Dall'Osservatorio FER: nel 2025 -8,2% nuove capacità. Fotovoltaico in calo, eolico fermo. Segnali critici per i target 2030

Calano le nuove installazioni di rinnovabili in Italia
Le nuove installazioni di rinnovabili in Italia segnano una battuta d’arresto nel 2025, con 6,2 GW di nuova capacità connessa e una flessione dell’8,2% rispetto al 2024, interrompendo una crescita durata quattro anni e inaugurando una preoccupante fase di stallo.
Il dato, elaborato dall’Osservatorio FER di ANIE su base Terna, restituisce un quadro in cui la transizione prosegue ma perde intensità, con un rallentamento diffuso che riguarda quasi tutte le tecnologie. Il calo è particolarmente rilevante perché arriva dopo una fase di espansione sostenuta e segnala un cambio di dinamica strutturale.
La contrazione parte dal fotovoltaico che, pur restando la principale fonte di nuova capacità, registra un -8,0% su base annua, mentre l’eolico si attesta a -8,1% e l’idroelettrico scende ancora più marcatamente con -22,2%.
Ancora più accentuata la flessione delle bioenergie, che registrano -43,4%.
L’unico segnale positivo riguarda gli interventi sugli impianti esistenti, che crescono del +16%.
Il dato complessivo evidenzia un rallentamento trasversale e non episodico. Secondo ANIE, il risultato è il riflesso di politiche stratificate e disomogenee nel tempo, con effetti che si manifestano con ritardo a causa dei lunghi cicli autorizzativi e realizzativi degli impianti.
Fotovoltaico in flessione (-8%) ma resta pilastro delle installazioni di rinnovabili
Il fotovoltaico continua a rappresentare la componente dominante delle installazioni di rinnovabili, con oltre 5,6 GW installati nel 2025, ma mostra segnali di rallentamento rispetto agli anni precedenti. La variazione tendenziale è pari a -8,0%, confermando una perdita di slancio dopo i picchi di crescita registrati tra il 2022 e il 2023. L’analisi dei segmenti evidenzia dinamiche differenziate: il comparto residenziale cala del -24,0%, mentre il segmento commerciale e industriale segna -14,8%.
Diverso il comportamento degli impianti di grande taglia. Il fotovoltaico utility scale cresce del +10,3%, mentre i grandi impianti registrano un incremento più contenuto pari al +4,0%, ma con forte volatilità trimestrale.
Questo andamento indica una crescente polarizzazione del mercato, con difficoltà nelle installazioni diffuse e una maggiore concentrazione su progetti di scala maggiore.
La riduzione nei segmenti più diffusi segnala una possibile saturazione degli incentivi precedenti e un rallentamento della domanda legata ai bonus edilizi.
Eolico e idroelettrico in forte difficoltà: cali fino al -22,2%
L’eolico conferma una dinamica debole, con una riduzione complessiva della capacità installata pari a -8,1%. Il segmento utility scale registra una contrazione del -5,9%, mentre il mini-eolico segna un crollo più marcato pari al -54,2%, evidenziando una sostanziale stagnazione del comparto.
Ancora più significativa la variabilità trimestrale, con un -66,5% nel secondo trimestre e un recupero solo parziale nella seconda parte dell’anno.
Il quadro è ancora più critico per l’idroelettrico, che registra un calo complessivo del -22,2%, con punte negative del -53,3% nel secondo trimestre. Anche in questo caso, sia il segmento utility sia quello mini risultano in flessione, rispettivamente -26,9% e -16,3%, a conferma di una difficoltà generalizzata della tecnologia.
ANIE evidenzia che eolico e idroelettrico presentano ancora ampi margini di sviluppo, ma sono frenati da iter autorizzativi complessi, incertezza normativa e difficoltà nella pianificazione territoriale.
Obiettivi PNIEC: ritmo insufficiente per i target 2030
Il rallentamento delle installazioni di rinnovabili incide direttamente sulla traiettoria verso gli obiettivi del PNIEC. Il dato di 6,2 GW annui, in calo rispetto al 2024, evidenzia un ritmo di crescita non coerente con le necessità di accelerazione richieste per il 2030.
Il confronto con il biennio precedente, caratterizzato da incrementi fino al +27%, sottolinea il cambio di passo del sistema.
L’Osservatorio ANIE evidenzia come la crescita attuale sia troppo discontinua per sostenere una pianificazione efficace. Le variazioni trimestrali mostrano una forte volatilità, con oscillazioni che vanno dal +14,4% del quarto trimestre al -26,1% del secondo trimestre, indicando una mancanza di stabilità nel mercato.
Questa instabilità rende più complessa la programmazione degli investimenti e rallenta l’ingresso di nuova capacità. In assenza di un’accelerazione, il rischio è quello di accumulare ritardi difficilmente recuperabili negli anni successivi.
Perché le installazioni di rinnovabili rallentano?
Alla base della frenata delle installazioni di rinnovabili vi è un contesto normativo instabile e stratificato, che negli ultimi anni ha inciso direttamente sulla capacità di sviluppo del settore. L’Osservatorio ANIE evidenzia come le politiche introdotte abbiano generato effetti differiti, a causa dei tempi necessari per autorizzazioni, connessioni e realizzazione degli impianti, contribuendo al calo registrato nel 2025. In questo scenario si inserisce anche la pressione dei mercati energetici, con un ritorno della volatilità dei prezzi legata alle tensioni internazionali.
“Oggi più che mai le fonti rinnovabili rappresentano nell’immediato la soluzione più sostenibile ed efficace per fronteggiare il perdurare degli elevati prezzi dell’energia elettrica” afferma Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili, sottolineando come l’aumento del costo del gas continui a riflettersi direttamente sui prezzi dell’elettricità.
Una dinamica che rafforza il ruolo strategico delle FER, ma che evidenzia allo stesso tempo le criticità del sistema. Secondo Cristini, il nodo centrale resta la stabilità delle regole: “In questo contesto è fondamentale garantire una stabilità normativa che consenta di sbloccare gli investimenti per la produzione di energia rinnovabile e per l’elettrificazione dei consumi negli edifici, negli stabilimenti e nei trasporti”.
La frammentazione degli interventi normativi, unita alla complessità degli iter autorizzativi e alla saturazione della rete, continua infatti a rallentare l’ingresso di nuova capacità.












