I costruttori auto sono riusciti a rispettare le aspettative dell’UE sulle emissioni di CO2. Ridotto l'inquinamento grazie all'implementazione di BEV ed ibride

L’unione ha fatto la differenza per le case automobilistiche, che nel 2025, per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni hanno stretto alleanze. Per paura di multe miliardarie, l’industria auto ha fatto pressing su Bruxelles chiedendo – ed ottenendo – di rendere triennale il target da raggiungere nelle emissioni di CO2. Un’azione di lobby che ha portato la Commissione Ue a modificare anche lo stop al 2035 delle auto elettriche, consentendo una riduzione del 90% e non più del 100% dell’inquinamento prodotto dalle auto a motore tradizionale.
Alleanza in nome delle emissioni
Ma i dati pubblicati dal sito francese Automobile Propre ci restituiscono una situazione buona. I maggiori produttori mondiali di auto, nel 2025 hanno fatto centro negli obiettivi. Qui sotto la tabella riassuntiva delle emissioni prodotte lo scorso anno e la proiezione sul triennio 2025-27. Come si può notare, gruppi industriali hanno stretto alleanze con marchi che producono elettriche, per compensare le loro emissioni di CO2.

Emissioni auto: chi sta con chi
Ad esempio la giapponese Nissan si è alleata con il colosso cinese BYD, mentre il gruppo Stellantis che al suo interno comprende numerosi brand, si è affiancato a Tesla che produce solo BEV. Nella sostanza, chi è più forte nella mobilità elettrica vende crediti a chi ne produce meno in favore di motori termici, e dunque è meno sostenibile.
Se Nissan-BYD fa centro stando sotto di 19 g CO₂/km nel periodo 2025–2027, in verità pesano solo il 3% a livello europeo nelle immatricolazioni. Invece, il pool capeggiato da Tesla ha venduto il 31% di auto in Europa, seguito da Volkswagen con il 27% e dall’alleanza Renault-Dacia con l’11%. Entrambi superando di poco il target di emissioni, ma hanno un volume enorme di veicoli. Quindi le emissioni devono essere bilanciate con i valori numerici delle immatricolazioni.
Hyundai e Volkswagen sono in fondo alla classifica, ma non sono lontane dai loro obiettivi. È lecito supporre che saranno in grado di raggiungerli entro la fine del 2027. Dunque la domanda sembra quasi scontata. Se con i volumi di auto elettriche in crescita, ma in media ancora al di sotto del 20%, sono stati centrati o quasi i limiti imposti dall’Ue, era veramente necessario cambiare rotta sulle emissioni al 2035?
Cambio di rotta necessario
Forse no, almeno dal punto di vista dell’impatto ambientale; il cambio di rotta, invece, era (ed è) necessario per ridurre i prezzi di BEV al consumatore finale, anche se il vero scarto dovrà essere fatto ancora nelle infrastrutture di ricarica e nella tecnologia delle batterie. Ricarica più veloce, e maggiore autonomia.












