Il documento di Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo ha lo scopo di controbilanciare le richieste provenienti da chi vorrebbe una revisione al ribasso o un nuovo rinvio dell'ETS2.

Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo contrari a un altro rinvio dell’ETS2
Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo si sono opposti al rinvio dell’ETS2, secondo quanto emerge da un documento congiunto dei quattro Paesi visionato da Reuters. Il documento è una risposta ai Governi europei che avevano avanzato la richiesta di posticipare ancora l’introduzione del nuovo sistema di scambio delle quote d’emissione dell’UE.
Il secondo mercato del carbonio dell’Unione Europea, conosciuto appunto come ETS2, a partire dal 2028 imporrà un prezzo sulle emissioni di CO2 prodotte dai combustibili per il riscaldamento e i trasporti. L’Unione Europea ha già previsto di posticipare l’introduzione dell’ETS2 di un anno, rinviandola dal 2027 al 2028 su richiesta di alcuni Stati Membri, nell’ambito delle modifiche alla Legge sul clima dell’UE. Per convincere i Paesi UE più scettici, in particolare Polonia, Italia e Romania, a raggiungere un accordo sul nuovo obiettivo climatico dell’UE per il 2040, la Commissione Europea ha dovuto fare un passo indietro e accettare il rinvio di un anno del nuovo meccanismo di tariffazione del carbonio.
Bruxelles ha anche previsto di anticipare la distribuzione ai Governi dei proventi derivanti dal sistema, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici. La Banca europea per gli investimenti ha infatti concordato un dispositivo di anticipazione dell’ETS2 insieme alla Commissione Europea. Il dispositivo mette a disposizione degli Stati Membri 3 miliardi di euro per preparare i cittadini all’aumento dei costi del carburante, una volta entrato in vigore il prezzo del carbonio dell’UE su riscaldamento e trasporti, che potrebbe effettivamente causare rincari a partire dall’anno 2028.
Difesa della politica climatica dell’UE
Tuttavia, le rassicurazioni della Commissione UE non sono bastate a placare le resistenze di Paesi come la Slovacchia e Repubblica Ceca, preoccupati dalla possibilità di aumenti eccessivi delle bollette e del carburante. I Governi autori del documento congiunto ritengono invece che un ulteriore rinvio o altre modifiche al sistema dell’ETS2 indebolirebbero ancora di più l’efficacia della politica climatica dell’UE.
Gli ambasciatori UE sono riuniti oggi, 18 febbraio, per discutere di controlli più rigorosi da applicare ai prezzi dell’ETS2, come richiesto da 19 Paesi. Il rafforzamento dei meccanismi di controllo dei prezzi dovrebbe evitare rincari eccessivi. Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo sostengono che, una volta definiti questi strumenti correttivi, l’UE non dovrebbe più toccare il sistema. Secondo tale gruppo di Paesi, allargare il dibattito a ulteriori cambiamenti del funzionamento dell’ETS2 non farebbe che screditare l’autorevolezza dell’UE, minando la credibilità del sistema e aumentando l’incertezza per imprese e famiglie.
La Commissione Europea si trova in una posizione scomoda: da un lato prova a preservare il Green Deal; dall’altro, deve fronteggiare le crescenti proteste contro i costi dell’energia e la resistenza sempre maggiore alle politiche ambientali. Il documento di Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo ha lo scopo di controbilanciare le richieste provenienti da chi vorrebbe una revisione al ribasso o un nuovo rinvio dell’ETS2.
Aver posticipato di un anno l’avvio della nuova tassa europea sul carbonio per le emissioni dell’edilizia e dei trasporti stradali costerà caro ai Governi europei. La Danimarca, ad esempio, stima che perderà mezzo miliardo di euro in entrate future. Lo aveva dichiarato Christian Stenberg, alto funzionario del Ministero del Clima danese, a POLITICO. “Il ritardo ci costerà una buona parte di entrate che avremmo potuto ottenere – aveva spiegato – ossia quasi 0,5 miliardi di euro. Per l’economia danese non è poco“.












