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Anche l’Emilia-Romagna approva il PdL Aree Idonee

Con delibera del 9 marzo la Giunta ha approvato progetto di legge sull’individuazione delle aree idonee trasmettendo il testo all'assemblea legislativa

PdL Aree Idonee Emilia Romagna, la Giunta approva lo schema
via Pixabay

Deliberata l’approvazione del PdL Aree Idonee Emilia Romagna

Massimizzare l’individuazione delle aree idonee agli impianti rinnovabili al fine di assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di 6,3 GW fissato dal Governo, prevedendo un potenziale incremento di potenza installata al 2030 di 10 GW. Questo l’obiettivo che l’Emilia-Romagna ha messo nero su bianco nel suo nuovo Progetto di Legge Aree Idonee. Lo schema normativo è stato approvato dalla Giunta lo scorso 9 marzo ed inviato all’assemblea legislativa per il consueto iter di conversione.

Nel complesso il testo ricalca l’impostazione già adottata con la precedente proposta, prima che la giustizia amministrativa obbligasse il Governo a rimettere mano alla norma ministeriale, colpendo di conseguenza quelle regionali. Rimane l’ambizione ad andare oltre il target di burden sharing assegnato al territorio favorendo l’autoproduzione e l’autoconsumo ma mantenendo alta la tutela del settore agricolo.

Spiega Irene Priolo, Assessora a Programmazione territoriale, Ambiente, Mobilità e Trasporti: “In una fase così complessa come quella che stiamo vivendo, vogliamo favorire l’autoconsumo per le imprese, lo sviluppo delle comunità energetiche e tutelare al contempo le aree di pregio e quelle destinate alle produzioni agroalimentari che rappresentano un’eccellenza per la nostra regione”.

Le aree idonee dell’Emilia-Romagna

Come da indicazioni nazionali, il PdL Aree Idonee dell’Emilia-Romagna elenca ulteriori zone del territorio regionale dove gli impianti rinnovabili potranno godere di semplificazioni e facilitazioni. La lista riporta:

  • aree entro i 100 metri da siti da bonificare, se in disponibilità del richiedente, purché non responsabile dell’inquinamento;
  • aree degli interporti;
  • aree urbanizzate classificate come ecologicamente attrezzate, poli funzionali con destinazioni produttive esistenti e, per biogas e biometano, ambiti specializzati per attività produttive;
  • cave ripristinate, il cui ripristino si sia concluso da meno di 10 anni;
  • aree classificate dal Piano Urbanistico Generale (PUG) come ambiti specializzati per attività produttive esistenti ma solo per biogas e biometano.

Nelle restanti aree regionali, l’installazione è ammessa a patto che sia compatibile con opere pubbliche, interventi di recupero paesaggistico, sistemazione idraulica, mitigazione dei rischi naturali o interventi di rigenerazione urbana. E ovviamente nel pieno rispetto dei vincoli previsti dall’articolo 37 della legge urbanistica regionale.

Utilizzo delle aree agricole

Come per tutte le leggi regionali sulle aree idonee un capitolo a parte è dedicato alle aree agricole. Lo schema dell’Emilia-Romagna riprende in mano le indicazioni nazionali offrendo due tipi di limiti per l’installazione di impianti sulla Superficie Agricola Utilizzata (SAU):

  • A livello regionale non sarà possibile superare lo 0,8% della SAU dell’intero territorio regionale.
  • A livello locale, per gli impianti il limite è invece fissato al 2% della SAU comunale, lasciando però piena libertà ai Comuni di deliberare una deroga in aumento a tale soglia.

In ogni caso, una volta raggiunte le soglie – calcolate includendo impianti autorizzati e abilitati – l‘E-R pubblicherà il dato sul proprio sito, rigettando automaticamente dopo 90 giorni qualsiasi nuova domanda.

Per l’applicazione di questi vincoli, lo schema fornisce all’Articolo 2 una definizione precisa di Superficie Agricola Utilizzata: si tratta della parte del territorio rurale costituita dall’insieme dei terreni investiti a seminativi, coltivazioni legnose agrarie, orti familiari, prati permanenti, pascoli e castagneti da frutto.

Il cumulo di impianti

L’articolato approfondisce anche l’artato frazionamento specificando quale regime autorizzatorio applicare in caso di più impianti rinnovabili vicini fra loro. Nel dettaglio il PdL dell’Emilia-Romagna prevede che se uno stesso soggetto o soggetti collegati presenta più istanze per la stessa tipologia di fonte rinnovabile in aree contigue (anche se situate in Comuni contermini), queste debbano essere considerate come un’unica domanda.

In altre parole le potenze si sommano applicando di conseguenza il regime amministrativo corrispondente al valore totale. La norma regionale usa come criterio la distanza di 1 km dal perimetro dell’impianto. Queste regole sul cumulo non si applicano, tuttavia, agli impianti su edifici, nei parcheggi e a quelli in attività libera con potenza inferiore a 200 kW.

Aree Idonee Emilia Romagna, il monitoraggio

La Regione controllerà l’evoluzione delle installazioni e il rispetto dei limiti, verificando costantemente la potenza autorizzata e quella effettivamente entrata in esercizio per centrare gli obiettivi di sviluppo.

Per garantire uniformità sul territorio, inoltre, lo schema di legge stabilisce che la struttura regionale competente in materia urbanistica indichi, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, i criteri e le modalità omogenee che i Comuni dovranno seguire per l’aggiornamento della Tavola dei vincoli.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.