Dopo lo stop del 2025, la Giunta annuncia la revisione del progetto di legge 110. Tavolo tecnico con le Regioni del bacino padano per condividere proposte unitarie sul territorio agricolo

Stretta sulle aree agricole nel prossimo PDL Aree Idonee della Lombardia
Anche la Lombardia è pronta a ripartire con un nuovo PDL Aree Idonee per gli impianti rinnovabili. Il “vecchio” progetto di legge 110 è stato ufficialmente superato per fare spazio a una versione aggiornata, figlia del mutato quadro nazionale e di un asse politico-tecnico tra le regioni del bacino padano.
A darne notizia è la stessa amministrazione con una conferenza stampa congiunta degli assessori Massimo Sertori (Enti locali e Risorse energetiche), Alessandro Beduschi (Agricoltura) e Giorgio Maione (Ambiente). L’obiettivo dichiarato? Un “equilibrio dinamico” che permetta di superare il target degli 8,766 GW al 2030 richiesti dal Governo ma mettendo “un freno al consumo di suolo”. E il freno emerge forte e chiaro dal momento che il testo ridurrebbe la previsione dell’installato dai 12 GW del PDL precedente a 10 GW.
Il “Modello Padano”
La nuova strategia lombarda riprende il lavoro fatto con la precedente proposta ma con un nuovo approccio, frutto anche di una visione condivisa con i territori limitrofi. Nel dettaglio l’amministrazione lombarda ha portato avanti un tavolo tecnico-politico in parallelo con le altre Regioni del bacino padano finalizzato a condividere proposte unitarie sull’uso del suolo. Proposte che sono in parte già confluite nella norma nazionale, il D.L. 175/2025 convertito nella Legge 4/2026.
“Il continuo dialogo intercorso con le tre Regioni limitrofe al tavolo tecnico-politico ha consentito di condividere alcuni capisaldi, sui quali basare le rispettive proposte, con differenziazioni legate alle rispettive peculiarità territoriali: su questi si fonderà la proposta di modifica che sottoporremo in Commissione e poi all’attenzione del Consiglio regionale”, spiegano gli assessori in conferenza stampa.
I nuovi numeri della SAU
Tutte le attese sul nuovo PDL Aree Idonee della Lombardia vertono quindi sulla gestione delle aree idonee agricole che, stando alla norma nazionale, dovrebbe restare in una forbice compresa tra lo 0,8% e il 3% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU).
L’intenzione della Giunta Fontana sarebbe quella di imporre un limite regionale dello 0,8% del totale, ma concedendo alle singole amministrazioni comunali di spostare l’asticella fino al 3% della rispettiva superficie agricola. I limiti potranno essere superati solo in caso di progetti legati alle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) o a politiche di autoconsumo industriale.
“Con questi numeri, il potenziale installativo di agrivoltaico e fotovoltaico al suolo garantisce la quota principale di quanto ad oggi necessita per il raggiungimento del target di 8,766 GW al 2030 (di cui circa 3 già installati) – ha sottolineato Sertori – rendendo disponibili circa 7.200 ettari agricoli complessivi sul territorio regionale”.
Secondo le stime, tale area dovrebbe garantire tra i 3,1 e i 4,8 GW aggiuntivi, a seconda che si privilegi l’agrivoltaico o il fotovoltaico al suolo. Mentre la differenza sarà coperta dalle altre Aree Idonee ex lege nazionale, dal fotovoltaico su tetti e coperture, dal revamping dei vecchi impianti e dallo sviluppo delle altre fonti rinnovabili. Idroelettrico in primis.
La tutela del “Made in Lombardy”
Per l’assessore Beduschi, il nuovo testo è un “freno necessario” a una potenziale invasione da 200.000 ettari che avrebbe messo a rischio i distretti delle grandi DOP lombarde. L’inserimento di criteri tecnici più rigorosi avrebbe l’obiettivo di blindare le aree di maggior pregio agricolo, garantendo che lo sviluppo energetico non cannibalizzi la filiera agroalimentare, tra le prime in Europa per valore aggiunto.
Sul fronte aree idonee, pertanto, le norme prevedeno una priorità assoluta per:
- Coperture degli edifici e tetti industriali.
- Parcheggi pertinenziali.
- Aree degradate: discariche, siti da bonificare e cave non recuperate definite “passività ambientali da trasformare in risorse”.
Monitoraggio dinamico
In un contesto internazionale segnato dalla volatilità dei prezzi e dalla fame energetica dei nuovi Data Center, la legge lombarda non sarà statica. È prevista una revisione biennale dei target, supportata dall’integrazione tra la piattaforma regionale e la piattaforma SUER nazionale.
Cosa succederà invece ai procedimenti in corso? Nessun effetto retroattivo promette la Giunta: la legge regionale recepirà la norma nazionale garantendo che le istanze con documentazione completa si concludano secondo la disciplina previgente.












