• Articolo Stanford, 24 maggio 2018
  • Riscaldamento globale: severi target climatici fanno bene all’economia

  • Un nuovo studio dimostra che quasi tutte le nazioni trarrebbero dei benefici economici dal mantenere il riscaldamento globale entro  1,5 ° C

riscaldamento globale

 

Combattere il riscaldamento globale farà bene al PIL mondiale

(Rinnovabili.it) – Alzare il livello di guardia nella lotta ai cambiamenti climatici non significa solo proteggere il futuro ambientale del Pianeta, ma anche quello dell’economia: agire per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5° C anziché 2° C permetterebbe, infatti, di risparmiare circa 30mila miliardi di dollari. A tanto ammonterebbero, secondo i ricercatori della Stanford University, i futuri danni provocati dagli effetti del climate change. Gli scienziati hanno pubblicato sulla rivista Nature la prima valutazione dell’impatto economico del raggiungimento degli obiettivi di Parigi. Analizzando quaranta modelli climatici diversi e lo storico degli ultimi 50 anni dei dati su temperature e PIL, hanno quantificato il valore della lotta al global warming.

 

Si scopre così che la maggior parte delle nazioni – quelle che rappresentano oggi il 90% della popolazione mondiale – trarrebbe beneficio dal mantenere il riscaldamento globale a 1,5 gradi sopra i livelli pre-industriali. Ciò include quasi tutti le nazioni più povere del mondo, così come le tre maggiori economie – Stati Uniti, Cina e Giappone. Ne beneficerebbero anche l’Australia e il Sudafrica, con i maggiori guadagni nei territori mediorientali, oggi minacciati da ondate di calore sempre più violente (leggi anche Climate change: il caldo record di aprile sconvolge il Pianeta).

 

Un’equazione che non si applicherebbe a tutti però: alcuni paesi freddi – in particolare la Russia, il Canada e le nazioni scandinave – rischiano di andare incontro a una crescita limitata con l’obiettivo dell’1,5° C. Questo perché, spiegano i ricercatori, un aumento delle temperature di 2° C risulterebbe più vantaggioso per le loro economie. “Entro la fine del secolo – afferma l’autore principale dello studio Marshall Burke – il mondo potrebbe essere circa il tre per cento più ricco” con l’obiettivo dell’1,5° C rispetto a 2° C. “Questo rappresenta circa 30mila miliardi in benefici cumulativi tra oggi e il 2100″. Il costo stimato per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5° C è di circa “500 miliardi di dollari nei prossimi 30 anni”, ha aggiunto Burke. “Quindi le nostre prove suggeriscono che i benefici superano di gran lunga i costi”.

 

>>Leggi anche Temperature sempre più alte durante le ondate di caldo<<

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