Con il Piano industriale Stellantis, Fastlane 2030, il gruppo investirà 60 miliardi di euro e produrrà 60 nuovi modelli

Presentato Fastlane 2030, il piano di rilancio di Stellantis
Stellantis vuole invertire la rotta. Rilanciare, posizionarsi di nuovo tra i veri leader mondiali dell’industria auto. Antonio Filosa ha scelto la sede americana del gruppo, Auburn Hills, non lontano da Detroit – il cuore americano dei motori – per illustrare il piano industriale al 2030. Il progetto, battezzato “Fastlane 2030“, esprime già dal titolo la volontà di accelerare e imboccare la corsia preferenziale per imporsi su un mercato gigantesco, oggi dominato dalla bandiera cinese.
L’ambizioso Piano industriale di Stellantis
La buona notizia è che l’Italia non perderà altri pezzi, nessuno stabilimento produttivo chiuderà i battenti. Poi i numeri alla mano: un piano da 60 miliardi di euro fino al 2030, (36 marchi e prodotti, 24 miliardi per piattaforme, motori, tecnologie) che porterà in strada 60 nuovi modelli da lanciare entro poco meno di quattro anni. Il problema di Stellantis è tornare a credere nell’innovazione: basta guardare al caso Fiat, in casa nostra, per capire che non c’è visione. Del gruppo Stellantis, oltre Fiat fanno parte Opel, Peugeot, Citroen, Jeep e l’americanissima Ram. Per Filosa “Fastlane 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’Azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine“.
Cosa arriverà sul mercato?
La promessa di Stellantis è lo sviluppo di powertrain che puntano su un’offerta multi-energia con nuovi ibridi, nuovi veicoli elettrici e motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Il piano oltre ai 60 nuovi modelli prevede:
- 50 aggiornamenti per tutti i marchi e le diverse alimentazioni,
- 29 veicoli elettrici
- 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa,
- 24 veicoli elettrici ibridi
- 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid
Secondo il piano industriale Stellantis, Jeep, Ram, Peugeot e FIAT sono i marchi globali con presenza multiregionale, candidati per guidare il lancio dei nuovi asset globali. Ed infatti, il 70% degli investimenti del piano per marchi e prodotti sarà destinato a questi brand, nonché a Pro One, la business unit dei veicoli commerciali di Stellantis.
Poi ci sono i marchi regionali. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo. E locali come DS e Lancia, importanti in Francia e in Italia, sviluppati come marchi specializzati. Non ci dimentichiamo del brand luxury, Maserati, che Stellantis prevede di rafforzare, ma dettagli arriveranno direttamente da Modena nel dicembre 2026.
“Ogni marchio di Stellantis svolgerà un ruolo chiaro nel rispetto dei nostri impegni FaSTLAne 2030”, ha dichiarato Filosa. In effetti, Stellantis avrebbe una potenza di fuoco notevole, ma in questi ultimi anni ha perso tantissimo terreno in Europa, e con l’arrivo dei cinesi il gap aumenta. Da Fastlane 2030, Filosa conta di portare ricavi dai circa 154 miliardi di euro del 2025 a 190 miliardi nel 2030, con un aumento di poco superiore al 20%. La crescita più forte è prevista negli Stati Uniti, del 25%, e una più contenuta in Europa, del 15%. Una delle strategie è accorciare i tempi di produzione, il cosiddetto time-to-market, puntando a 24 mesi rispetto ai 40 mesi attuali.
Fabbriche in Italia
Lo stabilimento di «Cassino ha un futuro. Lo vedremo con il piano Maserati che presenteremo a dicembre»., ha detto Filosa, in occasione dell’Investor day. «Maserati è un elemento di successo industriale anche per Cassino. Parleremo a Modena a dicembre della strategia complessiva di Maserati, della creazione di valore, dei clienti che Maserati vuole servire e di cosa faremo su Cassino. Stiamo lavorando duramente per essere pronti a dicembre su Maserati e, di conseguenza, su Cassino», ha specificato Filosa.
Ma non si conoscono i piani degli altri stabilimenti in Piemonte, Campania, Basilicata ed Abruzzo. Oltre l’Italia, Filosa ha indicato una riduzione della capacità produttiva europea di oltre 800mila unità, facendo leva su partnership e riconversioni degli impianti. «Saremo in grado di migliorare la nostra capacità produttiva, riducendola di 800mila unità, senza chiudere alcuno stabilimento, né in Italia né in altri paesi europei, semplicemente perché siamo in grado di condividere la capacità con i nostri partner».
Quali modelli arriveranno?
Tra i nuovi modelli in arrivo entro il 2030, Fiat ne avrà cinque, una nuova elettrica di pacca e Fiat Grizzly Fastback, attesi al debutto al Salone di Parigi 2026. Ci sarà una versione più grande della Topolino. Questi i modelli previsti.
- Topolino,
- Tris,
- Quattrolino,
- Next Gen 500
- Pandina
Peugeot avrà 7 nuovi prodotti, tra cui la nuova E-208, 4 delle quali basate sulla piattaforma STLA One e due saranno 100% elettriche; invece Opel avrà 4 nuovi prodotti, tra cui un C-Suv. E ancora Citroen se la dovrà cavare con 3 nuovi modelli ed il super lancio dell’iconica 2 Cavalli. Per quanto riguarda Alfa Romeo ne presenterà due, tra cui un SUV compatto di segmento C, ma non compare il nome di Stelvio e Giulia. Infine, per Maserati sono previsti due nuovi modelli, nessuna notizia su Lancia.












