Dal mese di febbraio è disponibile anche su alcuni modelli di Tesla in Europa, l'IA Grok

L’IA Grok sale a bordo sulle Tesla in Europa
L’intelligenza artificiale nelle auto è la prossima evoluzione tecnologica a cui dovremo abituarci. A fare da apripista è ancora lui, Elon Musk, che nelle sue Tesla in vendita in Europa ha deciso di implementare l’agente conversazionale IA Grok, già presente negli Stati Uniti. Con aggiornamenti software over the air, la modalità più diffusa per l’upgrade tecnologico delle auto connesse, Grok arriverà su Tesla Model 3, Model Y, Model S e Model X.
IA nell’auto
Insomma, dopo l’IA negli smartphone, non saremo liberi neanche nelle auto, d’altronde il mercato globale ha già un valore di 17 mld di dollari. Grok, promette Tesla, sarà accessibile da touchscreen e comando sul volante, e sarà un agente conversazionale dal linguaggio fluido (vedremo) e con una capacità di articolare risposte anche complesse. Potrà parlare addirittura di fisica, matematica, biologia fino alla storia, con informazioni aggiornate in tempo reale.
Utilità di Grok
Su richiesta di chi guida, Grok può interagire con il sistema di navigazione. Può impostare destinazioni, cercare punti di interesse e modificare il percorso. In caso di spie che si accendono, allora si può consultare l’IA per farsi spiegare cosa fare o comunque interpretare il manuale per assistenza immediata. Oppure dare suggerimenti per uno stile di guida che consumi meno la batteria, quindi ottimizzi i consumi.
L'(in)utilità di Grok
Secondo le informazioni diffuse da Musk, l’IA montata su Tesla avrà differenti personalità, per così dire: assistente, tutor linguistico, terapeuta, narratore oppure, in alternativa, modalità specifiche per bambini. Oltre alla personalità, anche il genere. Può essere una voce femminile ottimista come Ara, maschile rilassante come Sal e calmo come Rex. Tutte queste funzioni dalla dubbia utilità saranno disponibili solo dietro un abbonamento a Premium Connectivity al costo di 9,99 euro al mese.
Tutela della privacy
Mentre in America, il procuratore generale della California, Rob Bonta, indaga sul chatbot Grok che avrebbe prodotto contenuti sessualizzati riguardanti adulti e potenzialmente minori, l’azienda sottolinea che dal punto di vista della privacy, Grok non rappresenta un problema. Le conversazioni sarebbero elaborate in modo sicuro, ma soprattutto anonimo, senza essere associate al veicolo, quindi al proprietario o conducente.












