Costerà intorno ai 15mila euro e sarà più piccola di 4,2 metri la piccola auto elettrica di Stellantis prodotta in Italia

Piccola auto elettrica, a Pomigliano d’Arco la prima e-car di Stellantis
Sarà una piccola auto elettrica, ma soprattutto accessibile con un prezzo intorno ai 15mila euro. E’ la svolta “italiana” verso la produzione di auto elettriche di massa? Il progetto Stellantis allarga le braccia alla richiesta europea di produrre piccole e-car, destinate ad un uso cittadino, quindi compatte ma soprattutto economiche. L’altra buona notizia è che il gruppo europeo dell’automotive ha deciso di puntare sull’Italia, con la produzione prevista nel 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, con la prospettiva di volumi significativi.
Si sa già qualcosa della piccola e-car di Stellantis. Anzitutto le misure: inferiore ai 4,2 metri. E come detto, il prezzo indicativo. E non sarà una piccola produzione, visto che si prevede lo sviluppo di modelli per i diversi brand del gruppo. Sarà una Fiat? Una Peugeuot? Certamente europea, visto che Stellantis, insieme ad altre case automobilistiche, nei mesi scorsi ha chiesto alla Commissione europea di favorire lo sviluppo di auto elettriche compatte e accessibili. Come le iconiche Kei car giapponesi, nate per muoversi in ristretti spazi urbani, le città giapponesi.
Piccola auto elettrica: cosa ha deciso l’Europa
Nel tentativo di frenare l’ingresso di auto cinesi nel mercato europeo, Bruxelles, nel pacchetto auto del 16 dicembre 2025, ha incluso una proposta di revisione delle norme CO2 con supercrediti prima del 2035. Inoltre, con l’Industrial Accelerator Act di marzo 2026 ha definito i criteri made in Ue per l’accesso ai supercrediti, richiedendo almeno il 70% di componenti di produzione europea, batteria esclusa. Ma su quest’ultimo requisito l’industria dell’auto chiede un ulteriore confronto, perché si temi che i nuovi vincoli generino costi aggiuntivi con conseguente aumento dei prezzi dei veicoli. Su questo si attende l’ok del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue.
Perché Pomigliano d’Arco
La storica fabbrica Fiat in Campania ha costruito macchine iconiche per il nostro paese, tra cui la Panda che ha avuto un successo incredibile lungo 50 anni. Ora, gli italiani e gli europei stanno chiedendo auto più piccole, meno costose, come si capisce dagli acquisti di auto asiatiche a costi più bassi della media europea.
“I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche. Stellantis risponde a questa richiesta con modelli per diversi brand“, ha detto il Ceo Antonio Filosa. Questi nuovi modelli di auto piccole ed elettriche saranno sviluppate in collaborazione con partner selezionati, con l’obiettivo di contenere i costi e accelerare i tempi di immissione sul mercato. Probabile, che si guardi comunque ad oriente.
Soddisfatti i sindacati
In una unica nota congiunta i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr esprimono soddisfazione per la scelta di Filosa di investire nella produzione di una piccola auto elettrica nello stabilimento campano, dove attualmente si produce la Fiat Pandina ibrida. “A regime ciò dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale, ma come sindacato abbiamo l’esigenza di monitorare attentamente la attuazione del piano, per il pieno coinvolgimento dei lavoratori e per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione, tanto più che i tempi di realizzazione sono purtroppo ancora lunghi”. Nello stesso tempo, però, i sindacati evidenziano che “i tempi sono ancora lunghi e le incognite molteplici, soprattutto rispetto alle ricadute sull’indotto, che ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e di prospettive solide. Per questo chiediamo un coinvolgimento pieno e continuativo, con un confronto puntuale su ogni fase del progetto e sui suoi effetti occupazionali e industriali”.
Intanto è attesta per giovedì 21 maggio, quando Antonio Filosa terrà una conferenza stampa a Detroit – la terra americana delle auto – per delineare le linee guida del suo piano industriale, ad un anno e mezzo di distanza dall’addio del precedente capo d’azienda, Tavares.












