• Articolo Londra, 3 ottobre 2012
  • Annunciati i vincitori della 9° edizione dell'Annual Emirates Glass Leaf Awards 2012

    LEAF Awards2012: premiata la green school sull’Himalaya

  • Undici premi ai più importanti progetti architettonici internazionali. Per la categoria Sostenibilità vince il progetto di ARUP per la scuola costruita sull’altopiano desertico dell’Himalaya

 

I vincitori della 9° edizione dell’Annual Emirates Glass Leaf Awards 2012, uno dei riconoscimenti  più importanti del panorama architettonico intercontinentale nonchè punto di riferimento per gli addetti al settore, sono stati annunciati alla fine del mese di settempre presso lo splendido scenario del Four Seasons Park Lane Hotel di Londra. Numerosi i partecipanti accorsi al premio che la scorsa edizione aveva premiato quale vincitore assoluto della categoria Residential Building il progetto tutto italiano per la Residenza Milanofiori del team Open Building Research, degli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi, allievi in passato dell’archistar Renzo Piano.

Undici le categorie assegnate ed un unico premio per il vincitore assoluto che per l’edizione 2012 è andato al giapponese Sou Fujimoto Architects con il progetto per la Musashino Art University Museum & Library Tokyo. I premiati del 2012:

  • Mixed – Use Building:  Steven Holl Architects con Daeyang Gallery & House, Corea del Sud;
  • Residential Building (unifamiliare): Architectureburo Govaert & Vanhoutte con Villa Roces, Bruges, Belgium;
  • Residential Building (plurifamiliare): Rafiq Azam with S.A Residence, Dhaka, Bangladesh; inoltre il Premio Speciale è andato allo Studio Daniel Libeskind con Reflections at Keppel Bay;
  • Commercial Building: WOW Architects con Vivanta Hotel, Bangalore, India;
  • International Interior Design:Billard Leece Partnership & Bates Smart con The Royal Children’s Hospital, Melbourne, Australia;
  • Refurbishment: Pollard Thomas Edwards Architects con The Granary; il  Premio speciale è andato a Masrah Al Qasba Theatre, Emirate of Sharjah, Emirati Arabi, della Magma Architecture;
  • Young Architect: Marco Guarnieri con White Grounds UK;
  • Public Build: Sou Fujimoto Architects con Musashino Art University Museum & Library Tokyo, Giappone; mentre il Premio Speciale a Stephen Marshall Architects con Rothschild Archiv, UK;
  • Best Sustainable Development: Arup Associates con The Druk White Lotus School, Shey, India;
  • Best Future Building 2012: due vincitori rispettivamente SOM Skidmore Owings + Merrill con Manhattan Loft Gardens, London, UK; il secondo vincitore MZ Architects con The Rock Stadium, Al Ain, UAE;
  • Premio speciale per l’impegno nella comunità architettonica a Daniel Libeskind.

 

BEST SUSTAINABLE DEVELOPEMENT: Arup, Druk White Lotus School

 

Le numerose categorie hanno visto la premiazione di importanti nomi riconosciuti a livello internazionale. Tra i finalisti della Best Sustainable Development anche due progetti italiani rispettivamente Iotti + Pavarani Architetti con Domus Technica il centro di ricerca di Brescello, e lo studio di Paolo Verducci Architetti con il Nuovo quartier generale della Archimede Solar Energy a Massa Martana. Ma il vincitore assoluto di categoria è stato il progetto di ARUP Associates per la Druk White Lotus School, un edificio destinato ad ospitare oltre 750 studenti che nonostete sia arroccato in uno degli altopiani indiani dell’Himalayas, assicura loa completa efficienza energetica ed idrica all’intera struttura. Obiettivo della scuola era prima di tutto quello di resistere ai terremoti ed alle temperature estreme, meta raggiunta grazie alla combinazione tra i materiali e le tecniche di costruzioni locali con la progettazione ambientale bioclimatica all’avanguardia.

 

 

Tradizioni locali e bioclimatica all’avanguardia

 

Blocchi di granito per le pareti esterne provenienti dalle vicine cave, pareti interne costruite con mattoni di fango secondo la tradizione locale formando una cavità interna per aumentare l’isolamento della struttura, il tetto realizzato con i legno di pioppo e salice proveniente dalla vicina piantagione e tamponato utilizzando il fango del Ladakhi offre la massima protezione dal freddo. La struttura interna è stata progettata in modo tale da poter sorreggere il pesante carico del tetto senza gravare sui murti, nel pieno rispetto delle massime norme indiane antisismiche.

Essendo collocata a 3.500 metri di altitudine, una volta assicurato il giusto isolamento termico dal freddo, la scuola ha la possibilità di sfruttare l’abbondante irradiazione solare, convertita in energia elettrica dai pannelli fotovoltaici da 42 kWp affiancati alle lamelle frangisole fotovoltaiche (9kWp) poste sulle facciate sud con la duplice funzione di produrre energia e proteggere dal sole.

Il sistema assicura la copertura energetica totale liberando la scuola dala dipendenza dalla rete elettrica locale o dal precedente generatore diesel. Posizionata su un altopiano desertico la Druk White Lotus School deve rispondere anche alla scarsità delle risorse idriche, in questo caso i progettisti si sono affidati a piccoli ingegnosi accorgimenti, come i serbatoi per la raccolta d’acqua piovana posti più in alto rispetto alla scuola sfruttando solo la gravità e non l’energia per il trasporto, i pozzi d’acqua collegati a pompe alimentate grazie al’energia solare, l’impiego di servizi igienici “a secco” ovvero senza il bisogno di acqua, ma posizionati a ridosso della facciata scura posta a sud collegata ad un camino solare che aspira naturalmente l’aria verso l’alto e l’esterno, evitando il problema delle mosche o degli odori, consentendo inoltre di trasformare i rifiuti in humus e fertilizzante adatto alle coltivazioni.