fiscale. Secondo Cardinali, l’effetto delle accise sui carburanti 2026 non ridurrà l’uso delle auto a gasolio. Potrebbe, invece, influenzare le decisioni di acquisto dei veicoli nuovi, in un mercato che ha chiuso il 2025 in calo del 2,1% e che resta sensibile alle variazioni di prezzo e di tassazione.












