• Articolo Minneapolis, 14 novembre 2012
  • Annunciati ieri i vincitori del concorso Social Economic Environmental Design 2013

    Quando l’efficienza incontra il sociale

  • Alzare la qualità della vita senza alzarne il costo, riqualificando a livello energetico e sociale aree degradate semplicemente applicando criteri progettuali EcoSostenibili

Ieri mattina sono stati annunciati i vincitori della terza edizione del premio SEED Awards for Excellence in Public Interest Design, destinato a focalizzare l’attenzione sui progetti internazionali di architettura e design che meglio hanno saputo porre attenzione su aspetti sociali economici e sull’impatto ambientale degli interventi stessi, dedicando particolare attenzione alle comunità locali alle quali sono stati destinati. Organizzato in collaborazione con il Design Corps e Social Economic Environmental Design(SEED) Network e promosso dall‘Università del Minnesota, il concorso ha raccolto 65 differenti proposte provenienti da ben 21 Paesi, tra le quali sono stati eletti sei vincitori. L’efficienza energetica, l’impiego di materiali naturali dalle alte prestazioni, la progettazione passiva integrate alle fonti rinnovabili e l’attenzione all’aspetto economico e sociale dei progetti, ha permesso al concorso SEED AWARDS di raggiungere notevole interesse a livello internazionale, dimostrando la possibilità di costruire con criteri ecosostenibili, senza finanziamenti inaccessibili e soprattutto realizzando edifici duraturi e permanenti.

 

Puyallup Longhouse, Washington


Anche in questo caso non si tratta solo di un progetto, ma di un intervento pienamente realizzato e destinato alla riqualificazione della riserva  indigena della tribù Puyallup a Tacoma, Washington. Come in molte altre situazioni analoghe queste popolazioni si trovano a dover affrontare il sempre crescente problema dell’urbanizzazione con mezzi spesso non all’altezza delle necessarie soluzioni. Il progetto ha permesso di realizzare una serie di nuove abitazioni a basso costo ed alta efficienza energetica per le famiglie locali, migliorando notevolmente la qualità della vita dei cittadini e permettendo anche alle famiglie meno agiate di beneficiare di un alloggio nuovo consentendogli nello stesso tempo di essere in grado di sostenere le spese legate ai consumi, ridotti all’essenziale grazie all’alta efficienza dell’involucro edilizio e dell’utilizzo di energia rinnovabile.

Oltre ad aver valorizzato l’aspetto sociale, anche l’impiego di materiali naturali, ma contemporanei ha innalzato il valore dell’insediamento, riqualificando notevolmente gli spazi pubblici e privati.

 

 

Rosa F. Keller Building, New Orleans


Dopo l’uragano che nel 2005 distrusse la città di New Orleans, numerose persone si trovrono improvvisamente senza casa e nell’impossibilità economica di costruirne una nuova, dovendosi adattare a precarie soluzioni d’affitto compatibili con la disponibilità finanziaria. Il progetto dell nuove 60 unità abitative del Rosa F. Keller Building, ha cercato di porre rimedio a questa situazione realizzando una serie di edifici pluriappartamento in grado di ospitare persone a basso reddito, assicurando la massima efficienza energetica.

 

 

Sudan Jalle School

Anche in questo caso si tratta di un progetto destinato alle comunità in difficoltà della regione del Sud Sudan, in corso di realizzazione. Il progetto rappresenta l’unico edificio permanente entro sette miglia, nonchè l’unica struttura in grado di resistere alle inondazioni ed agli allagamenti soliti durante il periodo delle piogge. Il nuovo edificio permetterà di integrare gli aspetti economici, commerciali, sociali e sanitari all’interno di un’unica struttura, progettata con criteri passivi ed integrata ai pannelli fotovoltaici per la produzione energetica, che permette alla struttura di autoalimentarsi. I materiali sono esclusivamente reperiti in loco e la costruzione della struttura sarà realizzata unicamente grazie alle maestranze locali nonchè all’aiuto degli stessi cittadini, trasformando un elemento nuovo in un punto di riferimento per numerose persone.

 

 

SAGE: Affordable Green Modular Classrooms


 

Un esempio completo di progettazione passiva destinata alla diffusione della cultura, in grado di dimostrare la possibilità concreta di realizzare un edificio a basso consumo ed alta efficienza senza ricorrere a sistemi tecnologici di alto livello e alti costi, ma semplicemente sfruttando le proprietà convettive dell’aria ed ottimizzando l’utilizzo della massima illuminazione naturale. Si tratta di una serie di aule modulari per gli studenti di Gervais, Oregon, che proprio sulla modularità puntano la loro efficienza. Materiali naturali ma dalle alte prestazioni isolanti compongono i differenti elementi che permettono di realizzare le aule modulari, facilmente trasportabili in toto utilizzando un qualunque mezzo di trasporto.

 

 

Firm Foundation, Banjarmasin, Kalimantan, Indonesia


 

Premiato dalla giuria per l’attenzione riservata alle comunità locali ed all’aspetto sociale, il progetto è nato a sua volta da un concorso indetto da AECOM Urban SOS per porre rimedio ai problemi della comunità insediata nella regione del Sungai Jingah in Indonesia lungo il corso del fiume Andai, dal quale dipende per la sopravvivenza, e nello stesso tempo è succube delle svariate inondazioni stagionali. Il progetto iniziato nell’agosto del 2012, si propone di riqualificare il waterfront inserendo il villaggio all’interno di un sistema ingegnoso di pontili galleggianti, innalzando la qualità della vita della comunità locale e dei rispettivi rapporti sociali. Il progetto dovrebbe essere ultimato entro la fine del 2013.

 

Maa-Bara, Lenya (Bondo District), Nyanza, Kenya.

 

 

Il progetto in realizzazione è destinato al villaggio di Lenya in Kenya, per ridurre la piaga della fame e tentare di diminuire il numero di malattie ad essa collegate. Si tratta della realizzazione di un sistema di coltivazione “acquaponica” curato direttamente dagli studenti della scuola di Lenya, che attraverso questo semplice quanto efficace impianto, hanno la possibilità di nutrirsi in maniera equilibrata a costo zero, riducendo il pericolo di malattie ed il problema dai rifiuti. Un progetto low-cost e low-tech che potrebbe essere facilmente replicato in altre situazioni simili in paesi in via di sviluppo che consente di coltivare contemporaneamente vegetali ed allevare i pesci, purificando naturalmente l’acqua, il tutto alimentato da un pannello solare fotovoltaico, in grado di fornire l’energia necessaria quotidianamente.

Un sistema da 5.600 litri occupa una superficie non superiore a 6 mq, permettendo di coltivare circa 4.200 vegetali ed allevare 1.000 pesci contemporaneamente, andando a sfamare quotidianamente una famiglia di 5 persone. Inoltre l’eventuale surplus della produzione, può essere venduto ai mercati, generando un ulteriore introito nelle finanze del villaggio.