I produttori cinesi di batterie, CATL, BYD e Sungrow, avrebbbero guadagnato più di 70 miliardi di dollari dallo scoppio del conflitto.

L’aumento dei prezzi azionari per le aziende cinesi di batterie e stoccaggio supera quello delle grandi compagnie petrolifere
Un primo colpo messo a segno dalla Cina con la guerra all’Iran: le azioni di CATL, BYD e Sungrow, produttori cinesi di batterie e apparecchiature per lo stoccaggio di energia, hanno ottenuto rendimenti maggiori di quelli delle grandi compagnie petrolifere come Chevron, ExxonMobil e BP. Dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran i capitali si sono spostati su titoli cinesi in settori come energia solare ed eolica, veicoli elettrici e batterie.
L’indice CSI Green Electricity è salito del 6% a marzo, mentre l’indice CSI New Energy è cresciuto del 2%, nonostante l’indice di riferimento Shanghai Composite sia crollato dell’8%. Le azioni di CATL quotate in Cina sono aumentate del 19%; Sungrow ha guadagnato il 19,4%; e BYD, che è anche uno dei maggiori produttori mondiali di veicoli elettrici, ha segnato un +21,9% dall’inizio degli attacchi USA-Israele all’Iran. Al confronto, le azioni di BP sono salite del 15,2%, quelle di Chevron dell’8%; Shell ha ottenuto un + 8,3% ed ExxonMobil un + 4,7%.
Come riporta il Financial Times, i tre produttori cinesi di batterie, CATL, BYD e Sungrow, avrebbbero guadagnato più di 70 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato dallo scoppio del conflitto. Gli investitori, dunque, scommettono sui titoli cinesi legati alle energie rinnovabili, puntando nel lungo termine sulla maggiore domanda di energia verde come reazione alla crisi degli approvvigionamenti di petrolio e gas.
In base alle stime di Mobility Foresights, il valore del mercato interno cinese dei BESS dovrebbe passare dai 48 miliardi di dollari del 2025 a 199 miliardi di dollari entro il 2032. “Considerata la leadership della Cina in settori chiave come veicoli elettrici, batterie e apparecchiature per la generazione di energia, le esportazioni cinesi nel 2027 e oltre potrebbero beneficiare dell’aumento della domanda di questi prodotti“, ha dichiarato invece Goldman Sachs in una nota.
Gli investitori scommettono sulla transizione verso le rinnovabili
L’incertezza attuale sta favorendo la scommessa sulla transizione energetica. In sostanza, gli investitori vedono le energie rinnovabili e i sistemi di accumulo come una soluzione per l’indipendenza energetica, dal momento che le rinnovabili risentono meno delle tensioni geopolitiche rispetto ai combustibili fossili. L’impennata della capitalizzazione di mercato dei giganti cinesi delle batterie evidenzia anche che gli investitori considerano la Cina non più come una vittima delle crisi petrolifere ma come l’economia che può offrire la soluzione per resistere a queste crisi. Dalla Guerra in Medio Oriente sta quindi emergendo un “nuovo bene rifugio”: la capacità di stoccaggio energetico e la tecnologia EV, settori in cui la Cina possiede un vantaggio quasi monopolistico.












