Pnrr: via libera 6 decreti per 1,9 miliardi su autostrade, ferrovie, navi green

Per il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini in questo modo il 74% delle risorse assegnate al ministero sono già state ripartite e assegnate agli enti che dovranno attuare gli interventi, per un importo complessivo di 45,4 miliardi. “L’attuazione del Pnrr procede spedita, a ritmi serrati. Si tratta di uno sforzo senza precedenti per dimensione e qualità degli interventi nella direzione della transizione ecologica”

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di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini ha firmato sei decreti per l’utilizzo di 1,9 miliardi del Piano complementare al Pnrr. In questo modo il 74% delle risorse assegnate al ministero sono già state ripartite e assegnate agli enti che dovranno attuare gli interventi, per un importo complessivo di 45,4 miliardi.

I decreti stanziano un miliardo di euro per rafforzare il monitoraggio tecnologico e la messa in sicurezza delle Autostrade A24 e A25 (Roma-Pescara e Roma-Teramo), 720 milioni per favorire la navigazione green, 200 milioni per il rinnovo delle infrastrutture ferroviarie e del materiale rotabile per il trasporto merci.

Il primo decreto, nell’ambito del progetto ‘strade sicure’, prevede un piano straordinario per il controllo e la messa in sicurezza di ponti, viadotti e gallerie delle autostrade A24 e A25, interventi per la realizzazione del monitoraggio dinamico su tali opere e l’efficientamento del sistema impiantistico del traforo del Gran Sasso. La cifra di un miliardo viene trasferita al commissario straordinario che assume le funzioni di soggetto attuatore.

Per favorire la transizione ecologica il decreto per il rinnovo della flotta navale in senso ecologico prevede l’utilizzo di 500 milioni di euro per la costruzione di nuove navi o per interventi di completamento di unità navali già in fase di costruzione. Più in dettaglio, 250 milioni di euro riguardano nuove navi a propulsione caratterizzata da un basso impatto ambientale, e 250 milioni per dotare le unità navali in fase di costruzione di impianti che limitino le emissioni inquinanti e riducono i consumi.

Il 10% dello stanziamento complessivo è riservato a navi che operano in ambito portuale, come i rimorchiatori. Tra gli interventi sulle navi già in costruzione ammessi al contributo pubblico si prevede l’installazione di sistemi per l’uso di combustibili a minore impatto ambientale (Gnl, Bio Gnl, metanolo, idrogeno), l’adozione di motori elettrici ad alta efficienza, e per i porti la costruzione di reti per l’alimentazione elettrica delle navi in banchina (il cosiddetto cold ironing). Si prevede uno stanziamento di 220 milioni per la realizzazione di impianti per la liquefazione di gas naturale con punti di rifornimento di GNL e BioGNL in ambito portuale, nonché l’acquisto di navi destinate alle attività di stoccaggio del gas.

Gli altri decreti sono finalizzati a rinnovare e potenziare il trasporto ferroviario delle merci. Gli interventi, per complessivi 200 milioni, sono destinati all’acquisto di nuovi carri e locomotive che rispondono ai più moderni standard tecnologici, energetici e manutentivi e di nuove gru nei terminali intermodali. Sono previsti anche interventi per l’efficientamento ecosostenibile dei raccordi ferroviari.

L’attuazione del Pnrr procede spedita – rileva Giovannini – procediamo a ritmi serrati; con questi ultimi decreti la quota dei fondi di competenza del Mims già impegnati e ripartiti tra gli enti attuatori raggiunge quota 45,4 miliardi, pari al 74%, e contiamo di raggiungere il 94% entro ottobre”.

In tre mesi, “anche grazie alle intese raggiunte in Conferenza Stato-Regioni e Stato-Città abbiamo affidato agli enti attuatori (Rete Ferroviaria Italiana, Regioni, Comuni, Commissari) quasi due terzi delle risorse di competenza del ministero; entro metà ottobre verranno emanati gli atti di assegnazione e ripartizione relativi ad ulteriori 12,3 miliardi di euro, portando il valore complessivo delle risorse attivate a 57,8 miliardi, che corrispondono al 94% del totale delle risorse attribuite al Mims. Alcuni enti attuatori hanno già avviato cantieri o emanato bandi per i diversi interventi e il ministero sta monitorando costantemente gli atti di implementazione del Piano”. “Si tratta di uno sforzo senza precedenti per dimensione e qualità degli interventi – conclude Giovannini – nella direzione della transizione ecologica, dell’aumento della competitività, del miglioramento della qualità della vita delle persone e della riduzione delle disuguaglianze territoriali”.

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