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Auto elettrica usata: vantaggi sul prezzo e potenziali rischi. Cosa valutare prima dell’acquisto

Il mercato delle auto elettriche usate sta vivendo una fase di crescita e rappresenta oggi una scelta razionale ed economica, superando i vecchi scetticismi legati all'obsolescenza tecnologica

Auto elettrica usata: vantaggi sul prezzo e potenziali rischi. Cosa valutare prima dell'acquisto (pronto estate)
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Auto elettrica usata: pro e contro

Le auto elettriche sono economicamente molto convenienti. Più degli stessi modelli ibridi o a benzina. Il motivo? Una penetrazione più bassa del mercato, quindi una ricerca dell’usato a batteria ancora non così forte. E la percezione che un’auto elettrica dopo pochi anni di utilizzo possa avere problemi di autonomia. Tuttavia, il mercato sta cambiando ed il valore tende a stabilizzarsi specialmente per i modelli con software aggiornabile e una maggiore autonomia di partenza. In ogni caso, nei primi 3 anni di vita, un’elettrica si svaluta più rapidamente di un’endotermica, e questo può essere un buon motivo per comprare un’auto fresca ad un prezzo competitivo.

Quanto durerà la batteria?

La domanda che ogni potenziale acquirente si pone davanti a un display digitale usato è sempre la stessa: quanto durerà la batteria prima di doverla sostituire? La degradazione è un fenomeno fisiologico di ogni batteria, ma più lento di quanto si tenda a immaginare.

Diversi studi sottolineano che il tasso di degrado medio reale si attesta su appena l’1,8% – 2,3% all’anno. Ciò significa che una BEV con 10 anni di vita, in linea teorica può mantenere ancora circa l’80% della sua capacità originaria. Quasi tutti i costruttori offrono coperture specifiche sulla batteria fino a 8 anni o 160.000 km, assicurando la sostituzione gratuita in caso di discesa del SoH sotto il 70%. Comprare un usato di 3 o 4 anni significa godere ancora di un’ampia rete di sicurezza ufficiale. (Qui il nostro articolo sul battery test).

Perché un’auto elettrica usata conviene di più di una a motore?

Il confronto economico ed operativo con una vettura a benzina o diesel usata pende nettamente a favore delle emissioni zero.
Un motore endotermico usato porta con sé l’incognita dello stile di guida del precedente proprietario: la frizione è usurata? La turbina reggerà? Quando andrà sostituita la cinghia di distribuzione o il filtro antiparticolato?

In un’auto elettrica questi componenti semplicemente non esistono. Non ci sono oli, candele, cambi marcia o sistemi di scarico complessi. L’unica usura meccanica reale riguarda gli pneumatici, i braccetti delle sospensioni e i freni.

Il costo al chilometro e i vantaggi accessori

Anche considerando le fluttuazioni delle tariffe energetiche, la ricarica domestica abbatte i costi di percorrenza rispetto ai carburanti fossili. A questo si aggiungono i vantaggi strutturali: l’esenzione dal bollo per i primi 5 anni, tariffe assicurative spesso più basse e l’accesso gratuito in alcune ZTL cittadine, anche se alcune grandi città – vedi Roma – stanno togliendo questo privilegio.

Il passaporto della batteria

Mentre valutare lo stato di usura interno di un motore termico richiede un meccanico esperto e un parziale smontaggio, misurare la salute di un’elettrica richiede pochi minuti. Tramite la presa OBD dell’auto o appositi servizi di certificazione indipendenti, l’acquirente può ottenere un certificato digitale chiaro ed inconfutabile sul SoH preciso della batteria. Infatti, a differenza delle auto endotermiche, con le elettriche non si può scalare il chilometraggio, perché l’efficienza è nella chimica delle celle.

Guida all’acquisto sicuro: cosa controllare

Per fare un ottimo affare sul mercato dell’usato elettrico, vi suggerisco di seguire tre regole d’oro da verificare in concessionaria o durante la trattativa privata:

  1. Esigere il certificato SoH: Non accontentarsi dell’indicazione di autonomia sul cruscotto, che risente dell’ultimo stile di guida. Richiedere una diagnostica ufficiale sullo stato di salute della batteria.
  2. Verificare la chimica: I modelli dotati di batterie LFP tollerano senza problemi la ricarica fino al 100% e vantano una longevità ciclica persino superiore rispetto alle chimiche NMC.
  3. Ispezionare il fondo dell’auto: Poiché il pacco batterie è posizionato sotto il pianale, verificare visivamente che non ci siano ammaccature, graffi profondi o segni di impatti strutturali sul carter inferiore protettivo.

Acquistare un’elettrica usata oggi significa portarsi a casa una tecnologia efficiente e costi di esercizio ridotti, pagandola diverse migliaia di euro in meno del suo valore originario. D’altronde basta fare un giro sui principali marketplace di auto per constatare facilmente quanto detto.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.