Mobilità alternativa: tutti gli obblighi della nuova Direttiva

Il Consiglio europeo ha dato il via libera alla nuova Direttiva sulla Mobilità alternativa: gli Stati membri dovranno adeguarsi entro massimo 10 anni

Mobilità alternativa tutti gli obblighi della nuova Direttiva(Rinnovabili.it) – Gas naturale liquefatto, gas compresso, idrogeno, elettricità. Ciascuno di questi carburanti verrà dotato, entro il 2016, di un piano dei necessari punti di rifornimento. Lo prevede la Direttiva europea per la diffusione della mobilità alternativa: la rete di ricarica e approvvigionamento, infatti, oggi non è all’altezza in tutta l’Unione, una condizione cui va posto rimedio. Serve una rete base di infrastrutture in grado di garantire l’approvvigionamento e le esigenze di viaggio di chi sceglie di abbandonare i combustibili fossili per i propri spostamenti. Appena verrà definitivamente approvata, la Direttiva concederà due anni di tempo agli Stati membri per elaborare un piano di distribuzione sul territorio dei carburanti alternativi. Dovrà contenere alcune specifiche indicazioni, in modo da comunicare alla Commissione europea quanti e quali nuovi punti di rifornimento sono previsti sul territorio, nonché quale tipo di carburante verrà erogato in ciascun punto. La messa in funzione dovrà avvenire fra il 2020 e il 2030, a seconda del tipo di combustibile, dell’area e dei veicoli. Il requisito minimo della rete deve soddisfare i veicoli a carburante alternativo presenti in un dato territorio e cercare di favorire la diffusione di nuovi mezzi ecologici. In particolare:

 

Elettricità: La Direttiva impone che gli Stati fissino obiettivi per la creazione di punti di rifornimento/ricarica entro il 2020, in modo da garantire una circolazione delle e-car negli agglomerati urbani e suburbani. Per evitare affollamenti in queste aree, serve almeno un punto ricarica ogni 10 auto. La spina per la ricarica sarà uguale in tutta l’Ue.

Gas naturale liquefatto: qui, i punti di rifornimento per il trasporto su strada devono essere distanziati di 400 km l’uno dall’altro, e il progetto dev’essere pronto entro il 2025. Anche i principali porti marittimi dovranno essere coperti.

Gas naturale compresso: entro la fine del 2025 i centri urbani e suburbani dovranno avere almeno un punto rifornimento per le auto a metano

Idrogeno: in questo caso la Direttiva resta sul vago, obbligando gli Stati membri a dotarsi di un numero sufficiente (ma quale?) di rifornitori entro il 2025.

 

Tra le prescrizioni a corredo di tutto questo regolamento, c’è anche l’imposizione che ai consumatori vengano dati tutti gli strumenti per confrontare i prezzi dei carburanti alternativi con quelli dei tradizionali.

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