• Articolo Washington, 3 giugno 2016
  • L’indagine basata sui dati satellitari della NASA

    Scoperte 39 fonti di inquinamento antropico mai censite

  • Sono centrali a carbone, impianti di petrolio e gas che causano inquinamento da biossido di zolfo mai riportato fino ad oggi

Scoperte 39 fonti di inquinamento antropico mai censite

 

(Rinnovabili.it) – Sono 39 tra centrali a carbone, fonderie e pozzi di petrolio e gas, disseminati in Medio Oriente, Messico e Russia. Fonti di inquinamento da biossido di zolfo mai dichiarate prima d’ora, che uno studio basato sui dati satellitari della NASA 2005-2014 ha portato alla luce.

L’analisi ha inoltre rilevato che le stime di emissione sono due o tre volte superiori a quelle riportate da fonti interne a queste regioni e contribuiscono alle piogge acide.

Secondo lo scienziato canadese Chris McLinden, le fonti non dichiarate e sottostimate rappresentano circa il 12% di tutte le emissioni di biossido di zolfo causate dalle attività umane. La discrepanza tra dati reali e stime finora diffuse potrebbe avere «un grande impatto sulla qualità dell’aria in quelle aree», ha detto McLinden, autore principale dello studio pubblicato su Nature Geosciences.

Fino ad oggi le stime sull’inquinamento da SO2 erano ottenute dagli inventari “terrestri”, diffusi dalle agenzie internazionali sulla base dei dati comunicati dalle autorità nazionali. È solo grazie ai progressi nelle tecnologie satellitari, sottolineano gli studiosi, che oggi la NASA riesce a mappare con precisione anche piccole fonti di emissione del biossido di zolfo, come centrali elettriche di medie dimensioni o impianti petroliferi. Il che ha evidenziato la sottovalutazione su cui finora si sono costruite le politiche di riduzione.

 

Scoperte 39 fonti di inquinamento antropico mai censite 2«Ora abbiamo una misurazione indipendente di queste fonti di emissione – esulta Mc Linden – che non si basa su quanto già si sapeva o si pensava di sapere».

Essendo in grado di rilevare concentrazioni minori, lo scienziato e i suoi colleghi hanno potuto utilizzare un nuovo programma per computer che rileva con maggiore precisione il biossido di zolfo disperso e rarefatto dai venti. Hanno quindi utilizzato stime accurate di forza e direzione del vento per ripercorrere la strada dell’inquinante fino alla sorgente.

Oltre alle colpe dell’uomo, la situazione è resa più critica da cause naturali: la ricerca ha anche scoperto 75 fonti naturali di anidride solforosa: vulcani spenti che stanno propagando lentamente, ma costantemente, il gas tossico. Molti si trovano in località remote e non monitorate, dunque i dati satellitari diffusi dalla NASA sono i primi a fornire tali informazioni sulle emissioni vulcaniche.

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